Il 118 deve restare a Cervinara Enti
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E’ cambiata la sede del 118 a Cervinara. Da alcuni giorni dalla vecchia sede di Via Salomoni, l’importante servizio è stato trasferito nei nuovi locali di Via Dei Monti, alle spalle dell’attuale sede del Comune. Una decisione voluta fortissimamente dal sindaco Tangredi che tenta in questo modo di scongiurare il ventilato trasferimento del servizio alla vicina San Martino Valle Caudina. L’attuale sede è più centrale, e soprattutto opera in un edificio nuovo, con zero spese a carico dell’ASL di Avellino, tutti elementi che si spera siano utili a convincere il presidente dell’ASL Florio che ci sono tutte le condizioni affinchè il 118 resti a Cervinara.
Si tratta dell’edificio che fino a qualche anno fa ha ospitato l’Istituto Professionale per l’Industria e Artigianato, completamente ristrutturato, è stato costruito ex novo anche il secondo piano. Fino a qualche mese fa l’edificio ha ospitato provvisoriamente tre classi della Scuola Media Statale, che poi sono tornate nell’edificio ristrutturato di Via Renazzo. A tamburo battente l’amministrazione comunale ha fatto eseguire alcuni lavori di adeguamento, come scivoli e accessi per le barelle. Attualmente nel parcheggio antistante la nuova sede sostano anche le ambulanze necessarie per l’espletamento del servizio di pronto soccorso gestito dalla Misericordia di Cervinara convenzionata con l’ASL di Avellino.
Lo spostamento del servizio a San Martino deciso dall’ASL ha generato una serie di polemiche, dati e tabelle hanno contestato tale decisione, con i comuni di Cervinara, Rotondi e Roccabascerana schierati per la conservazione della sede a Cervinara. Tutti a sostenere che in caso di spostamento a San Martino i tempi di percorrenza in direzione degli ospedali aumenterebbe sensibilmente, anche perché oltre il 70% degli interventi di soccorso si effettuano proprio a Cervinara e Rotondi. E quindi si verificherebbe che le ambulanze effettuerebbero il percorso due volte prima di intraprendere la strada per gli ospedali beneventani.
Motivazioni che fino ad oggi non state accolte dai vertici dell’ASL e si spera che la prossima riunione, allargata ai rappresentanti dei comuni irpini in seno all’assemblea ASL, accolga le giuste ragioni di Cervinara. Per intanto la neonata Città Caudina dei Servizi chiamata in causa da Cervinara sulla questione ha fatto flop, neanche una riunione per affrontare l’argomento. La dimostrazione che i campanilismi sono ancora forti e l’unità della Valle Caudina di conseguenza è ancora lontana, anche se la riforma delle province potrebbe risolvere l’annoso problema.
ALESSIA RUSSO

01/12/2012