Il rilancio del 118 Cronaca
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La risoluzione degli annosi problemi organizzativi e strutturali del Servizio di emergenza/urgenza del 118 in provincia di Benevento, è stato uno degli argomenti principali del programma di governo della dottoressa Tiziana Spinosa nel momento del suo insediamento in qualità di Direttore Generale della Asl di Benevento. E su questa traccia si sono mossi i suoi primi passi alla guida della Azienda Sanitaria.
Già pochi giorni dopo il suo insediamento, la Direttrice si è preoccupata di instaurare un dialogo costruttivo con i sindacati della Dirigenza Sanitaria, con le Associazioni di volontariato e con i Comitati di cittadini. Dialogo che, come si sa, si era invece interrotto bruscamente con il precedente management della Asl beneventana.
Successivamente, in occasione di una assemblea che si è tenuta presso la sede della Asl con tutti i medici operanti attualmente sulle autoambulanze del 118, è stata raggiunta una fattiva collaborazione tra la Asl, i sindacati di categoria e i medici, che sono stati, direi finalmente, coinvolti nei processi organizzativi e nelle scelte strategiche.
Il clima è stato reso ancor più sereno e collaborativo dall'impegno preso dalla Direttrice della Asl di ricorrere alle prestazioni aggiuntive attribuibili ai medici, nel rispetto dei dettami della legge 161, come da mesi i sindacati chiedevano al management precedente; questa decisione ha così permesso il mantenimento di un certo numero di ambulanze medicalizzate in servizio sul territorio, scongiurando la ventilata, ma criticata ed ostentata, completa demedicalizzazione delle stesse.
Impegno mantenuto grazie al reperimento di nuove risorse economiche aggiuntive, ottenute dalla Regione Campania, indispensabili per garantire la continuità delle prestazioni sanitarie. Nello stesso tempo l'azione del management della Asl si è concentrata sul riconoscimento di quelle criticità della organizzazione territoriale sanitaria che condizionano negativamente l'attività del 118.
Da un attento e capillare esame di questa attività negli ultimi mesi, sono emerse criticità che, per la verità, erano già sotto gli occhi di tutti, e che anche noi, nel nostro piccolo, avevamo già sottolineato su queste colonne. In primis è stato evidenziato come la dotazione organica dei medici del 118 sia fortemente carente. Dei 78 medici previsti in pianta organica, sei dei quali in centrale operativa e 72 sulle ambulanze, attualmente ne sono in servizio solo 43.
Diventeranno 36 dal 1° gennaio 2026, quando alcuni di loro avranno raggiunto l'età pensionabile. Fra questi dirigenti medici che andranno in pensione è compreso anche l'ex Direttore della Centrale operativa del 118 che nei mesi scorsi aveva ottenuto il mantenimento dell'incarico in quanto risultato vincitore di un avviso pubblico bandito dalla Asl, poi annullato dal Tar Campania a seguito di un ricorso presentato da uno dei concorrenti.
Il Tribunale Amministrativo ha sentenziato che il precedente management non aveva controllato, fra l'altro, i requisiti di ammissione dei concorrenti, consentendo così una selezione dei partecipanti in violazione alle regole del bando, con conseguente annullamento della graduatoria e della nomina del vincitore.
Inoltre il 31 dicembre 2025 scadono i termini dell'emendamento ministeriale che permette il trattenimento in servizio di altri 4 medici che ne avevano fatto richiesta. La normativa attuale, in scadenza, permette infatti il trattenimento in servizio, a richiesta del dirigente medico, fino al 72esimo anno di età, ed è valida fino al dicembre 2027, ma ha una cadenza annuale.
Questo significa che se questo provvedimento non sarà rinnovato nel cosiddetto Decretone Milleproroghe entro il 31 dicembre del corrente anno, non si potranno utilizzare in servizio questi medici in odor di pensione.
Il 21 novembre sono inoltre scaduti i termini per la presentazione delle domande per il concorsone che dovrebbe reperire 20 nuove unità mediche da inserire nella pianta organica della emergenza, ma sono soltanto in 10 i candidati che hanno presentato la domanda di partecipazione.
Come si vede la coperta continua ad essere molto corta e ci potrebbe essere anche la possibilità di dover ricorrere ad una manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi libero-professionali al personale medico in quiescenza per completare un organico che possa permettere una soddisfacente organizzazione del servizio del 118.
Un altro elemento passato al setaccio dall'attuale management della Asl è la alta percentuale di codici bianchi a cui le ambulanze del 118 hanno dovuto rispondere, che non sono certo competenza del servizio del 118, e che invece condizionano, intasano e ostacolano una assistenza che dovrebbe essere indirizzata esclusivamente alle patologie con carattere di urgenza ed alle emergenze sanitarie sul territorio.
Questo malcostume,come abbiamo più volte stigmatizzato, è purtroppo anche molto frequente nel Pronto Soccorso della A.O. San Pio di Benevento, ingolfato da patologie non urgenti che dovrebbero essere affrontate da altri organismi sanitari territoriali, quali i medici ed i pediatri di base, i medici specialisti ambulatoriali e le Case di Comunità.
Anche queste forme assistenziali tuttavia hanno mostrato nel tempo importanti difficoltà organizzative ed assistenziali, aggravate di volta in volta dalle limitazioni alla frequenza ed al numero di visite ambulatoriali, imposte nel periodo Covid, che però poi sono diventate comportamenti usuali e continuati nel tempo.
Come se non bastasse, un numero considerevole di medici di base e di specialisti ambulatoriali di questa provincia hanno recentemente raggiunto l'età pensionabile e solo in parte sono stati sostituiti, a causa della persistente difficoltà di reperire oggi giovani medici, attratti come sono, da incarichi più interessanti sul piano professionale e meno gravosi da un punto di vista logistico.
Se a tutto ciò si aggiunge che le tanto sbandierate Case di Comunità sono in notevole ritardo di entrata in funzione, e che la telemedicina, che dovrebbe favorire un più veloce dialogo a distanza fra figure mediche, è per ora solo un progetto in fase di attuazione, ci si può facilmente rendere conto quanto sia in difficoltà in questa provincia una medicina territoriale moderna ed efficiente, e quanto questa sofferenza si ripercuota su un servizio di fondamentale importanza, quale è il servizio del 118.
In questa cosi difficile organizzazione assistenziale sanitaria territoriale, si inserisce l'attuale momento di trasparenza, di decisionismo amministrativo di rispetto della legalità, delle professionalità e della rappresentanza sindacale, instaurato dal nuovo corso aziendale della Direttrice Spinosa, nella speranza che il lavoro del management e degli uffici della Asl, possa ridare fiducia nella istituzione sanitaria e certezza nell'assistenza e nelle cure ai cittadini di questa provincia.
ENZO TRIPODI

21/12/2025