Calcio: le 20 protagoniste della prossima Serie A Sport

Atalanta: storici quarti di finale di Champions League, con eliminazione nei minuti di recupero contro i vice-campioni d'Europa del PSG e 3° posto in campionato a soli 5 punti di distanza dalla vincitrice Juventus, con conseguente accesso di diritto alla prossima edizione dell’Uefa Champions League; questo il curriculum vitae degli orobici nel corso dell'ultima stagione, CV con il quale si presenteranno al nastro di partenza del prossimo campionato con una sola promessa: ripetersi, ripetersi ancora e…perché no, superare ogni limite!

Benevento: la seconda volta in Serie A…sarà diversa dalla prima! Non una semplice comparsata – seppur contornata da tanti splendidi episodi quasi al limite della favola – bensì un affermarsi con prepotenza come nuova piccola realtà del calcio italiano. L'anno dei record in serie B promette benissimo ma servirà quel tassello in più che solo il mercato (che ha già fatto registrare gli arrivi di Glik, Ionita, Foulon e, in ultimo, Lapadula) e l'esperienza di alcuni uomini chiave (mister Inzaghi su tutti) potranno portare in dote all'ombra della Dormiente per poter centrare l'obiettivo di una salvezza senza affanni.

Bologna: la squadra del condottiero Mihajlovic, reduce da una brillante stagione in massima serie conclusasi a soli due punti dalla nobile parte destra della graduatoria, proverà certamente a confermarsi…anche se ciò non sarà facile. Le incertezze legate alla ripresa e le nuove contendenti approdate in serie A daranno indubbiamente filo da torcere ai felsinei che, per potersi ripetere, non potranno fare a meno di aggrapparsi allo spirito coriaceo del proprio guerriero: un uomo, oltre e prima che un allenatore, abituato a vincere tutte le sue battaglie!

Cagliari: questo 2020/21 avrà il compito di mostrare quale sarà la vera identità della compagine isolana, contraddistinta troppo spesso da un doppio volto che non ha, finora, permesso ai sardi di progettare in grande il proprio cammino. I campioni approdati in rossoblù all'inizio della scorsa stagione avevano fatto volare la squadra guidata da Maran ai margini dell’entusiasmante zona europea. Poi un crollo improvviso che ha comportato anche l'avvicendamento in panchina con Zenga, traghettatore verso una salvezza tranquilla. Ora alla guida tecnica ci sarà un nome non da poco: quell’Eusebio Di Francesco capace di condurre la Roma fino ad una semifinale di Champions League. Fare meglio di quest’anno è l’unico imperativo!

Crotone: i calabresi rappresenteranno, in questo 2020/21, il punto più a sud di tutta la prossima serie A. La promozione ottenuta con un secondo posto conquistato con merito nel post-lockdown ha dato tempo ai pitagorici di riflettere sugli handicap da colmare in vista di un difficilissimo ed altamente competitivo campionato di massima serie. La conferma di Stroppa in panchina e degli uomini migliori – il bomber nigeriano Simy su tutti – sono state le prime mosse su cui si è deciso di puntare per provare ad uscire vincenti da quella che sarà una difficilissima bagarre per non retrocedere.

Fiorentina: i toscani si trovano in un limbo che li ha attanagliati per tutto il corso dell'ultima stagione e che, probabilmente, ne sta condizionando la natura da molti anni a questa parte: capire cosa voler fare da grandi! Il cambio societario dai Della Valle al neo-patron Commisso ha dato un nuovo slancio alla piazza, ma sul campo questo processo di crescita non s'è ancora visto del tutto. Troppi alti e bassi tra belle prestazioni ed enormi delusioni, con un gruppo che, probabilmente, non è riuscito ancora a trovare il necessario amalgama tra grandi campioni e giovani, presumibilmente, ancora troppo acerbi.

Genoa: il grifone non sta vivendo anni semplici nel corso delle sue ultime stagioni. La permanenza in serie A, spesso acciuffata – come nel campionato appena terminato – all'ultimo atto, ha messo in luce tutte le difficoltà di una squadra troppo spesso rivoluzionata da una società che non sembra riuscire ad operare con la chiarezza e la progettualità degne del glorioso passato del club. La caldissima piazza ha sempre rappresentato quell’arma in più per riuscire ad aggrapparsi con gli artigli ad una serie A che sembrava sfuggire di mano. L’ennesima rivoluzione d’organico all'orizzonte trasformerà o confermerà questa tendenza?

Hellas Verona: mentiremmo certamente se non affermassimo che la stagione 2019/20 ha fatto del Verona la più grande sorpresa, la più inaspettata fra le protagoniste del campionato di serie A da poco conclusosi. Gli uomini guidati da Juric (che ha ottenuto il suo personalissimo riscatto dopo gli ultimi anni non felici vissuti sulle sue panchine passate), difatti, hanno centrato con larghissimo anticipo la salvezza, piazzandosi al termine della stagione al 9° posto in classifica. Giocatori quali Faraoni, Zaccagni, Pessina hanno trascinato gli scaligeri facendo gola anche ai top club del nostro campionato…ma sarà semplice ripetersi?

Inter: secondo posto in campionato ad un solo punto di distacco dalla Juve campione, finale di Europa League persa per 3 reti a 2 contro il Siviglia, approdo in finale di coppa Italia sfumato per un solo gol di differenza contro il Napoli: leggendo questi tre dati non si potrebbe certamente affermare che i nerazzurri abbiano chiuso una stagione al di sotto delle aspettative; ma allora perché c’è tanta delusione a regnare nell’ambiente del Biscione? Forse perché, certamente, con l'arrivo di Conte in panchina e di uomini di prestigio come Lukaku in attacco ci si aspettava, come si suol dire in questi casi, “almeno un trofeo”. Rivoluzionare un progetto “quasi vincente”, tuttavia, non avrebbe certamente giovato…ed è per questo che si ripartirà con l'ex CT della Nazionale.

Juventus: alla guida Pirlo e non più Sarri, sempre con CR7 ma, sicuramente, con qualche novità in più! I campioni d'Italia, al 9° scudetto consecutivo e, perché no, alla ricerca del 10°, proveranno a concentrare tutte le loro forze il prossimo anno sul tanto agognato obiettivo europeo: quella coppa dalle grandi orecchie che sembra proprio non voler mai arrivare. Ma la scommessa Pirlo sarà un'arma vincente in tal senso o metterà a rischio anche la supremazia sul suolo nazionale?

Lazio: la vera anti-Juve che però, causa lockdown, ha alla fine chiuso al quarto posto. C’è rammarico in casa biancoceleste poiché, fino a marzo, gli uomini guidati da uno straordinario Simone Inzaghi, autore di un lavoro eccellente, avevano davvero fatto sudare freddo i bianconeri, minacciandone il primato con un inseguimento da fiato sul collo. Poi il Covid ha sgretolato entusiasmo e certezze e la ripresa, al di sotto delle aspettative, ha fatto emergere tutte le lacune di una rosa non attrezzata per competere per il titolo. Tuttavia, il 4° posto centrato al termine del campionato, darà un enorme slancio alle prospettive future per i capitolini: il meritatissimo ritorno in Champions potrebbe essere, difatti, quell’elemento chiave per attrarre grandi nomi alla corte biancoceleste, al fianco della scarpa d'oro Ciro Immobile.

Milan: i “Campioni del post-lockdown”! Ebbene sì, dalla ripresa in poi il Diavolo è stato il team che ha ottenuto più punti tra giugno ed agosto, chiudendo al primo posto di questa “speciale” classifica. Un risultato importante, poiché ha consentito ai rossoneri di riassaporare il gusto di una competizione europea (seppur non ancora quella tanto familiare in casa Milan) e di costruire il futuro senza rivoluzionare tutto l'assetto in organico e società, come era stato già preventivato a marzo. Si ripartirà, quindi, dai trascinatori di questa superlativa fase finale di stagione: mister Pioli e, com'è giusto che sia, anche da un certo “highlander” di nome Zlatan Ibrahimovic (Raiola permettendo).

Napoli: il settimo posto in campionato per chi, con Ancelotti in panchina, doveva rappresentare la più accreditata fra le “anti-Juve” ai nastri di partenza, non è stato certamente un risultato gradito in casa azzurra. Tale amarezza, tuttavia, è passata – ad oggi – totalmente in secondo piano se si pensa che, dall'avvento di Gattuso in poi, il Napoli ha trasformato il suo carattere, riuscendo a ritagliarsi un ruolo di protagonista in Champions, con un ottavo di finale giocato a testa alta contro il Barcellona e, soprattutto, con una coppa Italia portata a casa ai rigori proprio contro i bianconeri. Un trofeo che darà slancio ai partenopei in vista di un nuovo corso, con tante pedine diverse in rosa, ma targato, ancora, ovviamente “mister–Ringhio”.

Parma: senza D'Aversa in panchina e con alcuni fra gli uomini migliori in partenza (Kulusevski su tutti, già accasatosi alla Juve) il Parma si avvia a competere per il prossimo campionato con un nuovo ciclo sportivo tutto da scrivere. È questo l'obiettivo che i crociati si sono posti sia sul piano tecnico che dal punto di vista societario. Tale rivoluzione, però, gioverà davvero ai Ducali? I pronostici della piazza non propenderebbero in tal senso, tant'è che sono in molti tra i tifosi gialloblù a non aver compreso le ragioni di questa operazione messa in campo dalla dirigenza. Soprattutto se i rinforzi in arrivo dovessero coincidere poi, come appare plausibile, con uomini che hanno maturato una retrocessione al termine di questa stagione.

Roma: i giallorossi ripartiranno da Friedkin. La nuova proprietà, subentrata al gruppo condotto dall'ex presidente James Pallotta, dovrà lavorare sulla pianificazione di un futuro ancora opaco. Il 5° posto centrato in campionato ha lasciato l'amaro in bocca per un piazzamento certamente al di sotto delle potenzialità iniziali. Tuttavia, rivoluzionare squadra ed organico, sacrificando pezzi da 90 – capitan Dzeko su tutti – indubbiamente non agevolerebbe la stesura di un piano di alto profilo per la prossima stagione. La conferma di mister Fonseca, ad ogni modo, potrebbe far propendere per una continuità nella programmazione.

Sampdoria: nel segno di mister Ranieri! Il tecnico romano è stato autore di un ennesimo miracolo sportivo che arricchisce la sua già sua splendida carriera da allenatore. I blucerchiati, con soli 3 punti dopo le prime 7 giornate e nel baratro profondo dell'ultimo posto in classifica, hanno centrato a fine campionato un clamoroso 15° posto con ben 39 punti sui 42 totali portati a casa grazie all’encomiabile lavoro dell'eroico mister di Testaccio. È per questo che il tecnico ha chiesto alla proprietà doriana un ruolo da vero e proprio manager all'inglese (veste, peraltro, non di certo nuova per “Sir Claudio”).

Sassuolo: da piccola realtà a certezza del calcio italiano. I neroverdi, con De Zerbi alla guida, hanno raggiunto una vera e propria consacrazione nel panorama calcistico nazionale, svestendo il ruolo di matricola ed indossando quello da avversario insidioso per tutti. L’8° posto dello scorso campionato, con quota 50 punti raggiunta e superata, fanno del Sassuolo un club da tenere sempre sotto i riflettori anche nel corso della prossima stagione, soprattutto se, come sembra ormai evidente, la società dovesse riuscire confermare il suo spietato trio d'attacco “BBC” (Boga–Berardi–Caputo; ben 46 gol in tre nel 2019/20).

Spezia: il volto nuovo della Serie A! La squadra ligure (regione che avrà ben tre club in massima serie per la prima volta nella sua storia) promette di fare scintille anche nella massima categoria del calcio nostrano. Dopo tante amarezze accumulate nel corso delle ultime stagioni in cadetteria, conclusesi sempre con eliminazioni nelle durissime lotterie playoff, le aquile hanno sbalordito tutti quest'anno, conducendo una cavalcata che aveva addirittura fatto sognare un possibile secondo posto valevole la promozione diretta. Chiudendo al terzo posto, lo Spezia ha poi raggiunto la finale playoff contro una squadra certamente più attrezzata per la promozione quale era il Frosinone. Nonostante i pronostici, gli spezzini hanno battuto i ciociari nel doppio confronto ed ora sono pronti a dire la loro anche in A. Una società ambiziosa ed un mister Italiano sugli scudi potrebbero rappresentare le armi in più nella corsa alla salvezza.

Torino: come il Genoa, anche il Toro ha rischiato di vestire nel corso dell'ultimo anno il ruolo di nobile decaduta della massima serie. L'avvicendamento in panchina tra Mazzarri e Longo non ha assolutamente dato i frutti sperati ed il 16° posto centrato al termine della stagione – che ha scongiurato una retrocessione che avrebbe avuto del clamoroso – lo si deve certamente più al talento di alcuni uomini in campo (il capitano “Gallo” Belotti su tutti) che non alle scelte di staff tecnico e dirigenza. L’avvento di Giampaolo sulla panchina granata dovrebbe dare una nuova spinta al club piemontese…ma ci sarà da sudare.

Udinese: De Paul, Lasagna, Stryger Larsen…sono solo alcuni dei nomi più in evidenza di un club, quello friulano, che potrebbe ambire a ben altri piazzamenti in massima serie; ma le strategie societarie, con continui alti e bassi dovuti a cambi in panchina frequenti, a cui si sommano le cessioni di anno in anno dei pezzi più pregiati della rossa (questa volta è toccato a Fofana, direzione Lens in Ligue 1), hanno trasformato i bianconeri in una sorta di vera e propria mina vagante della serie A, sempre in bilico tra possibili piazzamenti di lusso e rischi clamorosi di retrocessione. Per questo, ipotizzare ad oggi un ruolo che potrà vestire la squadra del patron Pozzo nel corso del prossimo 2020/21 appare alquanto avventato.

ANDREA ORLANDO