ELEZIONI, CANDIDATI, PRESIDENTI In primo piano
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Anche un piccolo ritocco alla legge che disciplina le prossime operazioni elettorali può diventare occasione per allargare l’orizzonte sulle conseguenze. Si pensi solo alle modifiche dei collegi elettorali, agli spostamenti di comuni verso altri raggruppamenti territoriali magari già provvisti di “padroni” di indiscussa tenuta.
Le modifiche di cui parliamo non saranno come meri aggiustamenti per riequilibrare il numero dei votanti rispetto agli spostamenti di popolazione (emigrazioni, diminuzione della popolazione).
Stavolta, di fronte alla tendenza irreversibile di diminuzione della popolazione, l’adeguamento della popolazione dei collegi elettorali sarà curata avendo a cuore le possibilità di “tingere” accorpamenti e maggioranze secondo le attese e le potenzialità delle forze governative.
Sbilanciare collegi sicuri di un certo colore smistando a collegi di diversa vernice politica è azione del tutto coerente delle forze politiche al governo come allo stesso modo può avvenire per “aiutare” collegi in bilico contendibili per insicura organatura di maggioranze di altri tempi.
Si voterà a maggio o si voterà ad ottobre, il 2027 sarà un anno da cui non dipenderà soltanto la elezione di un nuovo Presidente della Repubblica ma prima ancora la formazione di una coesa forte maggioranza da cui nascerà il nuovo governo. Chi si intende di equilibri di forze istituzionali già mette in campo un facile sdoppiamento tra Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio.
Se la Destra vuole conservare la guida del governo e dei ministeri, stando a questo ragionamento, dovrà cedere la presidenza della Repubblica a personalità espressione del “campo largo” del centrosinistra.
Per interpretare l’orientamento del popolo verso l’una o l’altra “parte” non bastano i numeri, e neanche l’eventuale “premio” che può andare a vantaggio di un rafforzamento della maggioranza di governo, che si porta appresso anche una maggioranza “rafforzata” nella assemblea che parteciperà alla votazione del capo dello stato.
Ci saranno contagi tra le operazioni per la elezione del parlamento e la elezione del sindaco di Benevento? Francamente ne immaginerei soltanto se per la scalata verso il Campidoglio fosse in corsa un sannita già allenato a certi sforzi. Con tutto il bene che ho per professori, industriali, medici e amanti della terra non ne vedo preparati, allenati ed esibiti per simili incarichi.
L’unico con certe attitudini ai giochi di palazzo è Mastella, ma - pensasse al Quirinale - se ne starebbe calmo a finire i dieci anni di sindaco e invece non smette di stuzzicare mezze figure per favoleggiare di moltitudine di voti sufficienti per sognare due consiglieri regionali.
A proposito di Regione, poi, una eventuale proiezione andrebbe a fissare la data al 2030. Troppo tempo in meditazione potrebbe dirottare l’obiettivo molto più in alto. Un Papa laico? E’ un’idea che potrebbe apprezzare anche Leone XIV, un aiuto e una compagnia per le sue faticabili giornate. Escludendo la guida di automobili di cui Mastella è privo di patente.
MARIO PEDICINI

27/09/2026