Deepnude, la nuova frontiera dell'IA Cronaca
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Ci risiamo. Ancora una volta è saltata alla ribalta della cronaca l’esistenza di un sito internet dov’erano condivise immagini dai contenuti espliciti pubblicate senza il consenso delle persone in esse raffigurate. Ma, a differenza del gruppo Facebook intitolato “Mia moglie”, che ha dato scandalo la scorsa estate, stavolta c’è una novità: le persone ritratte sono donne reali, attrici, sportive, showgirl o politiche, ma le foto che le ritraggono senza veli sono artefatte; o, per la precisione, create con l’intelligenza artificiale.
Ne avevo già accennato in passato. L’IA generativa consente di creare immagini, c’era dunque da aspettarsi che presto o tardi qualcuno avrebbe pensato a produrre anche immagini a luci rosse. Ma nel nostro caso lo scandalo sta nel fatto che le protagoniste di questo sito hard core sono tutte donne che in vita loro non hanno mai posato senza veli. Il fenomeno si chiama deepnude ed è la variante vietata ai minori del deepfake.
Se non ne avete mai sentito parlare, sto per spalancarvi un mondo di perversione dove realmente l’unico limite è l’immaginazione. È sufficiente digitare su un qualsiasi motore di ricerca una a scelta tra alcune parole chiave: deepnude, nudify o clothoff e vi compariranno decine di siti dove, caricando l’immagine di una persona, l’IA la trasformerà in una foto di nudo.
Sia chiaro: i siti possono modificare foto di donne come di uomini, ma la stragrande maggioranza degli utenti sono di sesso maschile e questo spiega come mai quasi tutte le immagini deepnude in circolazione appartengono a donne, famose o meno.
I siti in questione a dire il vero sono tutti a pagamento, ma molti offrono una prova gratuita. Si può inserire una foto qualsiasi, ma l’intelligenza artificiale produce risultati tanto più verosimili quanto più la persona in foto è già priva di vestiti, per cui l’ideale sono le foto in costume da bagno. In pochi secondi l’IA elabora l’immagine, ne spoglia il soggetto ed ecco apparire nuda una persona del tutto inconsapevole.
Il sito scoperto (e prontamente chiuso, ma è facile immaginare che risorgerà sotto un nuovo indirizzo, al pari di un’araba fenice digitale) presentava un vasto catalogo di celebrità senza veli, dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a personaggi noti dello sport, dello spettacolo, come ad esempio Cristina D’Avena o Sophia Loren (che ha 90 anni, ma l’IA può elaborare anche foto datate o persino ringiovanire i soggetti raffigurati).
Arrivati a questo punto, se siete stati colti dalla curiosità di testare uno di questi siti per realizzare un’immagine della vostra attrice o cantante preferita, o magari anche di una vicina di casa sexy, una collega di lavoro o chissà, una compagna di studi, è bene che v’informi sui rischi e le conseguenze legali a cui andate incontro.
Creare immagini deepnude di per sé non è reato, altrimenti i siti che offrono tale servizio non sarebbero così facilmente accessibili a chiunque. Diventa un reato se, dopo aver modificato un’immagine creando una foto di nudo, la condividete su un sito, un social, o anche solo se la inviate a qualcuno.
La legge 132 del 2025 infatti ha introdotto nel codice penale l’articolo 612quater, che punisce la diffusione di immagini e video dal contenuto ingannevole, generati o modificati tramite intelligenza artificiale, al pari di quella di immagini e video reali dal contenuto esplicito (il cosiddetto revenge porn), con la pena della reclusione da 1 a 5 anni.
E per qualcuno non è ancora sufficiente: alcune parlamentari hanno avanzato la proposta di punire anche la semplice detenzione di tali immagini, così come avviene per foto e video dal contenuto pedopornografico.
L’intelligenza artificiale potrà anche concretizzare le fantasie più ardite, ma le conseguenze di tali fantasie saranno molto reali.
CARLO DELASSO

17/11/2025