Vitivinicolo, Errico: ''Il Sannio non può permettersi il collasso della filiera'' Politica
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Il comparto vitivinicolo sannita attraversa una fase di particolare difficoltà, strettamente legata alla combinazione tra emergenza climatica, aumento dei costi di produzione, contrazione dei consumi e riduzione dei prezzi riconosciuti ai produttori. Una situazione che rischia di incidere non soltanto sulla redditività delle aziende agricole, ma sulla tenuta complessiva di una filiera che rappresenta uno degli asset economici e identitari del territorio.
A richiamare l’attenzione sulla necessità di intervenire è il consigliere regionale e componente della Commissione Agricoltura della Regione Campania Fernando Errico, che sottolinea come il momento della vendemmia, tradizionale punto di arrivo del lavoro agricolo annuale, quest’anno si inserisca in un quadro particolarmente complesso.
Le temperature elevate e la prolungata siccità hanno determinato un’accelerazione dei tempi di maturazione delle uve, imponendo ai viticoltori una gestione ancora più attenta dei vigneti e delle operazioni di raccolta. Lo stress climatico, inoltre, si riflette sulle rese e aumenta le difficoltà organizzative ed economiche delle aziende. A questo si aggiunge la questione dei prezzi delle uve, giudicati dagli operatori insufficienti a compensare i costi sostenuti durante l’intero ciclo produttivo.
Carburanti, energia, trattamenti, manodopera e gestione dei terreni hanno registrato negli ultimi anni un incremento significativo, mentre le quotazioni riconosciute ai viticoltori in diverse aree interne della Campania non garantirebbero adeguati margini di sostenibilità economica. Un quadro reso ancora più delicato dalla contrazione della domanda di vino e dalla conseguente presenza di consistenti giacenze nelle cantine.
La riduzione dei consumi incide infatti sull’intera filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione, rendendo più complessa la programmazione delle aziende e aumentando la pressione sui prezzi.
“Il comparto vitivinicolo del Sannio - sottolinea Errico - rappresenta una leva strategica fondamentale per il riscatto economico del territorio. Nel Sannio trova sede oltre la metà della produzione vitivinicola regionale e proprio in questa fase, con la vendemmia che rappresenta il punto di arrivo di un intero anno di lavoro, non possiamo ignorare le forti problematiche determinate dall’intersezione di fattori economici e ambientali”.
Il consigliere regionale garantisce quindi il proprio impegno istituzionale per portare le istanze della filiera ai tavoli regionali: “Garantisco il pieno appoggio istituzionale in Regione per supportare il comparto vitivinicolo nei tavoli programmatici. Le associazioni di categoria hanno sollevato con forza il problema della svalutazione delle uve da vino e di prezzi che vengono considerati non sufficienti a coprire i costi di produzione. È una questione che va affrontata con attenzione, mettendo al centro la tutela del reddito degli agricoltori e la continuità produttiva delle aziende”.
Tra i temi indicati da Errico c’è anche quello della tracciabilità e dell’origine delle materie prime. “C’è bisogno - aggiunge - di una revisione delle norme sull’origine dei prodotti. Il criterio principale deve essere il luogo effettivo di provenienza delle materie prime, a partire dalle uve. Significa tutelare i viticoltori sanniti, contrastare fenomeni di concorrenza sleale e, allo stesso tempo, valorizzare l’autenticità e la riconoscibilità di una filiera che costituisce un patrimonio del territorio”.
Per Errico, la crisi del comparto agricolo non può essere affrontata separatamente dalle politiche di promozione territoriale. “L’intersezione tra turismo, agricoltura ed enogastronomia deve rappresentare una strategia per lo sviluppo economico locale. Non può esistere un turismo rurale di successo se, parallelamente, si fanno collassare la produzione agricola e le aziende del territorio. La valorizzazione turistica dei nostri borghi, dei paesaggi e delle produzioni tipiche deve necessariamente partire dalla capacità di mantenere vive le attività che quei territori li custodiscono”.
Da qui la necessità di costruire un'azione condivisa: “Serve una rete tra enti pubblici, imprese e associazioni - conclude Errico - capace di favorire modelli di sviluppo sostenibili e di accompagnare la filiera in una fase che presenta criticità evidenti. Bisogna tutelare il reddito, garantire la continuità produttiva e creare le condizioni perché il settore vitivinicolo continui a rappresentare una prospettiva di sviluppo e, soprattutto, un elemento di futuro per le nostre comunità rurali”.

17/09/2026