In Centro Salute Mentale deve restare a Montesarchio Enti
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Ci sono problematiche che solo chi le vive in prima persona può comprenderne la gravità e come il sostegno delle istituzioni siano necessarie per poterle affrontare.
Parliamo delle persone affette da disagio mentale, che colpisce tante persone e con esse le famiglie che spesso non sanno come aiutare i loro cari. In tale contesto opera l’Associazione di volontariato Franco Basaglia onlus di Montesarchio, a difesa delle vittime del disagio mentale in Valle Caudina, che ha raccolto circa 500 firme di cittadini di Montesarchio e dintorni per rappresentare ancora una volta le difficoltà che i disabili mentali e le loro famiglie affrontano ogni giorno per poter usufruire dell’ assistenza pubblica necessaria.
Le emergenze ed i bisogni sono molteplici e chi non ha in famiglia un disabile di mente non riesce ad immaginare quali ostacoli devono essere superati giornalmente per poter consentire a questi malati di fare fisioterapia, sedute con psicologi, incontri per socializzare o semplici visite di routine. Ed ora le difficoltà aumentano perchè è in previsione la chiusura del Centro di Salute mentale ubicato nella sede Asl di via Ignazio Silone. “Non si sa, ad oggi - sottolinea nella nota il presidente Cecere - dove sarà ubicato il centro di salute Mentale attesa la disdetta dei locali in Via Ignazio Silone. Le firme, sono state inviate al Direttore Generale dell’Asl di Benevento, Michele Rossi, ed in copia al Dipartimento di salute mentale di Benevento, al Centro di salute mentale di Montesarchio, nonché all’Amministrazione comunale di Montesarchio.
Si tratterebbe - continua Cecere - di riservare, dalle risorse di oltre 11.000.000,00 euro del Dipartimento di Salute mentale, circa 40.000,00 euro annui per la locazione di un immobile in Montesarchio di circa 500/600 mq, attesa la “impossibilità” dell'Amministrazione comunale di Montesarchio ad offrire dei locali ad hoc, più che sufficienti per la presa in carico dei sofferenti del territorio, circa 150, anziché gestire la Salute mentale altrove o peggio in un ospedale contravvenendo, tra l'altro, al dettato della Legge 180 nonché a tutti i progetti obiettivi regionali che la recepiscono.
Come è noto - precisa ancora il presidente dell'Associazione - il Centro di Salute Mentale di Montesarchio da anni, con la sua attenta gestione, si paga abbondantemente da solo il fitto dei locali, rispetto agli altri Centri della provincia e di Benevento in particolare. Le organizzazione laiche e cattoliche coinvolte e sollecitate dall’Associazione ad interessarsi della problematica, non hanno dato alcun segno di attenzione alla grave circostanza, come se si trattasse di un problema solo economico e non di offrire una vita minimamente dignitosa a persone che sono state colpite da una malattia difficile da affrontare dalle singole famiglie”.
Ricordiamo che fanno capo ai servizi dell’UOCSM di Montesarchio, i disabili mentali di Airola, Arpaia, Bonea Bucciano, Campoli, Durazzano, Forchia, Frasso Telesino, Moiano, Montesarchio, Pannarano, Paolisi, Sant’Agata, e Tocco Caudio, per un totale di oltre 500 persone, quasi quanti ne registra la città di Benevento. Di questi comuni, quello di Montesarchio ha il numero maggiore di assistiti, circa 200. Ricordiamo, inoltre che a Bucciano, viene pagato un altro canone di locazione, per la presenza della Struttura Intermedia Residenziale di salute mentale con circa 15 utenti. Per quanto riguarda l'amministrazione comunale di Montesarchio, in un primo momento aveva anche deliberato al fine di individuare dei locali idonei dove ospitare il centro, ma di fatto, non ha dato alcuna disponibilità.
Questo diffuso disinteresse per il problema, i continui disagi che soprattutto le famiglie devono affrontare ed a volte anche tante umiliazioni perchè è come un elemosinare un diritto, rafforzano l'intento dell'associazione di lottare per affermare il diritto di queste persone ad avere servizi ed assistenza adeguata, che può derivare semplicemente da una scelta ovvia che è quella di lasciare il centro a Montesarchio che è raggiungibile da tutti, visto che, tra l'altro, anche i mini bus in dotazione non sono sufficienti per garantire un servizio giornaliero per tutti.
“Per riconquistare il dovuto rispetto del criterio del territorio - conclude il presidente dell'Associazione - che tra l'altro ha ottenuto di recente il decreto di iscrizione nell’Albo regionale, continueremo con tutti i mezzi consentiti a lottare per l’ubicazione del Centro di Salute Mentale a Montesarchio che dovrà funzionare secondo canoni di umanità e di professionalità”.
LUCIA DE NISI

24/05/2012