Gli alti e bassi di Hispanico Sport

14 gol in campionato e 3° posto in classifica marcatori, corredati da 3 assist per mandare in rete i compagni e tante altre giocate decisive in chiave offensiva: possono questi dati estremamente positivi bastare per ritenere esaltante la stagione fin qui disputata dal “re” dei bomber giallorossi, Massimo Coda?

Forse si…o forse no.

Forse no perché pesano, come un enorme e quasi insormontabile macigno, i 3 rigori falliti dall’attaccante di Cava de’ Tirreni (due consecutivi, contro Pescara e Spezia, che l’hanno portato a lasciar spazio sul dischetto a Nicolas Viola nell’ultima gara contro l’Ascoli).

Il peso specifico dato dai suoi errori dagli 11 metri si può misurare in ben 4, se non addirittura 6, punti in meno incamerati rispetto all’attuale classifica giallorossa. Perché se il penalty fallito contro il Pescara non ha avuto, fortunatamente, conseguenze negative né sul suo tabellino (Coda si riscattò dopo pochi minuti grazie ad una splendida rete dalla distanza del momentaneo 1-0) né, soprattutto, sull’esito della gara (terminata 2-1 per gli Stregoni), gli altri due “flop” dal dischetto sono stati catastrofici in termini di ricadute sull’esito dei due incontri: contro il Verona, Massimo decise follemente di optare per uno sterile e fiacco cucchiaio, intercettato comodamente dalle mani del numero 1 gialloblu, che condannò il Benevento ad una pesante sconfitta interna in uno scontro diretto d’alta classifica (0-1 il finale).

Contro lo Spezia, poi, quasi la stessa sorte: il suo tiro dagli 11 metri è terminato addirittura fuori dallo specchio della porta, sul punteggio di 1-1 (partita, poi, chiusasi sul 2-3 per i liguri). Quale occasione, quindi, più ghiotta di quella per portare il Benevento in vantaggio (dopo i 2 ko di fila contro Livorno e Cremonese)?

Queste due pesantissime defezioni hanno contribuito ad ampliare i malumori di una parte consistente della piazza nei suoi confronti, già non soddisfatta dalle sue prestazioni complessive in termini di impegno e costanza realizzativa (dettata dalle tantissime occasioni non sfruttate dal bomber campano).

Bene ha fatto, dunque, il numero 9 sannita a farsi da parte in quel di Ascoli: la realizzazione del 2-2 di Viola, difatti, ha ridato ossigeno sia al centravanti (già autore della rete che ha accorciato le distanze) sia, soprattutto, a tutto l’ambiente giallorosso, quantomeno galvanizzato per aver rivisto i suoi giocatori affamati, con il coltello fra i denti, per recuperare, grazie ad una splendida ripresa, il momentaneo passivo di 0-2 contro i marchigiani.

Ma possono queste pesanti, ma ad ogni modo momentanee, sbavature incidere su un giudizio complessivo di un elemento che, grazie alle sue marcature, ha fruttato ben 26 dei 44 punti totali realizzati dalla Strega finora?

È’ per questo che, all’interrogativo che ci siam posti all’inizio, oltre ad un “forse no” va obbligatoriamente aggiunto anche un “forse sì”, circa la positività della sua stagione.

Si potrebbe correttamente concludere che Coda ha vissuto e sta vivendo, nel suo piccolo, quello che l’intero Benevento sta vivendo nel suo complesso: un’annata transitoria, fatta di tantissimi alti e bassi, che non riesce a farci sbilanciare in maniera definitiva per una valutazione positiva o negativa al 100%.

8 partite mancano ancora di qui alla fine: la speranza di tutti i veri tifosi è che siano il palcoscenico della gloria tanto desiderata. E siamo certi che, qualora dovesse essere così, dovrà per forza di cose esserci stato lo zampino, letale, di Hispanico.

ANDREA ORLANDO