Una festa senza i tifosi Sport

La decisione tanto attesa è, alla fine, arrivata: dopo le innumerevoli tensioni registratesi fra i diversi attori protagonisti delle trattative sulla ripresa o meno del mondo del pallone, lo scorso giovedì 28 maggio il ministro dello Sport Spadafora ha finalmente annunciato il riavvio delle gare ufficiali valevoli per tutte le competizioni sportive, e dunque - soprattutto - la ripresa di quelle calcistiche, a partire dal 20 di giugno, data ufficiale per il ritorno in campo di serie A e serie B.

Anzi, a voler essere ancora più precisi, la ripresa dovrebbe avvenire addirittura la settimana precedente, con le sfide connesse alle semifinali di ritorno ed alla finale della Coppa Italia.

Sulle categorie minori, invece, dovrebbe prospettarsi lo stop definitivo già annunciato dalle rispettive Assemblee di Lega, con conseguente congelamento delle classifiche ed assegnazione di promozioni e retrocessioni sulla base delle graduatorie registrate al momento dell'interruzione pre-covid.

Il itorno in campo rappresenta, ad ogni modo, una scelta certamente fondata su merito, equità e giustizia.

È l'unica via, questa, difatti che avrebbe potuto impedire (e che fortunatamente impedirà) tutto quel susseguirsi di ricorsi ed azioni legali che avrebbero certamente caratterizzato un'intera estate calcistica in caso di assegnazione di titoli e trofei sulla base di classifiche non definitive.

Il Benevento, con i suoi 22 punti di vantaggio sulla terza, potrà così beneficiare, quindi, delle ultime 10 gare da disputare per la conclusione regolare della stagione cadetta per poter poi centrare - finalmente - anche matematicamente, il traguardo della serie A.

Basteranno, difatti, solo tre successi agli Stregoni per potersi proclamare campioni, a prescindere da quelli che saranno i risultati di tutte le altre inseguitrici.

Inutile negare che, dopo tre mesi ed oltre di stop forzato, la ripresa sarà certamente un'incognita; ma così come lo sarà per la Strega lo sarà, ovviamente, anche per tutte le altre contendenti.

A fare la differenza, allora (si spera...ma ne siamo certi), dovranno essere fame ed ambizione dei nostri giocatori; atleti che hanno sempre dimostrato - anche in queste settimane difficili - di voler rimanere concentrati sull'obiettivo: quella tanto agognata e, allo stesso tempo, stra-meritata promozione, da dover conquistare sul campo il prima possibile.

Inoltre, tutto ciò avrà anche un altro straordinario effetto: ci farà respirare, difatti, nuovamente quella voglia di gioire ed esultare per le magie dei nostri beniamini.

Una cosa, tuttavia, è certa: il ritorno ormai - fortunatamente - prossimo del calcio non sarà un ritorno alla ormalità del calcio.

Mancherà, infatti, l'ingrediente in assoluto più importante: la presenza dei tifosi sugli spalti.

Soprattutto per chi come noi, tifosi giallorossi, ha tanto atteso e sperato di poter vivere una stagione così trionfale, sapere di non poter essere lì il giorno della festa già da oggi genera una quasi naturale sensazione di una sofferenza, mista a malinconia.

D'altronde il bello del calcio sta tutto lì: poter gioire con i propri amici, con i propri compagni di settore, in uno stadio festante e colorato...e, soprattutto, in quei particolari giorni, poterlo fare dopo, in piazza, tra le vie di una città che, avvolta in un'atmosfera magica, si riempie di crescente orgoglio.

Quest'anno, però, come già possiamo immaginare, non sarà così.

La stessa Curva Sud, in un suo recente comunicato, ha annunciato che, in caso di promozione, non verranno organizzate celebrazioni collettive. Tutto ciò, soprattutto, per rispetto nei confronti delle vittime della pandemia e, di conseguenza, anche nei confronti di tutti quei tifosi che, in giro per l'Italia, hanno certamente sofferto, purtroppo, per la perdita di un proprio caro.

Crediamo che questa presa di posizione sia inequivocabilmente condivisibile e sensata.

La necessità, tuttavia, di poter dare il giusto merito ad una stagione così speciale per i colori giallorossi rappresentava un obiettivo primario ed insindacabile: Società, staff tecnico e squadra, in primis, ma - di riflesso - anche tutti i sostenitori della Strega, non avrebbero mai potuto accettare un esito differente.

Cresce così quella strana, ma comunque dolce attesa di poter rivedere - finalmente in campo - i nostri giocatori e, soprattutto, di poter assistere alla concretizzazione di quel sogno chiamato promozione che nemmeno un male bestiale, come lo è stato il covid, avrebbe dovuto e potuto fermare.

Una vera festa, quindi, non ci sarà: ma è sin d'ora facile intuire come ognuno di noi voglia poter esultare dopo aver vissuto dei mesi così difficili e pesanti che resteranno impressi sui libri di storia a futura memoria.

Il ritorno ad una quantomeno graduale normalità è un bene a cui nessun tifoso può voler davvero rinunciare.

Poter tornare a gioire, si spera molto presto, su quei gradoni e in una categoria così blasonata è un primo meritatissimo traguardo per tutto il Sannio: un territorio che, contro l'ennesima ardua difficoltà, c'ha sempre creduto.

ANDREA ORLANDO