Consistenti aiuti da Morcone al Congo Enti

Il presidente dell’Associazione Mani Tese Morcone, l’ins. Franca Maselli ripercorre l’istituzione del sodalizio, illustra i progetti realizzati. Ha rilasciato un’intervista al quindicinale Realtà Sannita per tracciare un bilancio delle attività svolte al servizio degli ultimi e degli emarginati.

Quali sono state le motivazioni che hanno spinto un gruppo di amici ad istituire l’eminente sodalizio?

Nel 2006 era parroco di Morcone don Gaetano Papa Kilumba, originario di Bagira, città di Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. Attraverso i suoi racconti, esposti con pudore ed umiltà, conoscemmo una realtà lontana, dalle mille sfaccettature che ci presentava un territorio dal sottosuolo ricco, caratterizzato, però, da una povertà che imponeva alle fasce più deboli della popolazione una vita ai limiti della sopravvivenza. Fummo così profondamente colpiti dalle violenze e dalle privazioni che soprattutto i bambini e le donne erano costretti a subire, che fu del tutto naturale cercare di trovare un modo per aiutare quelle popolazioni, lo sentivamo come un dovere che scaturiva dal nostro essere “uomini”. Un piccolissimo gruppo di persone, che solo nel 2009, si è dato un regolamento ed uno statuto, cominciò a pensare quale fosse il modo migliore per aiutare quelle donne e quei bambini.

Quali sono state le importanti iniziative sin qui promosse?

Nel corso di questi anni il nostro primo impegno è stato quello di far conoscere le conseguenze di oltre un decennio di guerra, sfruttamento e violenze e per questo abbiamo utilizzato ogni iniziativa per parlarne e coinvolgere nel nostro progetto di solidarietà quanta più gente fosse possibile. Abbiamo organizzato cene, mercatini, un campo scuola, concerti, spettacoli e conferenze.

Che significa tendere le mani oggi in un mondo che cambia con i ritmi incalzanti della globalizzazione?

Un mondo che cambia e si evolve dovrebbe rappresentare per tutti la grande occasione di sviluppo economico e sociale. Dovrebbero essere globalizzati i diritti ancor prima delle ricchezze e la globalizzazione, dovrebbe essere la porta d’ingresso attraverso la quale devono passare i principi di libertà, giustizia ed uguaglianza. Ciò non è scontato che avvenga; si ha l’impressione, invece, che il globale in qualche modo spaventi e porti ad una forma di isolamento, come se l’essere soli ci possa difendere dall’altro. C’è bisogno, a mio avviso, di sentirci sempre più partecipi del cambiamento, di guidarlo, di intervenire nelle situazioni di abuso o prevaricazione, di condividere le difficoltà degli altri e di impegnarci, ognuno per quello che sa fare, affinché una vita dignitosa sia garantita a tutti. La globalizzazione ha un grande merito: permette di conoscere e la conoscenza non permette più di vivere come normalità la morte per denutrizione, la violenza su una donna, la paura di esprimere le proprie idee, l’imbracciare un fucile quando, invece, si dovrebbe frequentare la scuola. Questa è la mia idea di tendere la mano!

Quali sono stati i progetti elaborati e sostenuti dall’Associazione Mani Tese Morcone?

Non abbiamo mai avuto l’illusione che potessimo risolvere tutti i problemi di Bukavu, ma siamo stati sempre consapevoli, sostenuti in questa idea anche dalle suore con cui collaboriamo in loco, che uno dei più grossi problemi da affrontare fosse la scolarizzazione dei bambini. La loro istruzione e la loro formazione umana rappresenta la grande speranza per un terzo mondo libero di decidere delle proprie sorti, in grado di fare scelte non più dettate dal bisogno immediato, ma dalla capacità di progettare un futuro basato sulla garanzia dei diritti. Così ci siamo impegnati affinché potesse essere garantita a circa 130 allievi la frequenza scolastica (che in Congo non è gratuita) anche se da un’ultima relazione, che bisogna ancora dettagliatamente analizzare, sembra che il numero sia aumentato. Abbiamo permesso un’adozione scolastica individuale di 14 studenti da parte di altrettante famiglie e il 25 settembre 2011 per la prima volta dei bambini orfani sono entrati nelle aule della scuola materna di Katana (a pochi chilometri di distanza da Bukavu), realizzata con i proventi che l’associazione Mani Tese Morcone ha raccolto. Una scuola che permette a dei bambini, ai quali la sorte ha già tolto tutto, di ritrovare, anche se lentamente, il sorriso.

E per le donne in particolare cosa avete realizzato?

Le altre grandi vittime di questa terra sono le donne; spesso sole, violentate, impossibilitate a provvedere alla sussistenza dei propri figli. L'associazione ha voluto destinare ad un gruppo di vedove una somma di denaro affinchè potessero rendersi autonome economicamente e garantire un posto quotidiano ai loro figli attrverso l'avvio di piccoli commerci ambulanti. Le somme ricevute attraverso questa forma di microcredito, vengono restituite, nel limite del possibile e quando le attività lavorative lo consentono, alle suore che le destinano ad altre donne. Sono stati avviati, inoltre, un allevamenti di conigli e una sartoria che ora ospita una ragazza madre e il suo bellissimo bimbo.

NICOLA MASTROCINQUE

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