LA RINO GAETANO BAND AL TEATRO ROMANO DI BENEVENTO IL 4 SETTEMBRE Eventi

Nella splendida cornice del Teatro Romano il 4 settembre si terrà un concerto imperdibile: un tributo a Rino Gaetano, uno dei più noti cantautori italiani. L’evento è promosso dall’Accademia delle Opere APS, presieduta da Francesco Tuzio. 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi al Bar delle Streghe a Palazzo Paolo V, sono intervenuti Francesco Tuzio, l’assessora alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini, Yuri Di Gioia, Marketing Manager, Franco Francesca, designer dell’Eco-atelier di Alta moda sartoriale. 

Al termine della conferenza abbiamo rivolto alcune domande a Francesco Tuzio.

Presidente perché Rino Gaetano con le sue canzoni rompe il conformismo culturale nella società?

C’era un grandissimo locale che si chiamava Folk Studio a Roma, dove si esibiva Locasciuli, De Gregori, Venditti, dove c’era il ghota della Scuola Romana e si eseguivano canzoni di protesta, di protesta anche politica. Rino Gaetano, questa è una chicca che pochi conoscono, facendo questo famoso tour dove c’era la contestazione, dove la musica doveva essere libera, di libero arbitrio, di libero ascolto, senza biglietti a pagamento, pagò di tasca sua il manager che lo chiamò, esibendosi in questo concerto gratis. Era oltre questa logica in tantissime altre cose.

Francesco nell’oggi della storia quale canzone sceglieresti?

Ce ne sono diverse e quindi credimi mi metti in imbarazzo non potrei sceglierne una per far torto alle altre.

Quale canzone riflette sul ruolo della politica nel contesto sociale?

“Nuntereggae più”, se tu ci fai caso, se noi cambiassimo i nomi dei politici e la rendessimo attuale, a prescindere dalla metrica musicale che potrebbe cambiare, la canzone risulterebbe moderna. Lui era 40 anni avanti.  

Perché è ancora attuale il brano “Gianna”?

Ma «Gianna» è attuale perché si tratta di una canzone tra virgolette di protesta, mascherata dietro una goliardia che non c’era, perché lui era molto triste a Sanremo. Ma questo ovviamente solo gli addetti ai lavori lo sapevano.

NICOLA MASTROCINQUE