La nascita di ORME, una vera rivoluzione nel mondo dell'Associazionismo giovanile Società

Il giovane beneventano Luca Cavalli, presidente dell’Associazione culturale giovanile “Orme” è un brillante studente di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sin dagli anni del liceo scientifico Rummo di Benevento è stato un punto di riferimento e confronto su tematiche inerenti al mondo giovanile, sport e cultura. In tali ambiti infatti ha assunto diversi ruoli tra cui presidente regionale consulte campana, arbitro di calcio e consigliere di Dipartimento Giurisprudenza Università Federico II. Grazie alla sua indole e al suo carattere ha sempre coinvolto nelle sue iniziate molti giovani, mostrando disponibilità e preparazione. Possiamo dire che si tratta di un giovane emergente del quale nel prossimo futuro sentiremo sicuramente parlare. Tutto ciò gli ha permesso di dare all’Associazione da lui fondata “Orme” un’impronta di grande originalità.

Com’è nata l’idea di creare quest’associazione?

Orme si è costituita a settembre del 2020, in piena crisi pandemica, mentre ancora eravamo tutti nel dubbio per la “seconda ondata”. Abbiamo inteso non essere spettatori in un momento che richiede protagonismo, coraggio di idee, volontà. Ritengo che oggi la popolazione soprattutto giovanile sia attenta, troppo attenta, all’essere nella società virtuale e dei social: conta davvero molto - e per molti - l’esteriorità, l’immagine che si riesce a vendere al prossimo, lo status tradotto nel guadagnare visibilità (in termini necessariamente di “mi piace” o followers). Ma al netto di ciò, vorrei che insieme potremo chiederci: chi sono io nella società reale? Qual è il mio valore nella società (quella vera)? Da questo nasce Orme: dalla necessità di crescere consapevoli di dover contribuire alla causa comune, al bisogno dell’altro, al miglioramento del proprio territorio prima di tutto dal punto di vista cultura e sociale. Dall’urgenza di dover reagire. Dalla speranza che non saremo capaci di cambiare il mondo, ma un piccolo gesto può essere parte di un grande cambiamento. E’ crescere imparando a donarsi anche agli altri.

Da chi è costituita?

Se è vero che Orme nasce giuridicamente a settembre del 2020, è anche vero che la sua storia inizia diversi anni fa. Eravamo un gruppo di ragazzi(ni) che si erano dati l’obiettivo di lasciare delle scuole migliori di quelle che avevano trovato. La passione per la rappresentanza studentesca ha unito le strade di molti di noi. Ma - mi sia permesso - raccontavamo una rappresentanza “nuova”: decidemmo che le opere alternative della rappresentanza (feste, mak TT, tombole natalizie ed altro) finanziassero progetti per gli stessi studenti e soprattutto borse di studio per compagni meno abbienti, non più insomma le tasche degli stessi rappresentanti. L’esigenza è proprio la stessa, i valori anche. Ad oggi siamo oltre quaranta ragazzi, universitari e liceali, di tutte le provenienze, sensibilità, interessi. Orme è per tutti.

Che progetti Orme ha in cantiere?

Dopo l’importante successo di “Natalino”, grazie al quale circa cento famiglie beneventane in difficoltà hanno ricevuto un pacco alimentare contenente tutto il necessario per un tradizionale pranzo natalizio, ritorna in cantiere un progetto culturale. Stiamo progettando un webinar per la sensibilizzazione al vaccino e per sfatare diversi “falsi miti”. Come facemmo per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, vorremmo anche in questa occasione attirare l’attenzione dei giovani su temi di attualità e riflettere insieme sulle diverse declinazione dei problemi. Questa volta immaginiamo di strutturarlo tramite la peer-education, coinvolgendo giovani che stanno studiando il tema e stanno compiendo opere di divulgazione come l’assocazione di studenti di medicina alla Sapienza Asmeos.med. Ancora Orme è tra i partner che hanno presentato al Comune di Benevento un progetto per il bando “Fermenti in Comune” dell’ANCI” (capofila SannioIrpiniaLab), dove immaginiamo un incubatrice di start-up per giovani.

Secondo te questa amministrazione sta governando bene la nostra città?

Mi piacerebbe parlare della politica giovanile perché è l’ambito dove sono più a mio agio e del quale riesco a cogliere diversi aspetti. Benevento ad oggi, va detto, non è granché attrattiva per la popolazione della nostra età ma non è un problema evidentemente solo politico. Lo è anche però, perché negli ultimi anni si sono viste davvero poche iniziative e non c’è stata l’attenzione dovuta verso una materia che invece andrebbe considerata una priorità. Da qualche tempo però noto un cambiamento positivo. “Fermenti in Comune”, i primi passi verso un tavolo tecnico permanente per le politiche giovanili, la questione noi molto cara del “forum dei giovani”, rappresentano un movimento positivo e condivisibile. In poco tempo sono stati messi in cantiere progetti e idee interessanti, ad alcuni dei quali ho avuto anche modo in piccola parte di partecipare. Prima di azioni c’è necessità di coinvolgimento, questo andrebbe scritto su tutti i muri.

È vero che avreste intenzione di presentare una vostra lista alle prossime elezioni?

L’associazione è apartitica per statuto, non persegue fini politici. Come ho detto, diversi di noi hanno una spiccata sensibilità politica ma ognuno, com’è giusto, difende e partecipa a gruppi politici diversi. Un coinvolgimento politico in blocco dell’associazione è assolutamente da escludere. Alcuni di noi sono tra loro amici, tutti mossi da nobili intenzioni. Possono però stare insieme pacificamente ad un tavolo solo a patto che non si parli di partiti.

GIOVANNI NUZZI