Ecco tutto quello che bisogna sapere sul Coronavirus Società

La pandemia da Coronavirus iniziata l’anno scorso ci ha colti impreparati e presto abbiamo dovuto imparare regole stringenti di comportamento per limitare la diffusione del Sars-Cov-2.

Molte le cose che oggi conosciamo, altre ancora quelle sconosciute. In ogni caso dobbiamo aggiornare il modo in cui usiamo le mascherine, tanto per fare un esempio, o le nostre certezze sul distanziamento interpersonale. Le ultime raccomandazioni dell’Iss, dell’Inail, del ministero della salute e dell’Aifa mettono tra i punti salienti la distanza di sicurezza dagli altri di oltre due metri se si sta mangiando o bevendo o se ci si trova senza mascherina. Poi quarantena da rispettare anche se si è stati vaccinati nel caso ci fosse un contatto stretto con un caso positivo al Sars-Cov-2. In questi giorni molti si staranno chiedendo: «Perché mi debbo comportare come un non vaccinato se sono stato vaccinato?».

La vaccinazione contro il Covid-19 è efficace nel prevenire la malattia sintomatica, ma non protegge al 100 per cento. Non è ancora ben noto se chi è vaccinato possa acquisire l’infezione da Sars-Cov-2 per poi trasmetterla ad altri soggetti. Inoltre alcune varianti possono eludere la risposta immunitaria data dai vaccini. Alcune segnalazioni preliminari inducono a ritenere esserci “una ridotta attività neutralizzante degli anticorpi di campioni biologici ottenuti da soggetti vaccinati con vaccini a Rna messaggero nei confronti di alcune varianti, come quella sudafricana, e un livello di efficacia basso del vaccino di AstraZeneca nel prevenire la malattia di grado lieve o moderato nel contesto epidemico sudafricano”.

Facile comprendere come in famiglia o sul lavoro non sia ancora possibile tornare alla vita prepandemica. Quindi “stesse misure di prevenzione, protezione e precauzione valide per i soggetti non vaccinati, in particolare distanziamento fisico, appropriata protezione respiratoria, igienizzazione o lavaggio delle mani secondo procedure consolidate”, si legge nel documento sopra citato. Inoltre la durata della protezione non è stata ancora ben definita. Uno studio condotto su oltre 6.600 operatori della sanità nel Regno Unito, citato dall’Inail nel documento diffuso, ha mostrato che nei soggetti con pregressa infezione da Sars-Cov-2 “la durata dell’effetto protettivo dell’infezione precedente ha una media di 5 mesi”.

Realtà Sannita si è già occupata delle mascherine. Quelle di stoffa è bene sapere che non sono omologate all’uso medico né considerate dispositivo di protezione.

L’efficacia di ogni dispositivo è data dalla capacità protettiva per i flussi d’aria in entrata e in uscita. Le chirurgiche garantiscono lo zero per cento di protezione per il flusso in entrata e il 90 per cento per quello in uscita: protegge gli altri dal contagio ma non noi. Funziona solo se tutti la usano, perciò è detta «mascherina altruista». La Ffp2 (KN95 certificata in Cina, K95 in Usa) filtra in entrata il 95 per cento e in uscita il 100, mentre la Ffp3 KN99 il 98 in entrata e 100 in uscita. Invece le mascherine «egoiste», la Ffp2 KN95 e Ffp3 KN99 con valvola, proteggono in entrata per il 95 la prima e il 98 per cento la seconda, in uscita solo il 20. La valvola migliora il comfort di chi la indossa facendo uscire il respiro ed evitando umidità e condensa, ma trasferisce i nostri “droplets” all’esterno.

Un’ultima nota, senza addentrarci in inutili tecnicismi. L’errore di fondo commesso da troppi nella comunicazione: «Vaccino» e «siero» non sono sinonimi.

Il siero si ottiene dal sangue dei guariti, il vaccino è creato in laboratorio con proteine o zuccheri complessi e non contiene alcun tipo di materiale organico.

Il vaccino non è un prodotto ottenuto dal sangue. Ecco perché è sbagliato usare il termine “siero”. I sieri si usano su persone già malate, i vaccini su persone sane per evitare l’infezione. La Treccani stessa ci bacchetta e si sofferma sul linguaggio giornalistico «che prevede una certa “variatio” stilistica, per evitare ripetizioni, e che talvolta, in questa pratica, oltrepassa perfino il limite della correttezza».

Ed è quanto sta accadendo per “vaccino” e “siero”.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it

La vaccinazione contro il Covid-19 è efficace nel prevenire la malattia sintomatica, ma non protegge al 100 per cento.

Le chirurgiche garantiscono lo zero per cento di protezione per il flusso in entrata e il 90 per cento per quello in uscita: protegge gli altri dal contagio ma non noi.