Dare un marchio all'olio di Molinara Enti
![]()
Step by step l'Associazione per la Valorizzazione dell'Olio di Molinara - presieduta da Rocco Cirocco (foto di apertura) e costituitasi ufficialmente a ottobre del 2013 - sta portando avanti con tenacia un progetto davvero ambizioso: far confluire la produzione olivicola di tanti piccoli produttori locali in un'unica offerta di qualità, che possa essere garantita da un marchio collettivo e di territorio, da un processo di produzione condiviso e da un preciso protocollo di rintracciabilità, utile ad attestare il valore dell'intera filiera.
A tal proposito, dunque, l'Associazione ha stretto rapporti di collaborazione con il Cnr di Avellino, il Dipartimento Demm dell'Università degli Studi del Sannio ed il Servizio Territoriale Provinciale di Benevento.
I risultati finora raggiunti sono stati illustrati nel corso di un convegno svoltosi recentemente presso l'imponente Palazzo Ionni di Molinara.
Una serata interessante e piacevole, “filata liscia come l'olio” come si suol dire, in cui, moderati dal giornalista economico Angelo Vaccariello, sono intervenuti il sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo; il consigliere provinciale, Renato Lombardi; il presidente dell'Ente camerale sannita, Antonio Campese; il direttore del Demm, Giuseppe Marotta; Maria Grazia Volpe dell'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del CNR di Avellino; Anna Di Cerbo, responsabile dell'ufficio zonale di San Marco dei Cavoti per il Servizio Tecnico Amministrativo Provinciale; ed ovviamente il presidente dell'Associazione, Rocco Cirocco.
«Parliamo di olio d'oliva in un'annata disastrosa per tutta l'Italia - ha esordito Cirocco -, però stiamo già lavorando per evitare un'altra batosta come questa. Noi non demordiamo perchè siamo impegnati in un percorso di “impresa collettiva” concentrato su una nostra eccellenza. Certo, la strada è lunga, ma i frutti già si vedono: dalla costituzione stessa dell'Associazione alla produzione del primo olio collettivo (un extravergine di oliva monocultivar ortice, ndr). Il nostro obiettivo è produrre un olio di qualità che abbia il suo marchio e si venda bene sul mercato. Inoltre, perseguiamo tante altre finalità legate al comparto olivicolo, che vanno, ad esempio, dalla sostenibilità ambientale alle politiche culturali e territoriali più in generale».
Ha parlato di filiera e dell'importanza di fare squadra anche con le istituzioni Giuseppe Marotta: «La filiera - ha detto - comincia con la cura dell'uliveto e sicuramente comporta tutta una serie di passaggi, pertanto l'optimum sarebbe quello di accorciarla per abbattere i costi. Importante, poi, è anche dotarsi di un frantoio sociale unico, d'altronde mettere insieme tutto l'olio del territorio può indubbiamente portare ad un marchio collettivo, purchè venga garantita la qualità, quella è fondamentale. Puntare sul biologico in queste terre è giusto e sacrosanto, perchè qui nella stragrande maggioranza dei casi si produce già in maniera biologica e per arrivare a farlo al 100% basta poco, noi infatti non siamo la terra dei fuochi. Altro aspetto da non sottovalutare sono i sottoprodotti che se ne possono ricavare per le energie da biomasse. Ma la strategia veramente superlativa - ha sottolineato Marotta - è rappresentata dal marketing: bisogna raggiungere direttamente i consumatori e saper vendere bene non solo l'olio, ma pure il territorio. Oramai le città sono diventate insostenibili e la gente ha voglia di recarsi in luoghi più salubri e genuini, ecco perchè è necessario lanciare la sfida anche alle istituzioni. La sinergia - ha chiosato - è rilevante e fondamentale, solo così il binomio qualità e organizzazione risulta davvero vincente».
Il presidente della Camera di Commercio, Antonio Campese, ha rimarcato l'importanza del marketing e del packaging, facendo notare come in questo caso si debba puntare ad agganciare un target di acquirenti più attento, accorto e facoltoso a cui vendere qualità e non quantità.
Sulle proprietà organolettiche dell'olio extravergine di Molinara ha, infine, disquisito Maria Grazia Volpe, che monitora i campioni dell'oro verde che cola fin dal lontano 2007 registrandone tutte le peculiarità.
«Un olio eccezionale nelle sue caratteristiche chimico-fisiche ed in grado di conservarle per lungo tempo, per di più è ricco di squalene e steroli, sostanze che fanno tanto bene al nostro organismo. Abbiamo però riscontrato delle differenze dagli oli provenienti da diversi frantoi, mentre, è importante per un territorio che l'olio abbia dei parametri uniformi».
Ricordiamo che l'Associazione per la Valorizzazione dell'Olio di Molinara conta 40 produttori associati per una copertura dell'area di produzione pari a circa il 75%. La superficie olivetata di Molinara è di circa 180 ettari con 22mila piante di olivo presenti, la maggioranza secolari.
La produzione di olive è pari a circa 3mila quintali che garantiscono un potenziale produttivo di olio di circa 60mila litri.
Gli oliveti, costituiti prevalentemente dalla cultivar ortice, sono posti sui versanti sud e sud-est del monte Caffarello e della collina del vecchio centro storico a quota variabile da 300 a 600 metri slm, su terreno argilloso arenaceo.
ANNAMARIA GANGALE

04/12/2014