Coronavirus, Principe: ''Recuperiamo la Casa del Pellegrino a Pietrelcina'' Società

In questo periodo di restrizioni obbligatorie, si susseguono interventi da ogni dove della provincia di Benevento, che chiedono a gran voce la riapertura delle strutture sanitarie di Cerreto Sannita, San Bartolomeo del Fortore con l’ulteriore potenziamento della struttura del San Pio di Benevento e quella nel comune di Sant’Agata de’ Goti. Al coro delle richieste ci associamo anche noi dell’associazione ‘Io più forte di…Te’, in quanto riteniamo che sia un diritto garantire assistenza ai cittadini adeguata ai tempi e che riesca ad assicurare la tempestività accorciando le distanze”.

Lo scrive in una nota la referente Vittoria Principe, che rilancia: “Ma, la situazione attuale, ci sta insegnando che la Sanità, e non solo, non deve correre ai ripari quando la situazione è drammaticamente precipitata e compromessa, ma pianificare in anticipo le emergenze. Ed allora, come associazione, lanciamo un appello al Governatore De Luca, al Governo Nazionale e alla Deputazione Sannita, oramai tutti della maggioranza, senza esclusione per nessuno, di prendere in considerazione, ora, il complesso abbandonato a Pietrelcina “La Casa del Pellegrino”.

La struttura, che sorge nel comune di Pietrelcina, - spiega la Principe - doveva servire i devoti di Padre Pio. Un investimento di oltre 5 milioni di euro spesi per avere oggi un luogo fatiscente, saccheggiato, abbandonato e covo di tossico dipendenti e quant’altro, lì dove fiorisce il culto della fede, ed invece, il degrado. In un recente passato, tra il Comune di Pietrelcina e l’ASL di Benevento, che aveva rilevato la struttura sono sorte delle controversie che hanno di fatto portato le parti nelle sedi giudiziarie. L’accordo prevede che la struttura fosse dotata per il «day surgery» (chirurgia di giorno), dove effettuare interventi chirurgici con ricoveri limitati. La struttura è già in possesso della destinazione d’uso sanitario. Ed allora perché la Regione non ritorna sui passi finanziando l’opera per un centro di avanguardia medico- sanitario, di ricerca, di assistenza specialistica ed emergenziale? Perché non si restituisce decoro ad essa nel paese natale di Padre Pio?

Quel luogo - conclude l’associazione - potrebbe diventare il fiore all’occhiello per l’intera Regione Campania, recuperando quel gap che vede il Sannio e la Regione Campania sempre in ritardo sulla materia. Il tempo della programmazione è ora, non domani. Il domani come dimostra il Coronavirus è già tardi. Uno scatto di orgoglio per una comunità sempre spesso trascurata e poco considerata nella Regione Campania”.