Vertice in Confindustria Benevento: Nel Sannio l'intera filiera sanitaria oramai al collasso In primo piano

Si è tenuto oggi, 14 novembre, presso la sede di Confindustria Benevento, un vertice del settore sanitario congiunto in merito alla profonda situazione di crisi dell'intera filiera sanitaria.

All’incontro erano presenti: il presidente della Sezione Sanità Privata di Confindustria Benevento, Gerardo Casucci; il vicepresidente della Sezione Sanità Privata di Confindustria, Stefano Parziale; il presidente dell’Aiop provinciale, Isabella Cozzi; il presidente di Federfarma, Luigi Lavorgna; il presidente dell’Ordine dei Farmacisti, Maurizio Manna; il presidente di Anpric, Michele Razzano; il presidente di Federfarma; il segretario provinciale sanità Cisl – FP, Gaetano Simeone; il segretario provinciale sanità CGIL – FP, Taddeo Pompeo; il segretario provinciale sanità Uil – FPL, Giovanni De Luca.

Dal vertice è emersa l’assoluta necessità di presentarsi, alla deputazione locale e alla Regione Campania con un documento sottoscritto, da tutti gli Organismi presenti, nel quale venga descritta la situazione del settore e individuate le azioni da intraprendere, giacchè, come sottolineato dagli astanti: “La Sanità privata versa oramai in una situazione di collasso senza rimedio in quanto con una nota dello scorso 11 ottobre l’ASL Benevento 1 ha motivato l’impossibilità della stessa a far fronte ai pagamenti non solo alle strutture private accreditate, ma anche all’intera filiera sanitaria, senza possibilità di programmare un piano di pagamenti che costituisca impegno da rispettare. La situazione finanziaria è diretta conseguenza dell’adozione in sede Regionale del decreto n.42/11 che ha ridotto l’assegnazione alle strutture sanitarie e all’indotto.

Basti pensare che allo stato dell’arte tutte le diagnostiche vedono un pagamento, all’85% del dovuto, fermo a marzo 2011 e residui ancora per il 2010.

Le Case di Cura e Riabilitazione, invece, per il 2011 non hanno ricevuto alcun pagamento, mentre per il 2010 risulta una quota residuale del 10%. In una situazione pressoché analoga versano le Farmacie”.

Contemporaneamente è stato sollecitato un incontro urgente con la Regione e le Istituzioni a un tavolo di confronto permanente al fine di varare un programma di rientro finanziario che possa contemplare - in base al budget in dotazione - il risanamento del pregresso e la messa a regime dei pagamenti futuri al fine di garantire flussi di cassa continui.

L’azione immediata da intraprendere, invece, riguarda il convenzionamento con l’ASL al fine di arrivare al pagamento immediato di almeno un trimestre di pendenze.

Tutte le strutture hanno sottolineato che allo stato sono nell’impossibilità oggettiva di pagare la prossima mensilità ai propri dipendenti e che oramai gli istituti di credito non acconsentono ad un allargamento dei castelletti di ulteriori anticipazioni se non vengono preliminarmente pagati la partite debitorie con un’anzianità superiore ai nove mesi.

Il settore della sanità - hanno concluso - ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello per la nostra provincia e oggi a causa del blocco delle rimesse e della situazione di incertezza, lo stesso versa in una situazione irreparabile in cui sono a rischio centinaia di posti di lavoro con una conseguente crisi economica senza precedenti.

Tutte le strutture private hanno più volte evidenziato di aver accettato i tagli previsti dal piano di rientro regionale, di aver già concesso all’ASL di riferimento una dilazione del pagamento delle poste debitorie, ma oggi sono nell’impossibilità di garantire il prosieguo dell’attività. Tutti i soggetti del vertice attiveranno una serie di iniziative volte ad accendere i riflettori sulla situazione attraverso il richiamo dell’attenzione dei media con una conferenza stampa, la predisposizione di un manifesto della sanità e tutto quanto sarà necessario a non far calare l’attenzione rispetto al problema”.

 

 

 

 

 

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