Calcio Serie A, la sconfitta del Benevento contro lo Spezia è più di un grido d'allarme Sport

A questo punto, dopo la quarta sconfitta consecutiva, la quinta se consideriamo anche quella di Coppa Italia contro l’Empoli, per il Benevento è scattata la “zona rossa”, che non è quella del Covid.

Davvero inguardabile la prestazione di Caldirola e compagni contro lo Spezia di Italiano, che alla fine ha punto i giallorossi con un netto 0-3. E non ci sono scusanti per questo ennesimo passo falso, anche perché nessuno dei giocatori utilizzati da Inzaghi si è salvato. Insomma, contro lo Spezia il Benevento non è mai stato in partita, e proprio per questo la sconfitta pesa ancora di più.

Di chi la colpa? Un po’ di tutti. Sul banco degli imputati, la Società, l’allenatore, i giocatori.

La Società perché dopo la sconfitta di Verona aveva deciso il ritiro anticipato fino alla gara contro lo Spezia poi improvvisamente revocato; il tecnico per come ha preparato la gara; tutti i giocatori scesi in campo per come hanno interpretato i 90’. Insomma, l’intero ambiente sulla graticola!

Le giustificazioni? Anche nel post gara nessuno le ha saputo dare, anche perché non era per niente facile.

Ed a questo punto la situazione si è fatta veramente difficile, anche perché con solo sei punti in classifica la zona play out è lì ad un passo, ed in molti giunge alla mente un passato che non è lontano, cioè la prima esperienza in Serie A conclusasi nel modo peggiore.

I rimedi? Bisogna solo ritrovarsi e capire che cosa sta succedendo. E la pausa imposta dagli impegni delle Nazionali potrebbe essere utile. A patto che venga sfruttata bene. Si tornerà in campo domenica 22 novembre con la trasferta di Firenze ( i “viola” intanto sono stati affidati a Prandelli), poi addirittura la sfida al “Vigorito” con la Juventus sabato 28.

Due gara che fanno veramente tremare. E con il Benevento visto nelle ultime giornate il pericolo è ancora maggiore. In che modo uscirne fuori?

GINO PESCITELLI