Buon Anno Scolastico! I consigli di una ex docente e mamma Società

Domenica prossima sarò presente al matrimonio di una mia ex alunna del Liceo. Sarà una gioia per me rivedere i suoi amici e miei ex alunni. Quanti!

Piccolo ragazzo nella mia memoria, tante volte tanti dentro questa storia” canta Vecchioni.

Per molti l’anno nuovo non è il primo gennaio, ma il primo settembre, l’inizio dell’anno scolastico.

Che sia un buon anno per tutti. Per i tantissimi insegnanti e per gli alunni di ogni ordine e grado.

Ognuno si pone degli obiettivi da raggiungere nel tempo. A breve, medio e lungo termine.

Quello predominante, al di sopra di tutti gli altri e duraturo è che a scuola ci si debba divertire. Sì, proprio così. Si deve dare e prendere con gioia, con leggerezza d’animo. Sia che si debba imparare la declinazione latina sia che si debba insegnare ai più piccoli a leggere e a scrivere.

Spesso quando si chiede a qualcuno un parere su un avvenimento, vissuto o no in prima persona, si sente rispondere: “mi sono divertito”. Ebbene, anche la scuola deve far divertire!

Non deve essere una prigione, ma un luogo felice dove si respira aria buona. Sia per chi dà che per chi riceve. Bisogna elargire a piene mani la cultura, come si semina il grano e non essere mai avari. E il grano richiede tempo per crescere e non si sa mai un chicco dove possa andare a cadere. E sto parlando di cultura non di nozioni. Quelle le possiamo tranquillamente trovare su internet .

Per cultura intendo la capacità di insegnare il rispetto per l’altro. E l’altro può essere il compagno o il collega in difficoltà. Può essere il genitore che si spezza la schiena per mandare il figlio a scuola. Può essere il vicino di casa che ti rivolge un sorriso stentato e in cui è racchiuso una richiesta di aiuto. Può essere chiunque…

Per cultura intendo imparare a tirar fuori il meglio che c’è in ognuno di noi. Educare al bello. Valorizzare i sentimenti. Amare se stessi e non farsi del male. Rispettare le regole del vivere civile non perché ci siano imposte, ma perchè ci aiutano a creare un ordine intorno a noi.

Per cultura intendo sognare sempre, fino all’ultimo istante della vita. Non importa se a colori o in bianco e nero. Importa farlo sempre.

Sogna, ragazzo sogna quando cade il vento ma non è finita

quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu.

Sogna, ragazzo sogna non cambiare un verso della tua canzone,

non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu...”.

Per cultura intendo fare un buon uso di tutti gli strumenti tecnologici che sono amici se adoperati in modo corretto ma diventano acerrimi nemici se adoperati male.

Per cultura intendo insegnare ad alcuni comportamenti di base che sembrano scontati ma che sono spesso ignorati e calpestati: cedere il posto a chi non è fortunato come noi, usare parole come “grazie, mi dispiace, permesso, scusa”.

Altrimenti si rischia di cancellarle dal vocabolario.

Forse sono un po’ “antica”, come si definisce Gigi Proietti, ma ne sono orgogliosa. Sono fiera dell’insegnante che sono stata e se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto. Sicuramente ho commesso degli errori, ma in quel momento ho ritenuto fosse la cosa migliore che potessi fare.

Buon anno scolastico agli alunni. Agli insegnanti. Al personale ATA. Ai dirigenti. E in special modo al nuovo Ministro della Pubblica Istruzione, Lorenzo Fioramonti.

Un anno pieno di belle cose: entusiasmo, grinta, collaborazione, impegno, spirito di sacrifico, ma gioioso. Viviamo bene la Scuola. E ne guadagneremo tutti. Nel presente e nel futuro.

O ci accingiamo a preparare la merenda da mettere nel cestino ai figli o ai nipoti, o controlliamo che ci sia tutto l’occorrente nello zaino, anche il quaderno di latino, o prepariamo la borsa con il tablet su cui c’è il registro elettronico, o stiamo riflettendo sui punti da inserire nel collegio dei docenti, o siamo in pensione e viviamo di ricordi, come la “vecchierella” del sabato del villaggio (non ce ne sono più!).

A proposito, mi sto chiedendo: come mai la mia ex alunna mi ha invitata al suo matrimonio? Boh!

ELISA FIENGO

lisafiengo@gmail.com