I borghi del futuro: da Castelpoto a Santo Stefano del Sole una nuova idea dell'abitare Economia
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L’estate è ormai arrivata e, mentre alcuni centri si svuotano di persone e altri si affollano di turisti, altri invece, perseverando nel trend dello spopolamento, sembrano essere sempre più vuoti. Non si tratta dell’emigrazione stagionale verso le tradizionali mete di vacanza, ma di un fenomeno ben più profondo e strutturalmente consolidato che da troppo tempo interessa il Sannio, l’Irpinia e, più in generale, le aree interne del Paese, territori che lentamente e progressivamente sembrano essere sempre più abbandonati a un destino di declino e spopolamento.
Nonostante la diffusione sempre più capillare, nelle aree interne italiane, di tentativi e iniziative per invertire questa tendenza - si pensi alle campagne delle “case a un euro”, oggi presenti in ben 77 comuni italiani, ai progetti di valorizzazione turistica finanziati dal PNRR o a iniziative come “Visita l’Italia con ANBBA” promossa dall’Associazione Nazionale di Bed & Breakfast, Affittacamere e Case Vacanza - molte strategie hanno certamente contribuito a riportare l’attenzione sui piccoli borghi, ottenendo anche una certa visibilità mediatica, ma risultati ancora limitatissimi sul piano del ripopolamento stabile.
La problematica principale dei piccoli comuni, infatti, non è rappresentata soltanto dalle abitazioni vuote, ma dalla progressiva scomparsa dei servizi essenziali, delle opportunità lavorative e di quelle condizioni che rendono un paese un luogo in cui scegliere di abitare.
È da questa consapevolezza che nasce “Dai Borghi ai Territori dell’Abitare”, il progetto promosso da Federarchitetti per le province di Avellino e Benevento.
L’iniziativa punta a costruire un modello di rigenerazione che non si limiti al recupero del patrimonio edilizio, ma che coinvolga anche gli aspetti economici, sociali e comunitari dei territori. L’obiettivo è sperimentare un percorso capace di essere replicato anche in altre aree interne italiane, partendo da due comuni pilota: Castelpoto, nel Sannio, e Santo Stefano del Sole, in Irpinia.
L’idea di Federarchitetti è quella di non limitarsi al restauro degli edifici per riportare vita nei borghi, ma di creare un ecosistema capace di attrarre nuovi abitanti, professionisti, lavoratori da remoto e giovani famiglie, offrendo loro non solo una casa, ma anche servizi, spazi di lavoro condivisi, connessioni digitali efficienti e favorendo, al tempo stesso, una rete di relazioni con la comunità locale.
Il progetto prende quindi le distanze dagli interventi puramente immobiliari e propone un modello fondato sul co-living, sulla condivisione di conoscenze tra residenti e nuovi arrivati e sulla valorizzazione delle risorse culturali e artigianali del territorio.
Prima ancora di intervenire sugli immobili, il percorso prevede un’approfondita fase di conoscenza del territorio, attuata attraverso rilievi con droni, tecnologie di telerilevamento e ricostruzioni tridimensionali che porteranno alla realizzazione di una precisa mappatura del patrimonio edilizio. L’obiettivo è individuare gli edifici recuperabili e pianificare interventi coerenti con le esigenze di sviluppo del territorio. A questa fase si affiancheranno il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, la ricerca di finanziamenti e la predisposizione di un concorso internazionale di progettazione, con l’intento di trasformare i due comuni in laboratori di sperimentazione per un modello che, nelle intenzioni dei promotori, possa essere replicato anche in altre realtà del Mezzogiorno e del resto d’Italia.
Al momento, tuttavia, il progetto rappresenta soprattutto una visione e un percorso ancora tutto da definire. Prima di tradursi in interventi concreti dovrà infatti affrontare un lungo iter amministrativo e burocratico, dalla sottoscrizione degli accordi tra i soggetti coinvolti alla ricerca dei finanziamenti, fino alla progettazione esecutiva e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Ad oggi, ad esempio, tra i comuni di Castelpoto e Santo Stefano del Sole non risulta ancora sottoscritto nessun protocollo d’intesa. Al di là dei tempi necessari per la sua realizzazione, il progetto ha però il merito di proporre una riflessione che guarda al futuro. L’idea di immaginare i borghi non solo come luoghi da restaurare, ma come possibili spazi del lavoro del domani, capaci di intercettare la crescente diffusione dello smart working e delle professioni digitali, rappresenta un significativo cambio di prospettiva.
In un momento storico in cui le grandi città sono sempre più affollate, il costo degli affitti continua a crescere e l’accesso alla casa diventa sempre più difficile, ripensare le aree interne come luoghi in cui vivere e lavorare potrebbe trasformarsi in un’importante opportunità di rilancio. Se questa visione riuscirà a tradursi in realtà, piccoli comuni come Castelpoto e Santo Stefano del Sole potrebbero diventare simboli di un’idea futuristica dell’abitare e del lavoro.
ANDREA ALBANESE

04/07/2026