Check-up al Monte Caruso Enti

Il Monte di San Michele è un sorvegliato speciale per i distacchi di massi degli ultimi anni. Il 27 febbraio 2014, un elicottero ELIABRUZZO I-ELBR, ha sorvolato il cielo di Foglianise per molte ore, per monitorare lo stato di salute della parete rocciosa a seguito delle frequenti piogge autunnali ed invernali. Per prevenire eventuali cedimenti di massi, al fine di salvaguardare l’incolumità dei cittadini il geologo Giancarlo Boscaino ha comunicato ai lettori di Realtà Sannita, le finalità delle indagini effettuate sulla Montagna di San Michele con l’apporto di nuove tecnologie.

Quali sono le principali caratteristiche delle rocce di S. Michele?

La particolarità del monte Caruso sta nel fatto che è costituito da una sequenza di strati di rocce carbonatiche intensamente fratturate e pertanto con una forte predisposizione al dissesto in virtù delle elevate pendenze presenti.

Dall’osservazione meticolosa dell’intera montagna con l’elicottero cosa è emerso rispetto al precedente monitoraggio effettuato?

Il recente volo si è reso necessario per realizzare indagini strumentali estese sia al fronte meridionale sia a quello occidentale, che da terra sarebbero state poco affidabili. Ci vorrà qualche settimana per elaborare i dati acquisiti. Non siamo ancora alla fase di monitoraggio intesa come verifica quantitativa dell’evoluzione morfologica dei fronti rocciosi.

Con quali particolari strumenti di nuova generazione tecnologica è possibile verificare dettagliatamente lo stato di salute della roccia volendo utilizzare una metafora?

Il volo è stato effettuato per realizzare indagini che prevedono l’uso della tecnica Laser-Scanning. Il ricorso a tecniche di rilievo sofisticate come quella del laser-scanner consentirà la creazione di DEM (Digital Elevation Model) con elevato dettaglio per la verifica della stabilità dei versanti e soprattutto per il calcolo della caduta massi. Queste fasi conoscitive sono necessarie sia per orientare in maniera corretta gli interventi progettuali sia per avere consapevolezza delle condizioni strutturali dell’intero fronte roccioso, cosa che ci consentirà di monitorarne l’evoluzione nel tempo.

L’abitato dei casali di Palazzo, Barassano e Leschito, a ridosso della montagna possono stare tranquilli?

In questi ultimi anni sono stati fatti importanti passi in avanti in termini di conoscenza delle pericolosità e conseguentemente dell’esposizione al rischio degli abitati che ha citato. Per quanto riguarda gli interventi realizzati e da realizzare l’obiettivo è sempre la mitigazione del rischio. Dobbiamo essere consapevoli che livelli di rischio zero, nel contesto in cui operiamo, sono impossibili da raggiungere. C’è da dire però che nei prossimi anni con la realizzazione del sistema di monitoraggio e con un efficiente sistema di protezione civile, sarà possibile programmare tutte le attività di prevenzione, protezione e gestione dell’area del monte San Michele, rendendo maggiormente sicure le aree delle frazioni di Palazzo, Barassano e Leschito.

Quando saranno iniziati i lavori per completare la messa in sicurezza del Monte Caruso?

Questo dipenderà da diversi fattori. Ricordo che il progetto va sottoposto all’approvazione di diversi Enti competenti tra cui il Commissario Straordinario Delegato, l’Autorità di Bacino ecc. Certamente nell’interesse generale spero possano cominciare nel corso dei prossimi 6/8 mesi.

NICOLA MASTROCINQUE

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