Calcio, Serie C: altra gara senza successo per la Strega, altro piccolo falso passo in casa contro il Cosenza Sport

Un’altra giornata che scorre, un’altra gara senza successo per la Strega. Dopo Monopoli, altro piccolo passo falso in casa contro il Cosenza. Non grave, visto il pari per 1-1, con entrambi i gol nel primo tempo. Ma comunque una parentesi di velato ed ingiustificato malumore che continua ad abbracciare il popolo giallorosso che, da quando si è avvicinato a millimetri dal traguardo matematico, ha cominciato ad avvertire timore, trasmettendolo in campo.

Eppure, stavolta sembra potesse andare tutto per il verso giusto, vista un’ottima prima metà di gara, di fatto rovinata da una caotica ed altalenante ripresa. 

Floro Flores corre meno rischi possibili. Nel solito 4-4-1-1, Caldirola sostituisce Saio. Torna il tandem Tumminello-Salvemini, con Prisco in mezzo al campo a dettare geometrie. Il Cosenza di Buscè si affida a Beretta davanti, sostenuto da Emmausso.

Scoppiettante inizio della Strega, subito pericolosa in area avversaria. Al 3’ colpo di testa di Tumminello su sviluppo di corner: palla che scheggia il palo e termina fuori. Dopo due giri d’orologio, Caldirola alza bandiera bianca per un colpo alla testa: dentro al suo posto Saio. Intorno al 10’ altra doppia occasione enorme per la Strega, sempre a firma di Tumminello. Un diagonale rasoterra, su assist di Lamesta, che si schianta sul solito palo interno; segue un esterno mancino del 93 ottimamente respinto da Pompei.

Benevento di nuovo ad un passo dal vantaggio. Ma la disperazione dura solo un attimo: al 15’ la Strega sfonda in area. Rimpallo vinto da Ceresoli, cross teso per la conclusione di Tumminello, ostruita; la palla carambola a Salvemini che, come un rapace, incrocia col mancino e gonfia la rete. Giallorossi meritatamente in vantaggio: dodicesimo centro stagionale per Ciccio Salvemini!

Ma i padroni di casa non si fermano, non rinunciando ad attaccare. Al 27’ altra palla gol con la discesa di Pierozzi a destra; palla arretrata per Tumminello: tiro a botta sicura da distanza ravvicinata clamorosamente salvato da un intervento prodigioso della difesa rossoblù. Dopo il 40’ episodio dubbio in area ospite: Salvemini ha sul mancino un colpo a botta sicura dentro l’area piccola, ma liscia il pallone essendo ostacolato da Moretti. Nessun fischio da parte dell’arbitro Dorillo, ma la panchina giallorossa gioca comunque invano la prima card FVS, invocando la revisione dell’episodio (che non arriva).

E così che, come un fulmine a ciel sereno, quando le squadre sembravano avviarsi verso gli spogliatoi, il Cosenza pizzica la Strega a recupero inoltrato. Punizione di Emmausso sulla testa di Beretta, che svetta in area anticipando il colpevole Saio e indirizza all’angolo, battendo Vannucchi. È tutto da rifare al ‘Vigorito’: immeritatamente è 1-1.  

Nella ripresa nuovo avvio roboante della Strega, vogliosa di rifarsi. Dopo neanche due minuti, Salvemini sgancia un bolide dall’interno dell’area, la conclusione centrale ma potente viene respinta in corner da Pompei. Prima, però, contatto dubbio su Della Morte: la panchina giallorossa gioca la seconda card chiedendo la revisione all’FVS e reclamando un fallo prima che la palla sfilasse al 9. L’arbitro Dorillo cambia la decisione, ma in peggio: è fuorigioco; nemmeno corner. Strega senza più jolly. 

Nuovo squillo al 64’: destro strozzato di Della Morte in girata, inglobato da Pompei. È, di fatto, l’ultima vera occasione del match. Il Cosenza di Buscè, squadra teoricamente fluida e propositiva, oltre che ricca di elementi di tutto rispetto per la categoria, rinuncia a giocare, schiacciandosi in undici dietro la palla. Timore reverenziale per la capolista? Ne consegue un Benevento caotico, sicuramente stanco ed in difficoltà con la palla tra i piedi. Neanche i cambi, tardivi e gestiti male negli slot, di Floro riescono a scuotere l’inerzia del match. Manconi e Carfora rilevano Tumminello (comunque tra i migliori) e Della Morte, ormai prevedibile a sinistra. Dopo neanche 5’, però, il tecnico manda in campo anche Mignani, prelevando Salvemini. Slot esauriti in un battibaleno, tandem offensivo completamente riformato e confusione tattica a non finire, fino al triplice fischio dell’arbitro.

La notizia negativa, però, non è insita nei due punti sfumati o nel pari interno. Si annida, piuttosto, nei mugugni provenienti dagli spalti - peraltro non particolarmente gremiti - del ‘Vigorito’. Nella “giornata giallorossa” indetta, forse qualcuno si aspettava il carro per la sfilata per l’aritmetica promozione in cadetteria. Senza capire che, nel girone C, c’è da sporcarsi le mani e da gettare il sangue fino alla fine, perché non c’è nulla di scontato. E tale incomprensione ha sicuramente inficiato il morale della squadra, andato in calando fino al termine del match.

Gli scenari che si aprono per la prossima sfida della Strega, prevista il 6 aprile (Pasquetta), nel derby contro la Salernitana all’ ‘Arechi’, sono vari. Il Benevento potrebbe essere matematicamente promosso in B nel caso in cui il Catania non dovesse vincere in contemporanea contro il Picerno (in Sicilia) e la Strega dovesse sconfiggere i granata. Altresì, la Strega volerebbe in B se il Catania dovesse perdere e all’‘Arechi’ dovesse finire in parità. Se Benevento e Catania dovessero fare lo stesso risultato (sconfitta, parità o vittoria), il distacco in classifica - divenuto di 9 punti - rimarrebbe invariato a tre giornate dalla fine. Dati gli scontri diretti in parità, ma una differenza reti incolmabile tra le due forze (+46 il Benevento; +32 il Catania), i giallorossi sarebbero virtualmente - ma non matematicamente - promossi in serie B.

Senza troppi calcoli, però, la squadra di Floro Flores dovrà ripartire da un obiettivo: ritrovare entusiasmo. Dovrà ricominciare dall’ottima prima metà di gioco contro il Cosenza, cercando di limare i dettagli caotici della ripresa. Servirà gettare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo, ignorando la lampante stanchezza fisica accusata nelle ultime settimane. Il traguardo è sempre dietro l’angolo: il Benevento è a tanto così dallo scrivere un’altra preziosa pagina di storia. Basta crederci.

TABELLINO

BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo, Caldirola (9′ Saio), Ceresoli; Prisco, Maita; Lamesta, Tumminello (73′ Manconi), Della Morte (73′ Carfora); Salvemini (78′ Mignani). All.: Floro Flores.

COSENZA (4-3-3): Pompei; Cannavò (63′ Baez), Moretti, Dametto, Caporale; Ciotti, Garritano (46′ Palmieri), Contiliano; Emmausso (46′ Langella), Beretta (77′ Perlingieri), Florenzi. All.: Buscè.

Arbitro: Dorillo di Torino.

Assistenti: Taverna - Capriuolo. IV ufficiale: Liotta. Operatore FVS: Ciannarella.

Ammoniti: Florenzi (CS), Beretta (CS), Carfora (BN), Lamesta (BN), Manconi (BN), Perlingieri (CS).

Marcatori: 15′ Salvemini (BN), 45+4′ Beretta (CS).

FRANCESCO MARIA SGUERA