...nello Stadium...nella Storia! Sport

Undici gare senza successo con ultimo trionfo datato 6 gennaio, nessuna vittoria dall’inizio del girone di ritorno con una sempre più preoccupante situazione di classifica, pesantissima sconfitta interna nel turno precedente per 1-4 contro un’avversaria diretta per la corsa salvezza qual’è la Fiorentina, mai più di un punto in questa stagione contro una grande del nostro campionato: queste erano solo alcune delle premesse che precedevano lo scontro dell’Allianz Stadium tra Benevento e Juventus.

Premesse che, sommandosi a tutte le dovute differenze relative ai dati di spessore storico e di organico, non potevano che parlare di una gara dall’esito praticamente scontato.

Invece, in uno dei più classici Davide contro Golia, il Benevento è andato oltre l’imponderabile: vincendo per 1-0 sul campo dei Campioni d’Italia in carica, pluriscudettati con nove titoli tricolore consecutivi, ha scritto in maniera indelebile una delle più belle pagine di sport e di calcio nazionale ma, soprattutto, ha inciso nella roccia della sua storia una delle date più significative dell’intera esistenza del club giallorosso.

Vincere in casa della Juventus è cosa non da pochi per tutti e non solo all’interno dei confini italiani. Parlare di un successo memorabile, difatti, è cosa assolutamente doverosa visto che in un intero decennio (dal 2011 - anno d’inaugurazione dello Stadium - al 2021) il ko interno per i bianconeri si era verificato in sole 13 circostanze tra campionato e coppe nazionali ed internazionali.

Espugnare il tempio dei trionfi juventini è stato un evento così intenso per l’intero popolo amante della Strega che ha fatto letteralmente riesplodere la passione dopo gli ultimi accadimenti che avevano reso certamente più cupo il clima in casa giallorossa.

Non può non essere preso in considerazione, difatti, anche il toccasana in termini di classifica, con la compagine sannita che, grazie a quei preziosissimi 3 punti, è riuscita a mettersi a “distanza (quasi) di sicurezza” dalle pericolosissime inseguitrici nella corsa alla permanenza in A.

Tutti i protagonisti della famiglia giallorossa sono stati eroi di quella giornata memorabile: lo è stato il Presidente Vigorito, presente in tribuna e visibilmente emozionato a fine gara, dove s’è lasciato andare ad un’esultanza da vero tifoso al momento del triplice fischio dell’arbitro Abisso. Lo è stato Mister Inzaghi, ideatore di una necessaria e fruttuosa rivoluzione tattica che ha portato la Strega ad indossare l’inaspettato abito del 3-5-2, così inaspettato, da cogliere impreparata persino la “Vecchia Signora”. Lo sono stati tutti i giocatori in campo e non che, con un visibile apporto collettivo, hanno gettato davvero il cuore oltre l’ostacolo contribuendo a realizzare un’impresa che resterà in bella mostra non solo nella bacheca dei successi del Benevento ma anche nelle loro carriere personali.

Tutti hanno lasciato un qualcosa di storico in quella gara che citarne solo alcuni rappresenterebbe un torto a sfavore di altri. Un’eccezione, tuttavia, c’è doverosamente concessa per il mattatore dell’incontro: Adolfo Gaich, argentino di Córdoba, è la faccia del giustiziere. Con una rasoiata al minuto 70 ha cambiato la storia del match ed ha scritto la storia sua e di quei due colori (il giallo ed il rosso) che hanno acceso una fiamma nel grigiore di un momento sportivamente complicato per gli Stregoni ma, ancor più, umanamente difficile per tutti noi tifosi che, in una giornata come quella, avremmo meritato di essere lì, protagonisti anche noi di un evento che, ci auguriamo, possa essere solo il primo gradino di una scalinata che porti alla consacrazione.

ANDREA ORLANDO