Che il 2021 sia ancora un anno da... Stregoni! Sport

Il 2021 non è cominciato, purtroppo, con lo stesso spirito con cui la Strega aveva “deliziato” tutti i suoi tifosi nel corso del 2020. Un anno splendido, quello conclusosi un mese e mezzo fa, per i colori giallorossi (non per tutto il resto, com’è ben noto), caratterizzato dalla cavalcata trionfale in serie B e da un girone d’andata (o meglio, dalle prime 14 gare) di serie A entusiasmante e di ottimo auspicio per un traguardo, quello della salvezza, che sembrava - e lo è ancora - davvero a portata di mano e nel pieno delle possibilità per la truppa guidata da mister Inzaghi.

Al rientro in campo dopo le festività natalizie, inoltre, il Benevento aveva continuato a sorprendere: nelle prime due gare del nuovo anno, difatti, erano arrivate sia una sconfitta, seppur a testa altissima, contro la capolista Milan, ma anche un ennesimo exploit esterno in terra sarda, con la vittoria per 2-1 a Cagliari.

Il KO alla 17a contro l’Atalanta, per 4 reti ad 1, non aveva modificato l’umore dei tifosi, vista la caratura dell'avversario e la buona prova comunque fornita dai Sanniti fino al 70°.

Qualcosa, tuttavia, è clamorosamente cambiato nelle ultime due sfide del girone d’andata: un qualcosa che gli Stregoni, purtroppo, sembrano trascinarsi dietro anche in questo avvio di seconda parte del campionato.

Troppi segnali negativi sono venuti fuori, difatti, dalle quattro sfide contro Crotone, Torino, Inter e Samp.

Contro i calabresi, in effetti, è maturata la più brutta e cocente sconfitta per i giallorossi, sia per ciò che rappresenta storicamente l’avversaria in questione, sia per quanto il Crotone aveva dimostrato di valere sino a quel punto del campionato.

Subire un 4-1 così netto contro l’ultima della classe sembra aver aperto una ferita profonda nella compagine sannita. Una ferita non ancora rimarginata.

Lo smarrimento ha avuto un impatto così forte che anche nell’incontro successivo, contro un Torino malmesso, gli Stregoni non sono stati in grado di portare a casa i 3 punti perdendosi clamorosamente nel finale e facendosi rimontare da 2-0 a 2-2. Una rimonta subita, tra l'altro, da una compagine in piena crisi, qual è ancora quella granata, invischiata in piena “lotta retrocessione” e che aveva appena vissuto un avvicendamento in panchina.

L’iter negativo ha avuto nuove conferme con l’avvio del girone di ritorno: alla prima, contro l’Inter a San Siro, gli Stregoni sono stati letteralmente schiacciati dalla squadra nerazzurra.

Ad onor del vero, va certamente messo in evidenza come l’avversario di turno non fosse alla portata del Benevento, così come lo sono tutte le squadre che lottano per lo scudetto o per una posizione europea.

Tuttavia, va rimarcata la mancanza di mordente che aveva, invece, contraddistinto i giallorossi nelle ultime uscite contro le grandi, dove c’era stato un approccio di spessore: un approccio, potremmo dire, anche vincente dato che aveva visto gli uomini di Inzaghi sempre in partita e, addirittura, strappar via un punto d'oro come successo contro Juve e Lazio.

Il trend in salita per il Benevento, infine, s’è confermato anche nell'ultima gara interna contro la Sampdoria.

Altra sfida, probabilmente, approcciata male dagli Stregoni ma che, nonostante tutto, si era riuscita ad indirizzare sui binari giusti grazie all’1-0 ad inizio ripresa.

Il susseguirsi, però, di occasioni sprecate da parte degli avanti beneventani sommato ad una determinazione non ancora recuperata, hanno portato all’1-1 finale di marca blucerchiata: una beffa materializzatasi nuovamente a pochi minuti dal termine come avvenuto in occasione del già citato pari con il Toro.

Poi la sfida con il Bologna dello scorso weekend ha confermato l’assenza di feeling con la vittoria da parte della Strega. In totale sincerità va, tuttavia, segnalato certamente che il punto conquistato in terra felsinea ha un sapore completamente diverso da quelli strappati nelle precedenti uscite.

In primis, perché frutto di una rimonta dopo l’1-0 iniziale di Sansone arrivato dopo soli 50 secondi dal fischio d'inizio. In secondo luogo, perché ottenuto su un campo non semplice, sia per il valore degli avversari che per le condizioni climatiche caratterizzate dalle gelide temperature e dalla neve abbattutasi sul Dall’Ara. Infine, perché ha messo in mostra un Benevento con uno spirito diverso: un Benevento che, con una ritrovata tenacia e senza l’eccessiva sfortuna (manifestatasi soprattutto in occasione del clamoroso legno di Caprari), avrebbe potuto portare a casa anche l’intera posta in palio.

Tirando le somme, dunque, c’è ancora e molto da rimboccarsi le maniche: la classifica, nonostante quanto appena detto, ci consente, ad oggi, di programmare un cammino dove le chance di salvezza sono tutte nelle nostre mani.

Arrivare alla conclusione del campionato senza dover dipendere dai risultati altrui sarebbe il vero splendido traguardo che questo Benevento può ed è in grado di raggiungere.

ANDREA ORLANDO