MONTESARCHIO - Un collegamento rapido da piazza Umberto I al Museo Caudino Cronaca
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Si ricomincia a parlare del collegamento rapido da piazza Umberto I ed il piazzale del Castello- Museo Archeologico Nazionale Caudino di Montesarchio, e la Torre.
Come si ricorderà, il 26 luglio 2010 alle ore 11.00, nel piazzale del Castello, alla presenza di numerose autorità e funzionari si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra dei lavori per la realizzazione del sistema di collegamento rapido tra Piazza Umberto I° ed il Piazzale del Castello, finanziato dalla Regione Campania con i fondi POR 2007 -2013.
L’opera, aggiudicata per l’importo di €. 1.922.467,13, veniva finanziata interamente con Fondi Regionali vincolati (Intesa istituzionale di programma A.P.Q. “Infrastrutture per sistemi urbani - VI° atto integrativo) senza alcun aggravio per le finanze Comunali e per i cittadini di Montesarchio.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Izzo ha delineato uno sviluppo per la città, iniziando a parlare di questa opera nel 2004, con un primo progetto che prevedeva un sistema di collegamento con scale mobili che è stato poi scartato perché aveva un impatto evidente sull’ambiente.
Successivamente è stato studiato, insieme alla Soprintendenza e con la consulenza dell’architetto Franco Purini, il progetto che prevede un collegamento con ascensori che non creano nessun impatto ambientale.
Questo primo step dei lavori è stato eseguito con il traforo che giunge ai piedi del Castello, e poi si è fermato.
Ora l’amministrazione guidata da Carmelo Sandomenico, ha ripreso il progetto ed a breve si riaprirà il cantiere per portare a termine questa opera che rappresenta un sistema di collegamento che potrà essere utilizzata da tutti per raggiungere la parte alta della città, dove non solo è possibile visitare il Museo Archeologico dove è custodito il famoso cratere di Assteas, ma anche un bellissimo centro storico ed ammirare un panorama stupendo che domina tutta la Valle Caudina.
Il finanziamento dell’opera è già nelle casse del comune, in quanto all’epoca non venne utilizzata tutta la somma, ed ora se l’opera non verrà completata, dovrà essere restituita alle casse dello Stato.
Questo moderno sistema di collegamento che in altre città viene utilizzato da tempo, potrà consentire di visitare un luogo fino ad ora mai visto anche alle persone affette da disabilità. Si deve solo sperare che i lavori non richiedano tempi biblici, altrimenti il progetto resterà ancora nel cassetto dei sogni.
LUCIA DE NISI

16/05/2026