Valle Caudina tra incendi e scaricabile In primo piano

L’incendio dell’impianto di stoccaggio e lavorazione rifiuti della zona industriale di Airola è al centro dell’attenzione e della preoccupazione dei cittadini. 

Quali conseguenze avranno le esalazioni del rogo, della invisibile ma pericolosa molecola della diossina sulla salute degli abitanti dell’area colpita? Quali conseguenze sulle coltivazioni? Quali provvedimenti saranno presi per assicurare che questi episodi non si verifichino più? Domande a cui non ci sono risposte certe perché i dati relativi all’inquinamento da sostanze tossiche sono in continua evoluzione. 

Nei giorni scorsi vi sono state manifestazioni, cortei e proteste, incontri vari fra le istituzioni, ma i cittadini sono fortemente arrabbiati perché nessuno si è preoccupato di tutelare, sin dall’apertura di questo sito, la salute dei cittadini effettuando controlli adeguati e continui sull’impianto. 

Ancora oggi, tra l’altro, non sono note tutte le tipologie di rifiuti presenti nel sito. C’è chi dice plastica e cartone, copertoni di ruote, e sembra anche abbigliamento usato. Non può, sottolineano i cittadini, l’amministrazione comunale di Airola giustificarsi dicendo che il sito era affidato ad un custode ed al curatore fallimentare. Avrebbe dovuto assicurarsi che le norme sulla sicurezza fossero sempre rispettate e funzionanti.  

La tutela dell’ambiente e dei cittadini è affidata a tutti coloro che hanno il compito di amministrare i comuni, ed un sito di raccolta rifiuti è una minaccia. Nei giorni scorsi si sono riuniti a Montesarchio i sindaci dei comuni della Città Caudina. In una prima fase la riunione si è svolta a porte chiuse, chiedendo al pubblico presente di uscire, e successivamente è stato possibile accedere e conoscere quanto avevano stabilito. E’ stato deciso di mantenere attivo il tavolo permanente per definire nuove misure precauzionali.

In tale contesto i sindaci hanno stabilito di uniformare le ordinanze comunali, in coerenza con le indicazioni del tavolo di coordinamento congiunto tra le Prefetture interessate. Tra i vari provvedimenti la sospensione temporanea di tutte le manifestazioni e degli eventi all’aperto, sia pubblici che privati, ed hanno concordato di sollecitare l’istituzione di un Comitato Tecnico-Scientifico Permanente con la partecipazione di ASL, ARPAC, Assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura della Regione Campania ed esperti universitari. 

Il Comitato avrà il compito di condurre una mappatura capillare delle aree colpite e valutare l’impatto sul territorio delle ricadute delle sostanze potenzialmente inquinanti. Parallelamente, è stato deciso all'unanimità di richiedere agli organismi competenti formali chiarimenti circa l’esatta tipologia di rifiuti presenti nel sito di stoccaggio prima del verificarsi dell'incendio. 

Inoltre, per la contiguità geografica con la confinante Valle di Suessola, i rispettivi sindaci saranno pienamente coinvolti nelle iniziative che saranno intraprese. All’incontro di sabato mattina, ha fatto poi seguito mercoledì sera, presso il comune di Moiano, un nuovo incontro che ha visto la presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Maria Carmela Serluca, i consiglieri Pellegrino Mastella, Pietro Marrazzo, rappresentanti dell’Asl e dell’ARPAC, rappresentanti di categoria degli agricoltori e allevatori, e tutti i sindaci dei comuni della Valle Caudina, sindaci dei comuni avellinesi colpiti dai fumi del rogo, e sindaci dei comuni della provincia di Caserta. 

Dalla relazione del rappresentante Arpac è stato evidenziato un raggio di circa 3 chilometri maggiormente interessato dalle esalazioni del rogo. E la rappresentante dell’ASL ha precisato che dal rilevamento dei dati fino ai risultati purtroppo ci sono dei tempi tecnici da rispettare.  

Anche per gli allevamenti è partito il monitoraggio sia dei luoghi dove vivono gli animali e dove si trovavano al momento delle esalazioni del rogo e sia dell’alimentazione che ricevono. 

Da parte di tutti i sindaci, la richiesta di avere dati certi ed indicazioni precise in merito alle iniziative da intraprendere per emettere ordinanze e dare disposizioni concrete ai cittadini, anche alla luce che proprio nella mattinata di mercoledì si è sviluppato un nuovo rogo di dimensioni minori dallo stesso impianto di rifiuti. 

E’ stato soprattutto, evidenziato anche da parte degli agricoltori e degli allevatori presenti in sala, la necessità di avere informazioni precise. Pertanto, è stato chiesto che il monitoraggio dei terreni coltivati, che l’Asl intende effettuare, sia tempestivo per evitare danni peggiori alle aziende ed anche azioni speculative. 
Ancora nessuna certezza, quindi, ed il presidente della provincia di Benevento, Lombardi, ha chiesto di gestire tutti insieme questo momento di crisi, parlare con le aziende e i cittadini, ed ogni ente deve agire per la propria competenza, per tutelare la qualità dell’aria e soprattutto le aziende agricole che rappresentano una eccellenza e devono restare tali.

LUCIA DE NISI