Un elenco per Natale Società

Natale sta arrivando. Come ogni anno. Non ce ne siamo quasi accorti, presi dalle tante emergenze sulla terra e sotto terra e soprattutto dal clima piuttosto mite del periodo.

Si, perché Natale si collega ovunque tranne a Miami ed altri posti, con il freddo, una bella nevicata, i colori rosso e verde, le luminarie notturne nella nebbia, il fuoco del caminetto, il fumo dei comignoli ghiacciati, le urla festanti dei bambini, le lacrime di gioia del ritrovarsi, le tavole imbandite, i pile caldi caldi e pelosetti per le ginocchia dei nonni; l’influenza, le stelle natalizie per aiutare la ricerca, le slitte e i babbi scalatori di ringhiere, le renne, i led luce fredda.

E le palline di una volta che se cadevano in terra si frantumavano in mille pezzi, e tu ti ci specchiavi dentro?

E l’odore intenso degli aghi dell’abete scaldati dal termosifone?

Quasi tutti convertiti all’albero scheletrico nuova moda, innevato che decori come vuoi?

E i tradizionalisti che cominciano ad addobbare a ferragosto?

E poi come pesci nel caos, tra le cineserie che sei stai attento qualcosa carina la trovi?

Il pungitopo, il vischio che porta bene. I mercatini di Natale tutto l’anno! E i viaggi all’estero in offerta last minute per scappare al mare d’inverno o nelle capitali, che non scappano, ma a Natale sono più belle? E la cioccolata che si squaglia e ti sporca le dita, lo zucchero a velo spento sul pandoro in microonde? E le carte da poker e scala quaranta e le napoletane, che quando vinci e fai scopa già pensi alla Befana? E la … tombolaaaaaaaaa!

E San Gregorio Armeno? E i polli all’ingrasso per il brodo del cardone? E il fumo di sigaretta delle sale da biliardo? E i privé con champagne? E i dolciumi nostrani per parenti e amici e nemici nei camion dei corrieri?

E i corpi ritrovati sulle nostre coste, anche a Natale?

Non sorridete più!

Buio. Cambio luci. Patos. Dodici rintocchi di campana.

Corsie di ospedali, corridoi pediatrici…

Le bombe delle guerre, i fili della storia, lo spinato di Auschwitz.

I traffici illeciti, i fusti esausti, le tartarughe con la plastica in bocca, i container …

Elenco diverso, pesante, monocolore, lento, come l’andatura di un convoglio militare nelle dune del deserto.

Ancora Natale? Beh se ancora Natale ecco il nostro squallido Ebenezer Scrooge che sta contando i suoi freddi denari… ecco la fiammiferaia nella neve che accende i suoi fiammiferi invenduti.

Un volto senza patria, fradicio d’acqua, schiaccia sul parabrezza il suo cappello…

Sax in metro intona note “note” della Festa.

Silenzio! E’ Natale!

Domani in strada caos di residui alimentari e carte e cartoni e bottiglie e… fuochi inesplosi.

Che il Natale sia una condizione permanente di serenità interiore, di vita vissuta intensamente facendo il massimo possibile!

Piccoli passi nella neve del tempo ed ecco il presepe… caldo di amore e di speranza, pochi riflettori e cuore bambino che coglie l’alito della vita …ogni giorno !

Buon Natale! E che Dio ci benedica!

EMILIA TARTAGLIA POLCINI