Evviva il presepe! Società

Caro Gesù Bambino

grazie al cielo anche quest’anno nascerai.

Comunque e nonostante.

Ce la stanno mettendo tutta per non creare il presepe, l’ambiente in cui verrai alla luce, una capanna, al freddo e al gelo, insieme a tuo Padre e tua Madre e riscaldato solo da un bue e un asinello.

Il presepe può turbare qualcuno… E poi, diciamolo, ci sono anche gli “stranieri”. Non è che, scarta scarta, ti ritrovi da solo nella mangiatoia col bue e l’asinello?

Brutti tempi, mala tempora per te, caro Gesù.

Ma io, come Papa Francesco ha vivamente sostenuto, farò un bellissimo presepe, metterò anche il muschio, la fontanella con l’acqua, le pecorelle, la stella cometa, i Re Magi. E per questi farò come consigliò Cazzaniga a Bellavista: all’inizio sulle montagne metteva i Re Magi più piccoli, poi li sostituiva a Natale con quelli di una misura media e infine il giorno dell’Epifania metteva quelli grandi davanti alla capanna

Forse, però, in cambio, mi devi aiutare a capire. Sicuro sarò più ignorante dell’asinello. A proposito, ti ricordi , tanto tempo fa, quando a scuola non si andava bene, il maestro metteva al povero alunno le orecchie d’asino e lo mandava dietro la lavagna? Ecco, a volte mi sento peggio di lui, perché non capisco tutto quello che sta succedendo.

Poco tempo fa a Montecitorio davanti alle scolaresche c’è stata una rissa tra deputati. Qualcuno esce con il polso slogato. Un altro sfascia una sedia. Non ti dico. Una scena vergognosa, da osteria di infimo ordine. Ma, caro Gesù, non si chiamano onorevoli? Ma di che? Boh…

E poi. Vedo negli ultimi tempi nelle piazze gente con gli ombrelli aperti, anche se non piove, e la chiamano sardine. Ma, che fanno? Che vogliono? Con chi ce l’hanno? Boh…

Non ci capisco più nulla. Ho le idee, confuse come una macedonia di frutta, che mi frullano nel cervello. Che testa d’asino che sono!

Comunque, Gesù bello, sarai accolto da tutti noi con gioia e rispetto.

Tu, re del cielo, che sei nato nella povertà per amore di tutti noi, diffondi la bontà nel nostro cuore. Insegnaci a vivere secondo un progetto divino.

Tu, Maria, che hai accolto il figlio di Dio nel tuo ventre con l’entusiasmo e la passione di tutte le mamme, guida nella luce di Dio tutti i figli e sii loro accanto in ogni attimo.

Tu, Giuseppe, che per amore, solo per amore hai accettato di restare affianco alla tua sposa e soffrendo anche tantissimo, insegnaci ad affrontare le contrarietà e gli imprevisti della vita con coraggio e gioia.

E tu, stella cometa, che sei stata faro nel buio della notte del Santo Natale, illumina il nostro cammino anche nei momenti più bui, aiutaci a trovare e mantenere la strada maestra. Rischiara le nostre menti, il nostro cuore.

Caro Gesù avrei tanto altro da dirti, ma non avresti poi il tempo e la pazienza di leggere tutto. È ormai arrivato il tuo tempo!

ELISA FIENGO