CIRCELLO - Giornata in ricordo del magistrato Livatino, martire della giustizia Società

Lo scorso 9 maggio, Rosario Angelo Livatino, trucidato da killer stiddari il 21 settembre 1990, è stato proclamato beato: nella bimillenaria storia della chiesa cattolica, è il primo magistrato ad essere venerato. La sua festa sarà il 29 ottobre. Il 19 maggio 2001, il plesso scolastico dell’ITE di Circello, sede staccata dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Don Peppino Diana’ di Morcone, viene intitolato al magistrato, martire della giustizia e ucciso ‘in odio alla fede’.

Un uomo ‘che credeva e che era credibile’ - ha sostenuto il dirigente scolastico Giovanni Marro -, per il quale abbiamo inteso predisporre un incontro che richiamasse i tratti salienti della sua personalità: l’impegno da magistrato e sostituto procuratore della Repubblica; la coerenza tra fede cristiana e vita.

E’ un evento che ha avuto un ‘respiro collegiale’, nella consapevolezza di dover essere cittadini consapevoli.

Con la partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica del nostro Istituto, abbiamo voluto invitare autorità istituzionali civili e religiose del territorio sannita: il dirigente dell’U.S.P. e i dirigenti dell’I.I.S. ‘Medi-Livatino di S. Bartolomeo in Galdo, dell’I.C. ‘F. Flora’ di Colle Sannita e dell’I.C. ‘E. De Filippo’ di Morcone; il prefetto; l’arcivescovo e i parroci di Circello e Colle Sannita; la presidente del Tribunale Civile; il procuratore della Repubblica; il questore; il presidente della Provincia; i sindaci dei Comuni di Circello, Morcone, Colle Sannita e Castelpagano; i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza; i comandanti delle stazioni dei carabinieri di Colle Sannita e Morcone; l’Associazione Libera di Benevento; associazioni culturali di Circello: Pro Loco, ‘Cercellus’, ‘Attori per caso’.

Ad impreziosire il tutto, è stata la testimonianza del cugino di Livatino, Vincenzo Gallo, che si è collegato in streaming ed ha raccontato tratti interessanti della figura del ‘giudice ragazzino’.

Una mostra fotografica, allestita nei locali del plesso, rappresenta da ‘memoria storica’ circa le tappe che portarono alla intitolazione dell’ITE al magistrato siciliano.

L’evento si è tenuto giovedì 3 giugno 2021, presso la sede dell’ITE di Circello, con inizio alle ore 10,30”.

Di Maria ha definito l’iniziativa “meritoria” per l’Istituto dedicato al martire della mafia già nel 2001 per volontà dell’allora Dirigenza Scolastica e della classe docente locale. “Il magistrato Livatino - ha detto di Maria nel suo discorso - si è battuto per la legalità e l’onestà e la sua storia personale di è di quelle che destano profonda ed incondizionato rispetto e, proprio per questo, fu messo a tacere a colpi di pistola dalla mafia. Livatino è un faro per tutta la società civile: il suo rigore morale, la sua voglia di studiare anche discipline che non fossero solo quelle legate alla sua professione; ecco: queste sono le qualità che lo hanno reso degno dell’ammirazione di tutti gli uomini di buona volontà. Ricordarne la figura al termine di un anno scolastico segnato dalla pandemia, consente di apprezzare il primario compito della Scuola: quello, cioè, di formare i giovani coltivando le inclinazioni più nobili dell’animo alla luce dei valori etici e civili più alti, gli unici che possono garantire l’esistenza stessa ed il progresso della società”.

Il sindaco del Comune di Circello, che ha promosso l’iniziativa “Il magistrato Rosario Angelo Livatino: umanità, coerenza e fede” complimentandosi per la tenacia con cui hanno realizzato l’evento nonostante le difficoltà del momento storico, ha approfittato per lanciare un forte messaggio ai giovani presenti “dedicatevi alla politica perché il futuro del territorio dipenderà dalle scelte della politica di oggi e di domani” e riprendendo la citazione di De Gregori riportata dal presidente Mattarella nel suo discorso in occasione della Festa della Repubblica “La storia siamo noi… la storia siete voi che sarete la futura classe dirigente dei nostri territori. Dobbiamo impegnarci e agire nella legalità; dobbiamo essere complici di legalità”.

Il giudice Rotili ha rimarcato quanto fu importante l’attività di Livatino tesa ad impoverire le cosche mafiose e ad allontanare quei personaggi dai loro territori nel tentativo quasi di privarli del forte influsso che avevano “il giudice che non deve essere un mero esecutore della legge ma utilizzare i mezzi che la stessa mette a disposizione per colpire la malavita. Livatino comprende che non bastava la sola attività di giudice, ma bisognava puntare ad una rinascita culturale trasversale che coinvolgesse i sindaci, le scuole e la società civile tutta”.

Il procuratore della Repubblica di Benevento Policastro ha evidenziato come la figura del magistrato Livatino simboleggi quella guerra civile sempre in atto tra Repubblica e la criminalità organizzata che rappresenta un potere che ne insidia quotidianamente i “fondamenti di libertà, giustizia e solidarietà. È una lotta purtroppo quotidiana che appartiene anche al presente, una guerra che ha visto tanti caduti come Rosario Livatino”.