Calcio, Serie B - Brusca frenata della Strega a Frosinone. Allo ''Stirpe'' è ko tecnico: finisce 2-0 per i ciociari Sport

Un passo falso. Un enorme passo falso. Una Strega stanca ed arruffona è stata annientata dai leoni di mister Grosso al “Benito Stirpe” di Frosinone. I Sanniti - supportati da oltre 400 sostenitori giallorossi - hanno gettato alle ortiche l’opportunità di accorciare sensibilmente le distanze dalla vetta della classifica, steccando completamente l’approccio al match.

Il 4-3-1-2 riproposto da mister Caserta ha completamente cozzato con lo spirito degli interpreti, parsi in precarie condizioni atletiche.

Al Benevento - a cui è mancata ogni forma di verve e di personalità - è venuto meno nella chimica tra i reparti, palesatisi slegati e privi di collanti che ricamassero gioco tra le linee.

E così il Frosinone è stato indiscusso padrone della sfida, riuscendo a palleggiare la Strega con maestria. Indicativa la palla persa da Letizia, tra i peggiori in campo degli ospiti, dopo appena una dozzina di minuti: le conseguenze hanno visto concretizzarsi un meraviglioso lancio lungo di Zerbin, con Vogliacco dimenticatosi della marcatura di Canotto, il quale ha anticipato Paleari in uscita, procurandosi un solare calcio di rigore.

Sul capitolo dischetto, poi, è subentrato anche il fattore fortuna. Primo tentativo di Ricci, ex di turno, fallito; ma Ghersini - richiamato dal Var - ha concesso ai padroni di casa una seconda opportunità dagli 11 metri, poiché i giallorossi avevano invaso prematuramente l’area di rigore, senza attendere l’effettivo calcio dal dischetto. E alla seconda occasione, Ricci, cambiando angolo, non ha perdonato.

Quando tutti si attendevano una tangibile reazione del Benevento, gli ospiti hanno sciorinato un imperdonabile black-out. Un’occasione sciupata da Moncini ed una conclusione insidiosa di Foulon si sono rivelate troppa poca roba al cospetto della quantità e della qualità degli arrembanti padroni di casa. Gli uomini di Grosso sembravano averne di più. Molto di più.

Nella ripresa la musica non è affatto cambiata. Se possibile, infatti, la Strega ha completato le proprie eclissi, rinunciando a costruire gioco con una minima parvenza di logica, affidandosi disperatamente ad imprecisi lanci lunghi, indicativi di una lucidità in fase di costruzione totalmente assente.

Appena 10’ di seconda frazione di gioco sono bastati ai campani a completare la frittata: combinazione del Frosinone sull’ out di destra volta a liberare Lulic, cross teso in mezzo ed altro clamoroso e maldestro intervento di Vogliacco: colpo di testa diretto verso la propria porta e palla in buca d’angolo. 2-0 Frosinone.

Nella seconda metà di ripresa sono stati i padroni di casa ad aver avuto le occasioni più ghiotte, sterilizzando ogni parvenza di reazione della Strega, inesorabilmente in balia degli avversari. Caserta ha completato la disfatta costruendo progressivamente un 4-3-3 sprovvisto di ogni motivazione tattica, gettando nella mischia tutte le prime punte a disposizione, giocandosi il tutto per tutto. Neanche gli ingressi di Lapadula, Elia, Brignola, prima, e Masciangelo, poi, sono riusciti ad invertire l’inerzia di una partita indiscutibilmente indirizzata sui binari della sconfitta.

E così, dunque, il Benevento ha raccolto quanto seminato: una sonora sconfitta per 2-0, con un parziale che ha dato continuamente ed unicamente l’impressione di poter essere incrementato; giammai riportato in discussione.

Il team sannita non è riuscito, dunque, ad incrementare il filotto di 6 risultati utili premurosamente inanellati alle porte della sosta per le nazionali. Al termine della pausa, la Strega è attesa al “Vigorito” il 2 aprile, giorno in cui se la vedrà con il Pisa in uno snodo cruciale.

Ciò che desta maggiore preoccupazione non è tanto il k.o. contro un organico sicuramente interessante come quello ciociaro, bensì la condizione psicofisica dei ragazzi di Caserta che, proprio nel momento in cui avrebbero potuto dare la spallata decisiva al campionato, confermandosi con fermezza sulla strada della promozione diretta, hanno sciorinato timidezza e pesantezza atletica. Ai Sanniti serve un reset totale in modo da ritrovare lo smalto migliore, imprescindibile per poter sprintare nel rush finale.

I ciociari, con una prestazione impeccabile, hanno agganciato la Strega al 6º posto della classifica a quota 51 punti, sebbene i giallorossi abbiano ancora la gara di Cosenza da recuperare, ripresentandosi con autorevolezza in piena zona play-off.

Tabellino e pagelle:

Frosinone (4-1-4-1): Minelli 6; Zampano 6,5 (45’ s.t. Brighenti s.v.), Gatti 7, Szyminski 6,5, Cotali 6; Ricci 6,5; Canotto 7,5 (40’ s.t. Tribuzzi s.v.), Lulic 7 (24’ s.t. Rohden 6), Boloca 6, Zerbin 7; Ciano 6,5 (23’ s.t. Novakovich 6). All. Grosso 7,5.

Benevento (4-3-1-2)

Paleari 5,5 - Sciagurata uscita in occasione del rigore, poi “tiene a galla” i suoi in un paio di circostanze pericolose.

Letizia 4,5 - Tra i peggiori, senz’altro. Parzialmente giustificato dal rientro dopo un periodo di degenza, ma pare appesantito, lento, impacciato e soprattutto mai in grado di tenere la posizione a seguito di qualche timida sgroppata.

Glik 5 - Non traccia correttamente la linea del fuorigioco sull’imbucata decisiva che porta al vantaggio ciociaro. Non emerge la sua personalità in un pomeriggio tetro come non mai.

Vogliacco 4 - Non sarebbe neanche tanto male la sua gara se non avesse colpe imperdonabili su entrambi i gol. Malissimo in marcatura su Canotto in occasione del rigore, maldestro e non correttamente posizionato, invece, sul 2º autogol stagionale che porta la sua firma.

Foulon 5 - Palle perse con la pala; trascinato sul fondale da una linea difensiva sciagurata. (41’ s.t. Masciangelo s.v.)

Improta 5 - I problemi fisici narrati da Caserta in settimana emergono con ferocia. Mai un guizzo, mai uno strappo. Prova decisamente insufficiente per un centrocampista con le sue doti atletiche. (15’ s.t. Lapadula 5,5: Gettato nella mischia con importanti problemi alla caviglia. Ha colpe parziali, ma non gli riesce mai la giocata decisiva nell’area avversaria).

Acampora 5,5 - Qualche idea, ma imprecisa. Soffre l’asfissiante pressing del centrocampo ciociaro andando spesso in confusione. Passo indietro.

Ionita 5 - Un’insufficienza prettamente tattica. Non trova mai la posizione sul rettangolo verde. Si abbassa tra i centrali per favorire il palleggio giallorosso, ma non è abile e rapido nel dettare i tempi del gioco. Non pervenuto nelle (pochissime) manovre offensive degli ospiti.

Insigne 4,5 - Premio in palio per chi ricorda un possesso offensivo mantenuto - e non perso - dal trequartista napoletano. Un enorme dietrofront rispetto alla promettente prova impattante di Brescia. (15’ s.t. Elia 5: Entra con poca verve, non gli riesce un guizzo. In bambola).

Forte 5 - Lavoro di sponda, ma questa volta vaga a vuoto. E quando gli capitano le opportunità per sparare verso la porta avversaria sciupa con imprecisione. Non da lui.

Moncini 5 - Inizia come punta d’appoggio per Forte, finisce ala nel 4-3-3 di confusione del tecnico. Pochissima lucidità negli ultimi metri. Insufficiente. (35’ s.t.: Brignola s.v.)

All. Caserta: 4 - La debacle giallorossa porta indiscutibilmente la sua firma. Trascina con sè il fardello di un 2º disastroso approccio consecutivo alla gara. Incapace di cambiare i ritmi della gara, tardivo ed estremamente confusionario nei cambi: qual è il senso tattico di lanciare Lapadula e Moncini come ali nel tridente anziché rinfrescare la costruzione della manovra cambiando a centrocampo?

Arbitro: Davide Ghersini di Genova.

Assistenti: Scarpa e Garzella.

IV Uomo: Carella.

Var: Doveri.

Assistente Var: Fiore.

Reti: 15’ Ricci rig. (F); 11’ s.t. aut. Vogliacco (F).

Ammoniti: Paleari, Glik (B), Canotto, Szyminski (F).

Angoli: 9-3.

Recupero: 1’ + 5’ s.t.

FRANCESCO MARIA SGUERA

Foto di Arturo Russo per Realtà Sannita © 

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