29/08/2017

Disastri e presenze

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Il Presidente della Repubblica non ce ne voglia, sappiamo del resto che lui va dove lo portano. Ma andare a Ischia per un terremoto in miniatura puo' sembrare un eccesso per un uomo talmente misurato da apparire poco incline alle emozioni.

Due morti e uno scarrupizzo di case di pescatori ingrandite per racimolare un po' di soldi estivi meritano rispetto e comprensione. Il presidente, però, deve scomodarsi solo per cose più grandi. Dice: ma la vita umana è sempre sacra, e pure i numeri però hanno un senso.

E poi il vocabolario. Uno scontro di treni è sempre un disastro ferroviario. Acquazzone estivo su città con le fogne otturate è bomba d'acqua. Caldo e freddo sono sempre messi nel conto del riscaldamento globale.

I morti sulle strade sono semplici incidenti. Per dargli un po' di importanza hanno aggiustato il codice penale, infilandoci dentro l'ipotesi di omicidio stradale (e vogliono, dopo il femminicidio, inaugurare il biciclettificio).

Che sulle strade ci siano spesso grappoli di morti non significa che il presidente debba correre a portare il saluto della nazione. A certe funzioni basta, e avanza, la televisione.

Ecco, accetterei il presidente multiprensente se abolissimo tutte le trasmissioni in diretta da banalissimi luoghi di banalissime tragedie umane.

MARIO PEDICINI

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