''Gli Amici del Cuore'' spengono 20 candeline Società

Per il ventennale della fondazione Associazione Guardiese onlus “Gli Amici del Cuore”, il presidente Carlo Labagnara, rievoca ai lettori di Realtà Sannita l’idea maturata per la sua costituzione, ripercorre nell’intervista le molteplici attività svolte nel tessuto socio-culturale del paese dei battenti.

Presidente in quale circostanza del quotidiano nacque l’idea di fondare l’associazione “Gli Amici del Cuore”?

L’idea di fondare l’Associazione fu concepita in un quotidiano di sofferenza e di conseguente speranza e nacque in un quotidiano di altruismo. Quando sei vittima di un evento cardiaco e, quando nelle corsie di un ospedale, guardandoti intorno vedi giovani che son lì per lo stesso motivo, allora puoi solo porti una domanda: è possibile, se non evitare, almeno ridurre questi eventi e come? La risposta che ti dai è certamente affermativa e la puoi solo poggiare, istintivamente, sul forte piedistallo della prevenzione.

Questo capitò a me e di questa convinzione parlai con alcuni amici, proponendo loro di dare vita ad un sodalizio, che perseguisse unicamente lo scopo di promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

L’idea piacque e, dopo aver organizzato un convegno propedeutico sulla prevenzione, cura e diagnosi di queste malattie (relatore di dr. Carlo Maria De Filippo del Policlinico Gemelli di Roma), in men che non si dica costituimmo l’Associazione e ci mettemmo subito a lavorare per rendere operativa la neonata onlus.” Entusiasti ci dicemmo: se riusciremo a salvare anche una sola persona da questo destino, già avremo vinto una battaglia.

Quali sono le eminenti finalità perseguite costantemente secondo i dettami dello statuto?

Le finalità da subito perseguite, e che continuano ancora ad essere il cardine e la struttura portante di tutto il sodalizio, le possiamo riassumere in questa frase: prevenzione elevata alla massima potenza. Prevenire è meglio che curare, si dice. E’ vero, tremendamente vero, sia dal punto di vista sociale che economico. Sociale perché una società di persone sane lavora, produce e progredisce meglio; economico perché evitare di curarsi, o di sottoporsi ad interventi chirurgici, significa non sborsare un bel pò di quattrini - siano essi privati o pubblici - prima, durante e dopo un ipotetico intervento. E’ evidente, quindi, che a prevenzione quotidiana, personale o collettiva che sia, vista così, non è un costo, ma è un investimento a rischio zero e dà utili importantissimi, che vengono accreditati quotidianamente sul conto corrente della nostra salute, anche se noi non lo avvertiamo nell’immediato. Purtroppo sono in molti, ancor oggi, a non porsi su questa direttrice, per svariati motivi. Ad esempio non è raro sentir dire: a me non capiterà mai; sono forte, non provengo da famiglia che ha avuto questi problemi, quindi non vivo il fattore di rischio dell’ereditarietà o della familiarità, se qualche malattia ho, essa non ha niente a che fare con il cuore, ecc. Di fronte a simili, tanto disarmanti, discorsi, l’unica via di uscita è quella di ribaltare dette convinzioni facendo leva sulla cultura della prevenzione, in ogni ambito sociale, a cominciare dalle scuole di ogni ordine e grado, per toccare tutti gli ambiti della vita quotidiana.

Tra le attività molteplici programmate in sinergia con gli organi istituzionali figurano una serie di importanti convegni. Perché la prevenzione rappresenta la stella polare della salute nel terzo millennio?

Per attuare quanto appena detto, abbiamo percorso due canali: quello dei convegni e quello delle Giornate di Prevenzione in Piazza. Con i primi abbiamo ascoltato, sin qui, 63 relazioni, tutte tenute da specialisti del settore. Abbiamo parlato di giovani, sport, pediatria, anziani, sani e malati ed abbiamo messo in relazione perché e quanto incidono le malattie che incontriamo nel nostro quotidiano con quelle del sistema cardiovascolare. Abbiamo tentato di far capire che i fattori di rischio non sono mai fine a se stessi, che tra di essi non si sommano, ma si moltiplicano a dismisura. E con le 19 Giornate di Prevenzione in Piazza, abbiamo voluto dare una mano pratica alla prevenzione, sottoponendo gratuitamente, chi lo avesse desiderato, a screening di massa consistenti in tracciati ecg, ecografie, esami del sangue, determinazione della massa corporea ecc. ecc. E’ bello sentir dire, dopo un convegno o una Giornata di Prevenzione: mi sento un pò malato, ho impressione che devo cominciare o continuare gli accertamenti clinici o diagnostici del mio stato di salute, ecc. Significa che il bersaglio è stato centrato.

Che la prevenzione rappresenti la stella polare del terzo millennio è un dato di fatto. Perché è grazie ad essa che si riuscirà a vivere meglio e progredire in ogni ambito. Il triste periodo pandemico che stiamo vivendo lo dimostra chiaramente. Continuamente ci raccomandano: preveniamo il Covid19 con il distanziamento tra persone, indossando la mascherina e lavandosi spesso le mani. Sono i consigli, di prevenzione, appunto, che ci arrivano quotidianamente e che dovremmo tutti seguire.

Come Associazione siamo grati al nostro Comitato Scientifico e agli illustri medici specialisti, ai cattedratici ed ai tecnici, alle istituzioni pubbliche e private e a tutti coloro che, in maniera del tutto gratuita e spinti solo dal desiderio di fare del bene alla Società, ci hanno accompagnato e ci accompagnano in questa attività e che supportandoci in questa avventura, ci spronano a non mollare.

Il sodalizio ha da poco celebrato i vent’anni dalla sua costituzione, in che modo ha inciso nelle vicende della storia guardiese?

Non ho dati precisi ed inconfutabili per rispondere a questa domanda. Ma credo che se anche i risultati prodotti sin qui non siano visibili materialmente, ciò non significa che manchino. Un evento storico tangibile però posso riferirlo: nel 2004 celebrammo l’Anno Internazionale per il Cuore, con un programma ricco di iniziative. Ogni due mesi un evento. La gente partecipava convintamente. Al termine delle celebrazioni fummo convocati a Roma, in Campidoglio, dal Presidente del Conacuore, prof. Gianni Spinella, unitamente al Sindaco dell’epoca, Carlo Falato, per ricevere l’ambito riconoscimento di “Guardia Città del Cuore”, con questa motivazione: “Alla città di Guardia Sanframondi per l’azione di prevenzione cardiovascolare e di promozione di uno stile di vita salvacuore, sviluppata dall’Associazione Gli Amici del Cuore nell’anno 2004, viene attribuito il riconoscimento come Città del Cuore”

Fu certamente un evento storico e fu la molla per farci lavorare ancora tanto di più.

NICOLA MASTROCINQUE

nmastro5@gmail.com