Felice Presta lascia Azione Sociale e trasmigra nel PSI a sostegno di Nardone Politica

Da Felice Presta riceviamo e pubblichiamo:

«Dopo aver battagliato per 5 mesi co-fondando un movimento politico nuovo, quell’Azione Sociale i cui comunicati hanno più volte fatto strepitare le persone nella segreteria del Pdl (Colasanto, Luigi Barone e Nunzia de Girolamo…tanto per citarne alcune), che aveva un unico scopo dichiarato quello di non uniformarsi alle logiche partitiche e alla dittatorialità delle stesse, nel momento clou della campagna elettorale che cosa fanno i membri di questo direttivo? Cercano di stringere un accordo preelettorale con il Pdl.

Ma possibile mai che nessuno capisca che nel Pdl non ho intenzione di entrarci fintanto che viene gestito da persone che non rispettano le altre persone e che con un’aria di supponenza guardano gli altri dall’alto in basso pensando di essere immortali? E mai possibile che questo mio osteggiare il Pdl venga visto come una limitazione delle aspirazioni politiche di una persona? Io non vado a mangiare con persone che non voglio né sentire né vedere. Il mio carattere, difficile in verità, pone dei paletti e la mia dignità viene prima di tutto e di tutti.

Tornare indietro non è facile dopo 5 mesi di campagna elettorale serrata dove io e sottolineo io ho sprecato tempo e faccia per fare i tanti gazebo sotto la pioggia, il freddo e il vento, dove ho praticamente rotto le scatole a tutti gli amici e conoscenti che incontravo e che mi sono stati a sentire, credendo di poter veramente iniziare un discorso nuovo a Benevento. Le sirene che giungono in campagna elettorale non lasciano indifferenti i grandi figuriamoci i piccoli, ma ho sempre detto a tutti di tener d’occhio l’obiettivo e di non lasciarsi traviare da queste sirene. Ciò non è stato fatto ma la democrazia in un movimento è fatta di scelte, la maggioranza ha deciso di proporsi al Pdl, io no!

Sono uscito dal Pdl tre anni fa e tutte le volte che mi sono schierato ho rischiato di sedermi al tavolo con questi personaggi. Io ci stavo lì dentro, se me ne sono uscito è perché non ci volevo stare più e non volevo tornarci. La scelta di appoggiare Nardone sindaco con la lista del Psi dell’amico Giovanni D’Aronzo è una scelta dettata dalla ragione. Ragione che mi impedisce di schierarmi con Pepe perché in totale disaccordo su ciò che ha fatto in questi 5 anni di amministrazione e con il Pdl per i fatti esposti prima.

Nardone è un uomo serio ed onesto e non ho ragione di ritenere che una volta sindaco possa disattendere le aspettative di tutti i cittadini. Con me molti dei candidati amici escono da Azione Sociale e mi daranno un appoggio esterno personale come Mario Sasso, Francesco Zitano. Un’altra, la giovanissima Lucia Meola, ha scelto di seguire il mio stesso percorso e candidarsi nella lista Psi. Per il resto a tutti i componenti rimasti faccio un in bocca al lupo (sperando che i lupi non se li mangino)».

 

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