Dieci anni fa l'alluvione a Benevento. Il coraggio della ripresa Cronaca

All’alba del 15 ottobre di dieci anni fa la grande piena del fiume Calore, alimentato stavolta dalla furia del Tammaro, provocò i maggiori danni alle aziende del Nucleo di Industrializzazione di Ponte Valentino.

L’acqua superò il livello di Via Martiri di Nassiria e della parte più vecchia della ex provinciale per il Fortore, la parte bassa della Appia Traianea attorno alla quale il nucleo novecentesco della periferia si era arricchito di palazzi e palazzine.

Ci rimisero i danni provocati alle automobili e alle masserizie accumulate nei sottoscala. Anche in palazzine più recenti l’acqua del Calore e del torrente San Nicola fece visita a mobilio e masserizie.

L’ondata di maltempo di quella notte colpì particolarmente le vallate del fiume Tammaro. 
Si disse che la colpa era della diga di Campolattaro.

La verità è che ci fu una fortissima precipitazione, tale da smuovere massi lapidei ancor oggi osservabili lungo il Tammaro tra le vallate di San Giorgio la Molara e Pago Veiano. 

Quella notte il fiume Sabato non partecipò alla piena, sicché i danni a Pantano furono limitati (ma ci furono).

A dieci anni di distanza le imprese che si sono riprese sono rappresentate dal Pastificio Rummo, che coglie l’occasione del decennale per un bilancio (positivo, inutile sottolinearlo) della sua ripresa.

Non per niente il marchio Rummo fa bella mostra di sé in TV per gli amanti del tennis con le sponsorizzazioni alle Nitto ATP Finals a Torino e agli Internazionali BNL d’Italia a Roma.