Aboliamo il condizionale Società
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Ti aiuterei volentieri…” “Ti regalerei la luna…” “Vorrei volare come volan le rondini…”. Il modo verbale che odio di più è il condizionale. Presente o passato non importa. Ne abolirei l’esistenza se fossi la Treccani o l’accademia della Crusca. Il motivo? Il più delle volte è un paravento per nascondere la verità vestita di ipocrisia e di vigliaccheria. “ Ti aiuterei volentieri…”, ma non c’è alcuna intenzione di aiutare qualcuno. Ci si nasconde semplicemente. E l’altro interlocutore rimane con un pugno di mosche in mano ma convinto di avere un amico. Altre volte il condizionale sta ad indicare l’impossibilità di un’azione. “Ti regalerei la luna…” sono solo parole vuote per illudere l’altro. Parole che celano anche un pizzico di furbizia. Scusa, con tante cose che potresti regalarmi, proprio la luna? Sei solo un bugiardo!
“Vorrei volare come volan le rondini, vorrei volare e giocare con gli angeli…”. E’ una canzone dello Zecchino d’oro del 1960. Uno dei sogni che quasi tutti i bambini fanno. Fantasticare e volare con la fantasia non costa nulla. Ma comunque il “ vorrei” indica qualcosa di irrealizzabile. E’ l’indicatore di una delusione, di una sconfitta. I sogni devono essere a colori, ma possibilmente realizzabili. Il condizionale, invece, li distrugge. Si sa già dall’inizio che è una vana chimera.
E c’è un’altra parola che va a braccetto con il condizionale, una piccola congiunzione avversativa :
“Però “. Mi piace più del “ma”.
La vita è bella però… Hai tutte le carte in regola però… Hai superato le prove del concorso però… Congiunzione avversativa. Io la chiamerei più “ scarrupativa”.
E a questo punto entrano in ballo i puntini sospensivi. Attenzione! Sono tre: …, non quanti ne vogliamo mettere. No. Troppa tristezza contengono. E dunque? E dunque mi appello a Proust:” siamo tutti costretti, per rendere la realtà sopportabile, a coltivare in noi qualche piccola follia”… magari a volare e parlare con gli angeli.
Qualcuno potrebbe storcere il muso e con un sorrisetto dire:” Eh, con tutto quello che sta accadendo, -questa- pensa al condizionale, al pero’ e ai puntini sospesivi”.
E si, già in tanti, competenti o meno, parlano e sparlano di ciò che accade. Io voglio essere una voce “ fuori dal coro”. Preferisco il silenzio.
ELISA FIENGO

26/09/2025