Quanta comodità oggi con app e web ma il fascino di una volta... Società

Ma come si faceva prima? La domanda mi è sorta spontanea guardando in tv un film ambientato negli anni ’70, nel quale una coppia imboccava l’uscita sbagliata in autostrada perdendosi. La moglie tirava fuori allora una cartina stradale che, una volta dispiegata, copriva per intero il parabrezza (ovviamente dopo che il marito aveva fermato l’auto in una piazzola). Non ho potuto fare a meno di pensare che oggigiorno per un’operazione simile basterebbe il navigatore, o anche solo un’app sullo smartphone.

I più giovani ignorano come si vivesse prima della diffusione di internet, degli smartphone e delle app che ci consentono di fare praticamente tutto (anche il caffè: ovviamente non è lo smartphone a prepararlo, ma lo si può collegare alla macchinetta). I meno giovani forse l’hanno dimenticato, ammaliati dalle comodità odierne, o forse invece non mancano di farlo notare a figli e nipoti, ogni volta che ne hanno l’occasione.

È tipico dei più anziani infatti rammentare come ai loro tempi la vita fosse difficile: i nostri genitori avranno dovuto sorbirsi innumerevoli racconti di come si vivesse quando nelle case non c’erano i frigoriferi, le lavatrici, meno che mai la televisione. Oggi invece i bambini rimarranno a bocca aperta nello scoprire che i genitori alla loro età vivevano con un solo telefono in casa, che non potevano portarsi dietro quando uscivano.

Fino ai primi anni ’90 telefonare fuori casa talvolta poteva rivelarsi un’impresa. Bisognava trovare un telefono pubblico, naturalmente libero e funzionante; munirsi di monete o procurarsi una scheda telefonica (oggetto che ha vissuto una vita tristemente breve); sperare che il destinatario della telefonata non fosse a sua volta occupato o assente. Insomma, comunicare poteva rivelarsi un’esperienza kafkiana per i più sfortunati.

Ancor più complicato era mantenere i rapporti con parenti o amici lontani. Le telefonate interrurbane costavano caro, quelle internazionali addirittura un occhio della testa. Le lettere erano lente, terribilmente lente. Eppure, nonostante ciò, la posta ha visto fiorire amicizie, amori, affettuosi scambi di notizie tra parenti lontani anche migliaia di chilometri. Il romanzo epistolare è un genere letterario che ci ha regalato opere notevoli. Ancora oggi vengono pubblicate le raccolte di lettere di grandi personaggi del passato. Ma appunto, questa forma di comunicazione appartiene al passato.

Oggi i rapporti si mantengono con i social. Ci si conosce via web, ci s’innamora con un’app, ci si scambiano parole d’amore via whatsapp e ci si lascia con un clic. I nonni possono veder crescere i nipoti lontani grazie a Skype, sistema gratuito di videotelefonate che ha davvero annullato le distanze e che rappresenta un’autentica benedizione per i tantissimi genitori di figli emigrati al nord o all’estero per studio o per lavoro.

Gli amici di penna di un tempo oggi sono stati sostituiti dagli amici su Facebook. E forse ora come allora la verità si mescola alle bugie: perché nei rapporti a distanza è facile cedere alla tentazione di colorire la realtà per renderla più piacevole. Sotto questo aspetto, la tecnologia non può certo cambiare la natura umana.

Dunque, tirando le somme, potremmo dire che il web e soprattutto gli smartphone hanno reso le nostre vite indubbiamente più comode. Allora perché alle volte abbiamo l’impressione che invece siano molto più complicate?

CARLO DELASSO