Aulivello: nuova varietà di olio scoperta da Terre di Molinara Società

Una nuova varietà di olivo, mai classificata prima: l’Aulivello di Molinara. A darne notizia e Rocco Cirocco, presidente di Terre di Molinara, orgoglioso insieme ai quindici soci “di aver trovato un tesoro” che si aggiunge al ricco panorama delle cultivar italiane. Un olivo con caratteristiche diverse da quelle più diffuse a Molinara e nella provincia di Benevento. Una nuova varietà mai catalogata che trova conferma nella ricerca, rivelatasi di interesse straordinario per la comunità, affidata al CNR di Perugia: Terre di Molinara ha prelevato i campioni delle piante ed i laboratori dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) hanno estratto il DNA della cultivar che non ha trovato corrispondenza nel a confronto con le varietà presenti nella banca dati nazionale che include oltre 2.800 genotipi.

Il ruolo che ha interessato la ricerca a Molinara è comunemente chiamato Pezzo de lo Cantero - racconta il presidente Cirocco - ed è esattamente lì, tra leggende, alberi enormi, tronchi rugosi con i segni del tempo e storie di tesori nascosti, trovati e inspiegabilmente spariti, che si trova l’Aulivello, che fino allo scorso anno si portava al frantoio mischiato alle altre olive raccolte in giornata”. Una sessantina di alberi in tutto.

A sollecitare la ricerca è stato, in un primissimo tempo, Angelo Loconte, referente Slow Food Campania per il comparto dell’extravergine. Al presidente Cirocco è toccato convincere i soci a sostenere e finanziare lo studio. “Del resto - conferma - Terre di Molinara fin dalla nascita si è posta l’obiettivo di presidiare il patrimonio paesaggistico e ambientale dell’uliveto secolare”. Vincenzo Coppola, agronomo della cooperativa agricola, ha sempre sostenuto che quelle olive erano diverse, non servivano semplicemente ad impollinare. “E’ stato lui a volere la molitura di una partita di olive selezionata. Ed ha colto nel segno”, afferma il presidente Cirocco. Nella scorsa annata di raccolta, per la prima volta, si è deciso di lavorare quelle olive provenienti esclusivamente da quel luogo circoscritto nel frantoio aziendale, per ottenere una piccolissima produzione di 40 litri.

Dovevamo dare un senso ai racconti che rappresentano quel luogo come un inizio: la genesi di Molinara - dice ancora Rocco Cirocco -. Alcune fonti dicono che nella collinetta che affaccia sulla vallata ci fu un primo insediamento legato al periodo del monachesimo intorno all’anno mille”. Il pezzo mancante - che però adesso non manca - poteva essere il riscontro della qualità organolettica dell’extravergine ottenuto da l’Aulivelli di Molinara. Ma L’Origine, il nome dato all’extravergine, scelto per sottolineare un inizio, un primo evento, ha tolto ogni dubbio. L’extravergine è stato portato in assaggio ed è stato oggetto di valutazione da parte dei panel test di vari concorsi. Slow Food lo ha voluto riconoscere e tutelare con il Presidio a conferma del lavoro che bisogna avviare per difendere la varietà locale, valorizzare il paesaggio, l’aspetto culturale, mai secondario o marginale e - soprattutto - la tutela di quel luogo di interesse per Molinara.

Con la documentazione che attesta l’unicità della cultivar, Terre di Molinara ha potuto procedere alla segnalazione presso il Ministero dell’Agricoltura ed avviare di fatto il percorso di riconoscimento. La stessa cooperativa si candida ad essere “custode coltivatore” della nuova specie.