Il Sannio per la riscossa del turismo deve puntare sui piccoli borghi Economia

Aree interne: al Sannio serve una strategia per preservare e valorizzare le sue peculiarità in un progetto di sviluppo turistico. È questo l’appello che l’onorevole Roberto Costanzo ha lanciato alla classe dirigente locale dalle pagine di Realtà Sannita. Egli è convinto che nella fase post-Covid “il turismo delle aree interne, riceverà un significativo impulso proprio dal nuovo modo di muoversi e di alloggiare delle persone”. A patto, però, che territori come il Sannio riescano ad ottenere “un’adeguata ricompensa da risorse, beni e servizi, che oggi le aree costiere ricavano quasi esclusivamente dalle quelle interne: dall’agibilità idrogeologica all’equilibrio climatico alle energie rinnovabili. Parliamo di beni e servizi che le aree interne non possono più lasciarsi sottrarre!”. Ma il Sannio è pronto ad accogliere le persone in «fuga dalle città» verso i piccoli borghi, le campagne, i luoghi meno popolosi e ricchi di spazi aperti ed incontaminati? Per verificarlo, abbiamo interpellato alcuni dei protagonisti dei diversi settori, ognuno impegnato nel suo campo per rendere il territorio sannita maggiormente attrattivo e capace di offrire genuinità geo-ambientali, urbanistica ed enogastronomica.

DI MARIA SI APPELLA AL GOVERNO

Presidente Antonio Di Maria, lei si batte da anni, a livello regionale e nazionale, per far rientrare le aree interne in un progetto di sviluppo davvero armonioso, che ponga al centro la difesa della biodiversità e la valorizzazione dei piccoli borghi.

Prendo atto che nella pubblica opinione sia sempre maggiore la consapevolezza del valore aggiunto delle aree interne e dei piccoli borghi per la tenuta complessiva del Paese. Del resto, non si può continuare col favorire l’inurbamento, abbandonando la collina e la montagna: così facendo si producono solo guasti al territorio, con costi altissimi per la collettività. Su questa considerazione convergono ormai tutti gli analisti, soprattutto dopo la pandemia da Covid 19 che ha colpito duramente le conurbazioni metropolitane. Il problema vero, però, è che il nostro Paese non riesce a dare concretezza agli strumenti che pure ha individuato per contrastare lo spopolamento della dorsale appenninica e dei piccoli centri. Penso alla legge a favore dei piccoli Comuni o alla Strategia Nazionale Aree Interne. Io sono sindaco referente del Tammaro/Titerno, ma la relativa programmazione, da tempo approvata, non è ancora in via di attuazione.

Dall’agibilità idrogeologica all’equilibrio climatico alle energie rinnovabili: cosa fare per valorizzare le nostre risorse naturali?

È vero che le aree interne non vedono riconosciute le proprie potenzialità e le loro ricchezze e che, anzi, le stesse vengono dirottate altrove. Proprio per tale ragione, quale presidente della Provincia di Benevento sto dando il mio contributo per invertire questo stato di cose. Vorrei segnalare che mi sto battendo affinché, tra l’altro, sia finalmente varato il programma costruttivo per il potabilizzatore della diga di Campolattaro. Un'opera attesa da decenni. Il potabilizzatore deve essere finalizzato innanzitutto a risolvere i problemi idrici di tutti i Comuni del Sannio. Si tratta di un investimento ad enorme valore aggiunto ed ad altissima redditività, sia per la popolazione che per l’economia e per la Qualità della vita del nord-est della Campania. Si tratta di una priorità strategica.

RICETTIVITÀ E RETE MUSEALE

A caratterizzare un progetto turistico è il sistema di accoglienza, che costituisce il biglietto da visita di un territorio. Abbiamo, quindi, ascoltato Luca Mazzone, responsabile turismo di Confindustria Benevento.

L’offerta turistica del Sannio negli ultimi tempi si è arricchita di strutture e servizi, ma soprattutto sta maturando una diversa cultura d’impresa da parte degli operatori. Quale il salto di qualità per essere maggiormente attrattivi, in particolare in questo difficile momento storico?

Dagli ultimi dati Enit, il Belpaese parte in vantaggio grazie alla crescita della preferenza dei viaggi domestici da parte degli italiani, che per il 40% sceglieranno quest’anno mete italiane per le loro vacanze. Va comunque aggiunto che, nonostante la pandemia, l’Italia turistica si conferma a livello internazionale come la meta più desiderata e ricercata. Il nostro territorio è affacciato alla finestra ad attendere carovane di turisti, desiderosi di apprezzare le nostre bellezze. Ma il Sannio è fermo purtroppo ad un concetto di territorio, non di destinazione: come abbiamo argomentato in un recente dibattito pubblico. Grazie ad uno studio realizzato insieme a UniFortunato, Confindustria Benevento ha individuato e delineato una nuova proposta identitaria su cui concentrare gli investimenti pubblici e privati. Ci sono tantissime attività da mettere in campo per essere maggiormente attrattivi; bisogna agire in fretta, altrimenti anche questo treno passerà.

STUDIARE IL PASSATO, COGLIERE IL PRESENTE

#Porteaperte per riconnettersi con la storia, studiare il passato, cogliere il presente e trasformarlo in un’opportunità di crescita e sviluppo”, recita l’invito a visitare la Rete museale della Provincia di Benevento. Contribuisce al suo rilancio la direzione magistrale di Ferdinando Creta, oltre al cucciolo di dinosauro “Ciro” e al vaso di Assteas esposto a Montesarchio, entrambi di grande richiamo internazionale.

La provincia di Benevento ha ideato e realizzato una rete museale sull’intero territorio, che custodisce oggi un patrimonio storico-culturale di altissimo livello. Quale il prossimo passo per intercettare quei turisti “affamati” di…conoscenza? I beni culturali possono avere un valore strategico solo se si riesce a fare rete tra i vari enti preposti alla tutela e valorizzazione. L’accordo di valorizzazione che io ho promosso e che è stato sottoscritto dal Polo Museale della Campania, dalla Provincia, dal Comune capoluogo e dalla Curia Arcivescovile di Benevento, è indubbiamente un buon viatico per raggiungere risultati soddisfacenti. I turisti vanno accolti e solo facendo “rete” è possibile offrire servizi integrati così come richiesti dalla maggior parte dei visitatori.

IL VINO TRAINER DELLO SVILUPPO

Dalla cultura al vino, il passo è breve. L’evento internazionale Città Europea del Vino Sannio Falanghina è stato una encomiabile operazione di marketing territoriale. Parliamo di un settore che anno dopo anno vede crescere la sua quota di mercato estero, grazie all’impegno intenso ed appassionato di valenti viticoltori. In luoghi simili al Sannio, con una marcata vocazione enologica, la promozione del territorio parte dalle aziende, con le visite guidate nei campi e nelle cantine e la degustazione dei vini prodotti. Su questo abbiamo raccolto l’opinione di Libero Rillo, presidente Consorzio dei Vini del Sannio.

Floriano Zambon ama dire: “Il vino è poesia della tavola e ci sono persone che amano scoprire i luoghi che hanno ispirato il poeta”. In che modo i vignaioli sanniti possono diventare testimonial del nostro territorio?

Il settore enologico, se ben supportato può attivare un circolo virtuoso. Da parte nostra facciamo molte attività d’incoming, ospitando sul territorio giornalisti, importatori, ristoratori e selezionati tour operator. Noi ci crediamo, investiamo tempo e risorse per intraprendere questo percorso di conoscenza e di valorizzazione dei vigneti. Quello che manca del tutto, nonostante le tante parole profuse in convegni e conferenze, è l’impegno da parte degli enti pubblici. Sindaci e amministratori devono cambiare il modo di pensare e impegnarsi su quelle cose che oggi purtroppo ancora mancano: un territorio preparato, bello e pulito, ma soprattutto una cultura del paesaggio. Dobbiamo partire dall’A-B-C e risolvere i problemi delle strade dissestate, dei rifiuti abbandonati, delle cunette non curate, della scarsa segnaletica… Senza tutto questo, gli sforzi fatti finora risulteranno vani e quello che oggi avviene in Toscana o in Umbria, da noi resterà solo un miraggio.

AGRITURISMO ESEMPIO VINCENTE

Anche se limitata ai giorni festivi, una grande attrazione del Sannio è la sua rete di agriturismi e B&b. È il tema affrontato con Gennarino Masiello, presidente Coldiretti.

Dopo una prima fase… diciamo d’improvvisazione, oggi il Sannio può vantare una rete di agriturismi che esaltano le produzioni locali, con servizi eccellenti e menù che riescono ad esprimere al meglio l’anima ‘contadina’ della nostra terra.

Degli oltre 700 agriturismi censiti nell'elenco della Regione Campania, 160 sono in provincia di Benevento: il 22% del totale. Un numero in crescita costante che consentirebbe al Sannio di proporsi con forza sul mercato del turismo con un’offerta di accoglienza incentrata sulla qualità, strutture accoglienti immerse in un territorio dai paesaggi stupendi, capaci di testimoniare una bellezza che non ha nulla da invidiare a nessuno. La crisi del Covid-19, nonostante il pesante colpo che ha inferto proprio al comparto turistico e agrituristico, può rappresentare una opportunità proprio per le aree interne. La nostra rete ha ulteriori margini di crescita grazie alle ‘sinergie’ con le eccellenze produttive del territorio: visitare una cantina o un vigneto, un uliveto o un frantoio, un caseificio o una stalla, rappresenta un valore aggiunto per un’offerta di vacanza che guarda a italiani e stranieri che ricercano un turismo green, che desiderano scoprire la cultura di un territorio anche attraverso il cibo. Su questa sfida possibile, su questa alternativa al turismo tradizionale, è necessario costruire una risposta corale, con le imprese che s’impegnano a far bene il proprio mestiere offrendo servizi eccellenti e le Istituzioni locali assicurano strade percorribili e non mulattiere, connessione alla rete Internet e telefonica, fruibilità ed accessibilità delle aree naturalistiche e del patrimonio architettonico. Se il Sannio riesce a fare questo sforzo condiviso, può diventare una meta turistica di successo.

BENESSERE DELLE PERSONA E ARTIGIANATO

Un’altra ‘perla’ del Sannio beneventano sono le terme di Telese, dove l’interazione tra lo zolfo contenuto nelle acque e quello presente nell’organismo umano, è alla base del processo di prevenzione e cura di diverse patologie. Questa naturale ricchezza, potrebbe diventare la punta di diamante del turismo nel Sannio. Relax&benessere, vino&cibo, storia&cultura. Ma il Sannio è anche artigianato&ceramica. Non poteva dunque mancare l’opinione di Antonio Campese, presidente della Claai e della Camera di Commercio.

Un impulso forte alla crescita delle città d’arte viene dall’artigianato, con le sue lavorazioni a volte uniche. Cosa manca per valorizzare maggiormente questo settore e proiettarlo nel futuro?

L’Italia è stata terra di maestri artigiani, che ne hanno fatto una nazione unica al mondo. Il mix innovazione e tradizione può trovare radicamento nel nostro patrimonio storico, artistico e architettonico, cui l’artigianato è attiguo. Ma per fare questo dobbiamo conoscere ed amare la nostra storia, la nostra identità, la nostra capacità produttiva: solo così possiamo affascinare coloro che visitano i nostri luoghi. Io direi di utilizzare la storia come packaging del territorio e dei suoi prodotti, ipotizzando una strategia di comunicazione delle nostre tipicità, ancorarle alla forte identità storica e di tradizione e promuoverle all’interno di un concetto di “qualità territoriale” inteso come godibilità dei luoghi, come sua eco-sostenibilità, che passa anche attraverso le innovazioni e l’utilizzo di tecnologie moderne atte a recuperare e valorizzare l’antico, rendendolo sicuro ed eco-sostenibile.

GIUSEPPE CHIUSOLO