Sportività e signorilità Società

“Signore si nasce - dice Totò - e io lo nacqui, modestamente”.  E ha dimostrato di esserlo il tennista Casper Ruud, dopo aver perso 12 game a 1 con Sinner. Essere capaci di sorridere dopo una sconfitta simile è già la migliore vittoria. E ha detto: “È stata la prestazione più vicina alla perfezione che abbia mai visto, almeno da giocatore in campo. Devo solo dargliene atto”.

In una società in cui la sconfitta appare come una vergogna e per la cui giustificazione si adducono le scuse più divertenti ma anche le più patetiche, Casper ha accettato serenamente la sconfitta, riconoscendo la mostruosa bravura dell’avversario, quasi un marziano.

E in questo caso si è dimostrato un vero campione.

“L’arte di vincere si impara nella sconfitta”, afferma Simon Bolivar. Riconoscere la superiorità dell’avversario è cosa buona e giusta. Accettare sportivamente le sconfitte della vita senza denigrare il vincitore ci rende migliori e ci fa continuare il percorso a testa alta e con il sorriso.

Un plauso, dunque, a Casper Ruud. Ma un plauso anche a Sinner che è tornato ancora più forte e ha giocato con eleganza e classe. E quest’ultima non si può insegnare. Si nasce. E lui, Sinner, “lo nacque”.

ELISA FIENGO