L'anziano con frattura di femore al centro dell'attenzione al Fatebenefratelli di Benevento Società

Come sempre è accaduto, nel corso degli anni, i cambiamenti hanno portato ad un rinnovo di percorsi e di figure professionali.

L’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, mantenendo fede al principio di San Giovanni di Dio, ha affrontato il cambiamento in maniera decisa a prescindere dai risvolti.

E così è avvenuto quando sono state varate le nuove linee guida sul trattamento delle fratture di femore nell’anziano.

Le fratture prossimali di femore nell’anziano aumentano quotidianamente e con esse, le comorbilità che, suo malgrado, l’anziano porta con sè.

Stato e regioni, in vista di un contenimento della spesa sanitaria, hanno cercato di motivare le strutture ospedaliere a ottimizzare i tempi per riportare l’anziano, quando è possibile, alle condizioni preesistenti la frattura.

La comunità scientifica, infatti, è d’accordo nel ritenere che l’allettamento prolungato, il tempo che intercorre tra trauma e intervento chirurgico e il dolore, rappresentano i maggiori nemici per l’anziano.

Naturalmente, alle scelte tecniche, all’analisi delle complicanze e considerando gli aspetti psichici e sociali dell’anziano, va responsabilizzata la famiglia stessa che non ultimo deve collaborare al reinserimento nel sociale dello stesso.

Negli ultimi anni, l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, allineandosi come sempre alle direttive Stato - Regione, ha posto in essere un percorso che facilita l’anziano con la frattura di femore prossimale, semplificando e velocizzando il tutto per portarlo all’intervento in tempi rapidi.

All’ingresso in Pronto Soccorso, viene allertato l’ortopedico di guardia che, identificato il tipo di frattura e il conseguente idoneo trattamento, richiede gli esami necessari, e consegna il paziente nelle mani dell’anestesista. E’ qui che avviene il vero reclutamento.

L’anestesista, valutate le eventuali morbilità e arruola il paziente all’intervento o decide per una stabilizzazione delle criticità in modo da farlo giungere all’intervento stesso in tempi successivi.

Le equipe di Ortopedia e Traumatologia (diretta dal dottor Salvatore D’Auria f.f.) e di Anestesia e Rianimazione (diretta dalla dottoressa Maria Cusano), hanno così pianificato un percorso di accoglienza che dall’accesso in Pronto Soccorso porta all’intervento chirurgico del paziente in un massimo di 48 ore.

Ad oggi, si è raggiunti circa il 70% di pazienti trattati entro e non oltre le 48 ore.

L’auspicio è quello che in tempi brevi si possa migliorare e superare tale percentuale.

Il paziente anziano, con frattura di femore prossimale, sarà oggetto entro l’anno di un incontro con medici di base, ortopedici e popolazione.