I rischi della privacy Cronaca
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C’era una volta la privacy. Il sacrosanto diritto di cui gode ciascun individuo a vivere la propria vita senza intrusioni esterne. In effetti, se guardiamo bene, questo diritto dovrebbe esistere ancora, almeno a giudicare dalle tante informative sulla privacy che firmiamo abitualmente (di solito senza neanche leggerle, rinunciando così a capire quali siano i nostri diritti e soprattutto quali stiamo cedendo). Però, negli ultimi tempi non è che se la passi molto bene.
Fino a non molti anni fa, il rispetto della privacy era un problema solamente per le celebrità, i vip. Divi del cinema o della tv, sportivi, cantanti, reali o eredi al trono sanno di non poter starnutire in pubblico senza finire sulle pagine di un rotocalco. Ma le persone comuni non si aspettano l’assedio dei paparazzi sotto casa.
Quest’estate invece abbiamo scoperto che anche noi nip (acronimo che sta per not important person, il contrario del vip) siamo a rischio. O almeno lo sono le donne. Mesi fa infatti è scoppiato lo scandalo del gruppo Facebook intitolato “Mia moglie”, nel quale gli utenti si scambiavano foto private (non necessariamente intime) delle rispettive mogli.
In questo caso, le ignare vittime si sono ritrovate letteralmente i paparazzi in casa. Quando la vicenda è divenuta di pubblico dominio, Facebook si è affrettata a chiudere il gruppo. E non è difficile immaginare che più di un membro di questo gruppo avrà successivamente dovuto rivolgersi ad un avvocato divorzista.
Non si era ancora spenta l’eco di questa brutta storia che ne è emersa un’altra: la scoperta di un network di siti sui quali venivano caricate immagini di donne, sia celebri che non, tempestate di commenti sessisti e volgari da parte di utenti rigorosamente appartenenti al genere maschile.
Anche qui, non si tratta necessariamente di foto intime. Non siamo nell’ambito del revenge porn, quando un uomo lasciato da una donna diffonde sue foto o filmati a sfondo sessuale per ripicca. Può trattarsi anche di fotografie di donne in spiaggia in costume da bagno o di foto per così dire normali, che le stesse vittime hanno pubblicato sui propri profili social e che poi sono state ricondivise su queste pagine sessiste.
In questo caso, due sono gli aspetti deprecabili dei siti in questione: il fatto che le foto siano diffuse all’insaputa delle donne ritratte (non sono esattamente foto rubate, perché non sono state scattate di nascosto) e soprattutto che queste immagini siano fatte oggetto di commenti volgari, apprezzamenti osceni e scambiate dagli utenti come se fossero le figurine di un album dei calciatori.
La privacy è a rischio, come ho detto. E non solo per chi è famoso. Se sei donna, devi fare attenzione che il tuo partner non scambi con altri uomini le tue foto private, o che queste non finiscano, prese dai social dove le hai ingenuamente pubblicate, su un sito che ha per nome l’organo genitale femminile.
Non parliamo poi dei deep fake generati dall’intelligenza artificiale: con un semplice programma di IA, tra i tanti che si possono utilizzare gratis in rete, è facile prendere una foto di una donna in bikini e modificarla facendo sparire il costume, in maniera tale che appaia completamente nuda.
Il 21° secolo è l’epoca in cui le persone comuni sono diventate le star di reality show o si sono trasformate in influencer. Ma adesso è arrivato il rovescio della medaglia ed i protagonisti del Grande Fratello sono diventati tali contro la loro stessa volontà.
CARLO DELASSO

26/09/2025