Benevento, Bénévent, Benavente: una e trina Società

Il Comune di Benevento si appresta a sottoscrivere un gemellaggio con Bénévent, città francese, riconoscendo il forte legame che unisce le due città e che non si esaurisce nella omonimia.

Nel mio libro Santi spiriti streghe, edito proprio dal compianto Direttore di Realtà Sannita, Giovanni Fuccio, ormai 20 anni fa, ho parlato di questo collegamento con la cittadina francese, l’Amministrazione Comunale di Benevento avrebbe potuto avere l’idea del gemellaggio con l’omonima cittadina francese, Bénévent, con ben due decenni di anticipo.

Il nome completo della graziosa ville della neo-istituita regione della Nuova Aquitania (ma fino al 2016 la regione storica francese in cui si trova Bénévent si chiamava Limousin) è Bénévent-l’Abbaye, cioè Abbazia di Bénévent, intorno alla quale sorge pian piano una cittadina, che oggi conta meno di 1000 abitanti. Cito, con qualche aggiunta, dal mio Santi spiriti streghe, p. 53: “Nel 1028, nel Limousin, nella Francia centrale, l’abate Dom Humbert completò la costruzione di una bellissima chiesa, che sorge a metà strada fra Limoges e Clermond-Ferrand. Per consacrare la meravigliosa cattedrale occorreva però la presenza di una santa reliquia.

Il vescovo Jourdain de Larron si recò dunque in Italia e venne a Benevento, dove riposava nientemeno che un apostolo di Cristo, Bartolomeo. Il vescovo francese si fece consegnare un frammento delle preziose reliquie del santo e con esse celebrò la consacrazione dell’Abbatiale de Bénévent, l’abbazia intitolata a San Bartolomeo in Francia, sorta lungo una delle strade che recavano a San Giacomo di Compostela, in Galizia. L’abbazia di Bénévent infatti era una tappa del pellegrinaggio galiziano, come indicano le bianche conchiglie intarsiate nel lastricato della strada. In onore della città che aveva donato le reliquie dell’apostolo, fu dato il nome di Bénévent al luogo dove sorgeva la nuova chiesa e dalla chiesa prese il nome anche il vicino villaggio. Quando visitai la cittadina francese era il 1997, all’ingresso dell’Abbatiale de Bénévent era esposta una cartolina col duomo di Benevento in ricordo della città-madre. Per altro, come per molte chiese medievali, anche per quella di Bénévent ci sono studi esoterici, che scoprono misure di sezioni auree, orientamenti astronomici particolari, misteri templari.

Il nome della nostra città, Benevento, si è così indissolubilmente legato all’idea del pellegrinaggio attraverso la clonazione di un’abbazia nel Limosino e si poneva in quell’itinerario spirituale del Medioevo, che conduceva i pellegrini a lucrare indulgenze con la visita alle sante reliquie, in particolare alla più famosa meta, la cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia. Benevento inoltre era anche snodo della Via Sacra Langobardorum, la via del pellegrinaggio che conduceva al santuario di San Michele Arcangelo sul monte Gargano e quindi transito per il pellegrinaggio del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

I legami con la cittadina francese quindi sono antichissimi e ben venga il gemellaggio tra le due Benevento, iniziativa interessante se nutrita di scambi culturali e soprattutto di studi su un periodo affascinante e complesso come il Medioevo.

Le sorprese non finiscono qui, infatti, la Bénévent francese non è l’unica altra gemella della nostra Benevento. Esiste una città della provincia di Zamora in Spagna, che si chiama Benavente. Secondo la tradizione essa ha avuto questo nome per una vicenda che ricorda quello che è successo anche a Benevento: il cambio del nome. La cittadina spagnola nel Medioevo si chiamava con un nome poco beneaugurante, Malgrat, come la nostra (Malvento). Nel 1164, il re Ferdinando II cambiò questo nome in quello attuale di Benavente. Vi sarebbe anche un altro collegamento tra la nostra e la città spagnola. Il sacerdote Gaetano Cangiano nel suo libro Sulla leggenda della “vipera longobarda” e delle “streghe” in Benevento contesta la tradizione del noce beneventano, affermando che si è creato un equivoco a causa della somiglianza del nome di Benevento con quello di Benavente, città spagnola famosa per i suoi convegni di streghe.

Insomma per Cangiano, la città delle sreghe sarebbe la spagnola Benavente e non la nostra. Quando sono stata a Benavente, fidandomi di quanto diceva Cangiano, nella Biblioteca comunale chiesi di vedere libri che parlassero della stregoneria a Benavente. La bibliotecaria, con aria offesa, mi disse che non esisteva alcuna tradizione del genere nella sua città e che erano invece famose le streghe della Galizia.

PAOLA CARUSO