A Telese nessuno fa rispettare le 'regole' Enti

Archiviata ormai la stagione estiva che per Telese è stato un disastro dal punto di vista turistico, bisogna avere il coraggio di prendere atto e diguardare avanti nella speranza che qualcosa di positivo si riesca a pensare e ad organizzare, sempre che ci sia la volontà da parte di chi ha dette incombenze.

E proprio qui vengono i dubbi, perché c’è da constatare che né gli addetti ai lavori, cioè gli operatori nel campo turistico – termale, né la Pubblica Amministrazione se ne “fregano” più di tanti. Forti lamentele (interessate) vengono sì dagli operatori, ma tutto finisce qui.

Gli amministratori comunali, dal canto loro, sembrano abbastanza distratti e se solo si dà una veloce scorsa a quello che si è fatto a Telese in questa estate ci si chiede: Avvertono anche loro questo problema? Cosa fanno per rispondere alle esigenze della comunità che hanno chiesto di amministrare?

Messa quindi da parte con l’amaro in bocca questa problematica che per Telese è vitale, corre l’obbligo di evidenziare un altro problema che è correlato al primo, anzi, è una delle cause del suo fallimento: l’ordine pubblico che tanto preoccupa in paese.

In un clima di “liberismo” sfrenato che si vive, laddove ognuno può far quel che vuole (ci riferiamo agli operatori turistici e soprattutto ai locali della movida, per stare sempre in tema) si crea un clima di schiamazzo e di confusione che non porta da nessuna parte se non ad un breve ed effimero guadagno del momento. Il viale Minieri e piazza Minieri più di tutti gli altri posti sono l’esempio di quanto innanzi denunciato.

Su piazza Minieri insistono due alberghi, una clinica, l’ingresso delle terme, oltre a bar e pizzerie. Bene, si fa a gara a chi fa più fracasso mettendo musica ad alto volume e non osservando minimamente la normativa nazionale che regola il volume e l’orario di apertura e chiusura dei locali.

A volte si fa chiasso fino all’alba per piacere di chi questo schiamazzo provoca negli alberghi attigui e soprattutto nella clinica non può certamente trovare riposo.

A tutto questo si aggiunga che nei giardinetti che si trovano in quest’area vere e proprie bande di giovani fanno di tutto: si ubriacano e poi fracassano bottiglie e bicchieri tutt’intorno. La mattina seguente sembra di trovare un campo devastato da una guerriglia urbana con resti delle loro scorribande che lasciano capire che forse si è fatto anche dell’altro, con qualche spinello che non manca mai. Anche qui l’orario della ritirata è l’alba.

Fin qui il tutto potrebbe sembrare il quadro di una realtà metropolitana dura da accettare. Ma quello che non si può certamente accettare è la completa (o quasi) latitanza delle forze dell’ordine. Se fossero più presenti, certamente non ci sarebbe tanto degrado.

Non ci risulta che ci sia determinazione a far rispettare le regole; non ci risulta che le forze dell’ordine tutte (ognuna per le proprie competenze) intervengono e riescano a stabilire un certo rispetto delle regole che sono alla base di una convivenza civile.

“Le ho chiamate – diceva giorni fa un operatore del settore – hanno ascoltato le mie segnalazioni, si sono fatti dare i miei dati personali, ma i risultati non si sono visti”.

CARLO FRANCO 

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