E' guerra in Valle Caudina per il 118 Enti

E’ stata definita la guerra dei poveri. I comuni caudini del versante irpino: Cervinara, Rotondi, San Martino e Roccabascerana, si dividono sulla sede del 118. La decisione dell’Asl di Avellino di trasferire la sede del servizio da Cervinara a San Martino sta provocando dure polemiche.

Da una parte Cervinara in cui il servizio 118 attualmente opera, che ha reagito in maniera durissima a questa decisione del presidente dell’ASL Florio, e dall’altra il comune di San Martino che invece si è dichiarato pronto a ricevere nel proprio comune questo importante servizio, sostenendo inoltre di avere a disposizione le strutture necessarie per ospitare anche altri servizi sanitari, facendo un pensierino all’attuale Distretto Sanitario dislocato sempre a Cervinara.

Tutto questo ha generato un’aspra polemica tra i due primi cittadini, quello di Cervinara Filuccio Tangredi e quello di San Martino Pasquale Ricci, con la minaccia reciproca di rivolgersi al TAR per dirimere l’eventuale controversia. A dare sostegno a Cervinara è arrivata anche Rotondi, che ha partecipato a Cervinara ad una seduta del consiglio comunale congiunto appositamente convocato.

Sono stati presentati dati e tabelle che dimostrano che la sede di Cervinara è la più idonea per arrivare prima da quanti hanno necessità di soccorso, sottolineando che oltre il 70% degli interventi vengono effettuati proprio in questi due paesi, e di conseguenza gli operatori del servizio se trasferiti a San Martino sono costretti ad effettuare il percorso due volte prima di intraprendere la direttrice verso gli ospedali, quasi sempre di Benevento.

La questione rischia di compromettere anche i rapporti in seno alla nascente Città Caudina dei Servizi.

Il sindaco di Cervinara Tangredi ne aveva chiesto al convocazione per affrontare questo argomento, ma ad oggi questo non è avvenuto. Resta il dato evidente della lotta tra i poveri, con i servizi per i cittadini che scompaiono e vengono ridotti di efficienza, a partire dalla quasi certa chiusura dell’Inps di Cervinara, di quella già avvenuta dello sportello Inail e dell’Ufficio delle Entrate, che operavano sempre a Cervinara, per finire alla grave crisi che attanaglia il Distretto Sanitario cervinarese che ha perso la sua titolarità con servizi ridotti.

Rispetto a tutto questo invece di fare fronte comune, i sindaci caudini del versante irpino si fanno prendere la mano da una sorta di campanilismo che non porta da nessuna parte, ma che serve solo a provocare danni per i cittadini. Ora si aspetta la riunione dei sindaci del Distretto Sanitario dei prossimi giorni, per dire la parola definitiva sulla vicenda del 118. Ma considerate le premesse e la rigidità delle posizioni in campo, non è facile prevedere niente di buono.

ALESSIA RUSSO 

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