Così il Comune onora i suoi figli Enti
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Saranno oltre trenta gli spazi urbani e le strutture pubbliche che a San Marco dei Cavoti prenderanno presto il nome di eminenti personalità locali, sulla base di un significativo progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Cocca e dall’Aogis presieduta da Andrea Jelardi, e con nuove artistiche targhe in ceramica realizzate a mano dalla ditta locale Edilux dell’imprenditore sammarchese Ugo Borrillo.
La prima fase dell’operazione di riordino toponomastico è stata avviata già il 23 luglio u.s. con l’intitolazione di due piazze del centro, le quali hanno preso il nome di Antonio Abete (1905-1987), fondatore della ditta tipografica editoriale A.Be.T.E., Cavaliere del lavoro e presidente dell’Unione Industriali di Roma, e di Ferdinando Meomartini (1908-2003), pilota automobilistico, Volante d’Argento, decano della Mille Miglia, direttore del Pra (Pubblico Registro Automobilistico) di Milano, esperto di burocrazia e tecnica automobilistica nonché consulente alla redazione del Codice della Strada.
La cerimonia, con la benedizione del parroco don Francesco Melito, si è svolta alla presenza dei figli dei due illustri sammarchesi, ossia il cavalier Luigi Abete presidente Bnl e Cinecittà, Giancarlo Abete ai vertici della Figc e signora Antonella Abete, nonché Alberto Meomartini presidente di Assolombarda e Saipem e Giuseppe Meomartini che a lungo lavorò con il genitore nella gestione di uffici di pratiche automobilistiche su tutto il territorio nazionale. A coordinare l’incontro di presentazione, il dottor Sergio Meomartini, cugino dei precedenti, responsabile dei rapporti istituzionali dell’Anica e segretario generale di As for Cinema, che ha illustrato le prossime tappe già deliberate e che prevedono l’intitolazione dell’aula consiliare ai giovani consiglieri Marco e Rocco Ricci scomparsi durante il loro mandato e il centro Informagiovani al poeta e scrittore Mino De Blasio (1954-2010) il cui nome sarà dato poi anche ad una strada del paese.
Con la delibera dell’8 luglio, inoltre, è stato già decretato il cambio di denominazione del belvedere antistante la chiesa madre (popolarmente detto “Grazionella”) per rendere omaggio a monsignor Michele Marinella (1949-2010), parroco di San Marco dei Cavoti dal 1974, Cappellano di Sua Santità Giovanni Paolo II e Direttore dell’Ufficio Tecnico Diocesano di Benevento, ma soprattutto artefice dei restauri di tutte le chiese locali nonché di numerose iniziative di carattere culturale e spirituale, mentre avrà il nome di Suor Clementina Grazioli (1933-2010) la strada di recente realizzazione ed adiacente alla Scuola dell’Infanzia Santa Maria Goretti ove ella fu superiora ed educò numerose generazioni di bambini per un trentennio.
Secondo la linea ispiratrice del progetto, per ogni strada o struttura pubblica è stata infatti scelta una personalità che in qualche modo la rappresenti o che sia ad essa legata, tant’è che per l’imprenditore Abete si è scelto l’ex Largo Ariella ove ha sede l’Istituto Tecnico Commerciale e per Meomartini una piazza abitualmente adibita a parcheggio, ed analogamente si procederà anche per gli altri personaggi tra cui - solo per citarne alcuni - il chimico, agronomo e imprenditore argentino Ernesto Maria Cocca, la poetessa Maria Pietrafesa, i pittori Ettore Cosomati e Massimo Assini, il diplomatico Ercole Agliardi, la filologa e saggista Rosa de’Conno, i fotografi Angelo Piteo e Angelo Costantino, l’ingegnere e fisico Enzo Jansiti, il giovane agente di polizia Gianfranco Costantini, i fondatori dei più antichi torronifici Borrillo e Serio, il cinico Italo Covelli ed ancora medici, militari, politici e professionisti che hanno dato lustro al paese natio in Italia e nel mondo.
L’iniziativa, insomma, appare come un atto dovuto per porre anche rimedio a tanti anni di ingiusto silenzio, a cui solo le pubblicazioni dello studioso locale Angelo Fuschetto hanno ovviato, ma che ora merita anche di andare oltre la carta stampata con un ricordo ancor più tangibile e che sia sotto gli occhi di tutti, specie delle giovani generazioni sempre più disattente e spesso finanche polemiche con le tradizioni della propria terra.
Del resto, durante la cerimonia, i fratelli Abete e Meomartini hanno ricordato anzitutto il profondo affetto che i rispettivi genitori nutrirono per San Marco ed il legame saldissimo che neanche il successo e la lontananza riuscirono mai a spezzare né tantomeno a scalfire, trasmettendolo anzi ai propri figli, tant’è che a tale proposito, proprio Alberto Meomartini ha rievocato un episodio relativo al sisma del 1962 quando, trovandosi in paese in vacanza, trascorse la notte in piazza con tutto il popolo terrorizzato dalla paura di nuove scosse e radunato simbolicamente attorno alla maestosa e rassicurante figura del pasticciere cav. Innocenzo Borrillo.
«E fu allora - ha detto - in quel preciso momento che capii per la prima volta il valore di una “comunità” e ne compresi l’importanza». Un valore che anche a molti altri non era mai sfuggito, ma anzi perseguito con caparbietà come nel caso del clinico oculista e generale medico di Marina Carlo Jelardi (pure presente tra i nomi illustri da commemorare) il quale, in una lettera al fratello ingegnere, scrisse di progettargli e costruirgli una casa a San Marco poiché «è qui che voglio passare i miei ultimi anni e non nella città che odio».
ANDREA JELARDI

10/09/2011