Comunali 2019, a San Marco dei Cavoti Roberto Cocca si pone alla guida di una squadra coesa nel segno del rinnovamento Politica

Il 12 maggio u.s. è stata presentata a San Marco dei Cavoti la lista “San Marco un bene in Comune” che, contrassegnata dal numero 2, è alternativa a quella capeggiata dal sindaco uscente, il medico Giovanni Rossi candidato per il secondo mandato.

A guidare la compagine è Roberto Cocca, classe 1963, il quale - Ufficiale Superiore della Guardia di Finanza e attualmente Maggiore - nella serata di incontro con i cittadini ha evidenziato le proprie umili origini ma al tempo stesso la caparbietà accompagnata dalla fortuna che lo hanno portato ad essere per lavoro un difensore e servitore dello Stato, negli studi a conseguire a pieni voti una laurea umanistica con una tesi di Storia della Filosofia e, infine, nella vita sociale a guidare un gruppo di volenterosi compaesani in questa nuova avventura amministrativa.

La tutela della legalità e la condivisione degli obbiettivi, derivategli dalla professione, sono le basi che Cocca pone anche come fondamento del suo progetto di “buona amministrazione” laddove l’impegno diretto dei pubblici amministratori deve costantemente avere come contraltare la voce dei cittadini. Nel comune fortorino, com’è noto, sussistono intanto problematiche legate non solo al complesso contesto finanziario e amministrativo derivato dal pre-dissesto, ma anche a quella che il sindaco uscente Rossi ha definito una «compagine amministrativa che nel tempo si è disunita», fattori che hanno imposto di conseguenza dapprima un periodo di stallo, e successivamente un urgente bisogno di rinnovamento generale.

A Roberto Cocca, esordiente sulla scena politica locale, abbiamo dunque rivolto alcune domande su come intenderà amministrare il proprio paese, nonché sui punti principali del programma messo a punto in questa importante tornata elettorale per San Marco, a cominciare da un’inusuale propaganda.

Sui manifesti della lista “San Marco un bene in Comune” il suo nome è scritto a caratteri cubitali rispetto al cognome. Sembra un’interessante punto di partenza…

Si, è stata una scelta legata a uno spirito decisamente nuovo a cominciare dal rapporto personale che intendo avere con i miei potenziali ed effettivi elettori. Non aspiro, infatti, ad essere il “sindaco”. Sono e voglio restare, per tutti, Roberto. Il mio motto, e quello della mia squadra, è “Armiamoci e partiamo” perché sarà un impegno condiviso e al tempo stesso autonomo; un impegno a mani libere laddove però il primo dovere sarà quello di ascoltare chiunque e a partire proprio da quelli finora sempre considerati ultimi o non degni di attenzione. In questa nuova missione, infatti, mi ispirerò a una massima di Aristotele che recita: “l’uomo è un animale sociale che trova fuori di sé, nell’alterità, nella differenza, la fondazione della sua identità”.

Questa, per me e la mia squadra, è una sfida entusiasmante e che vogliamo condividere con i sammarchesi nei prossimi cinque anni, ma a cominciare già da questi giorni di campagna elettorale; abbiamo posizionato infatti, in vari punti, le “Cassette delle Idee”, ove ciascuno potrà proporre appunto idee, ma anche soluzioni che saranno vagliate una per una e classificate tra i progetti da realizzare a breve, medio e lungo periodo.

Una proposta, questa, che richiama indubbiamente il nome della lista San Marco un bene in Comune. Può illustrarci nel dettaglio i presupposti di questa scelta?

È un nome tutt’altro che casuale, perché intende la parola “comune” nella sua accezione di un qualcosa legato a una comunità di persone e non al palazzo del potere cittadino. Occorre infatti, all’opposto, riportare in auge l’idea del potere dei cittadini e fondare perciò l’attività amministrativa innanzitutto sulle persone per fare di San Marco un paese moderno e che mira a crescere in Italia ed anche in Europa, cominciando dal restituire a chi lo abita orgoglio e fiducia nel futuro.

San Marco ha tante potenzialità che vanno recuperate, salvaguardate e promosse, ma ancor prima di uscire da un’impasse evidente ormai a tutti. Quali sono, in merito, i punti cardine del programma della sua lista?

San Marco ha infinite risorse in vari ambiti, ma ciascuna di essa va tutelata e incrementata con idee chiare, una visione ampia e obiettivi precisi da raggiungere in modo concreto. Il compito di una buona amministrazione è individuare tutto questo e portare a termine il piano prefissato mettendoci anzitutto la volontà, e poi elaborando strategie risolutive e non certo rinunciando a farlo lasciandosi scoraggiare dai problemi.

Il nostro è un progetto ambizioso, ma realizzabile. San Marco deve tornare anzitutto ad essere un paese attrattivo valorizzando le risorse del territorio a cominciare dall’agricoltura, potenziando le colture già in essere e sperimentandone di nuove con attenzione ai mercati, alle strategie aziendali, ma anche alla quotidianità. Una delle prime idee che realizzeremo, infatti, sarà il mercato settimanale della filiera corta, arricchito poi da altre attività legate al settore che, tra l’altro, localmente riguarda finanche la cosmetica. Una nostra idea sarebbe pure quella di legare le produzioni delle campagne locali all’approvvigionamento della mensa scolastica che garantirebbe ai bambini cibi stagionali e sani e darebbe, ai contadini o ad apposite cooperative, la garanzia di smercio di parte dei loro prodotti.

C’è poi la già nota Festa del Torrone che deve tornare ad essere un evento di respiro internazionale assieme alla Festa dei Carri, ma con esse va incrementata l’attività ricettiva, così come occorre altresì costruire spazi adeguati per eventi, manifestazioni e fiere, nonché creare un’ippovia e percorsi di trekking e ciclabili che valorizzino pure le risorse naturalistiche locali, a cominciare dalla Cascata Ripa, il tutto arricchito da eventi culturali di grande respiro.

L’idea che ci ispira è insomma quella di un paese ospitale tutto l’anno, bello e attrattivo e dove gli spazi pubblici siano il primo biglietto da visita. Abbiamo peraltro l’opportunità di avere un validissimo asse viario di collegamento come la Fortorina, ma che dev’essere una strada da percorrere non più solo in uscita, bensì anche in entrata.

Non dimentichiamo tuttavia le esigenze dei sammarchesi che hanno tra l’altro diritto di avere a disposizione servizi e centri di aggregazione. Uno di essi, ad esempio, contiamo di realizzarlo nei locali della ex biblioteca in Via Ariella, da tempo abbandonata.

Quello delle strade e del decoro urbano è un capitolo doloroso per molti paesi e città. Qual è la sua idea in merito?

Le arterie locali hanno necessità di manutenzione immediata e ci attiveremo per farla, anche richiamando alle proprie responsabilità altri enti preposti tra cui l’Anas, così come, pure a breve termine, un intervento sarà volto alla sistemazione della Villa Comunale e del cimitero, alla messa a dimora di alberi, piante e fiori, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’ottimizzazione della pubblica illuminazione, alla regolamentazione della circolazione stradale e al decoro dell’area di mercato ove, tra l’altro, saranno installati servizi pubblici così come pure in altre zone del paese. Con l’Istituto Autonomo Case Popolari, infine, avvieremo un fattivo dialogo affinché vengano manutenuti periodicamente gli immobili di proprietà e competenza dell’ente.

Il decoro urbano è un elemento centrale del nostro programma, ma non solo. San Marco ha anche urgente bisogno di vedere al più presto ripristinata e migliorata la viabilità rurale e delle contrade che oggi sono servite da arterie in pessimo stato. L’amministrazione pubblica ha il dovere di adoperarsi in quest’ambito e, anche nella manutenzione ordinaria, sarà al fianco dei cittadini; assieme ai contadini e ai proprietari stileremo infatti piani di interventi regolari con un reciproco supporto, preferendo di gran lunga offrire delle gratifiche ai frontisti che terranno in ordine i loro appezzamenti e provvederanno alla loro decenza anziché intervenire con ordinanze, multe e sanzioni.

In questa avventura politica e amministrativa chi sarà al su fianco?

Ho la fortuna di avere di avere accanto una squadra eterogenea e coesa.

Eterogenea perché composta da un’ampia rappresentanza della società civile e delle varie generazioni. Ci sono infatti Teodora e Vincenzo Carpinelli per il settore agricolo, Pasquale Bianco da tempo impegnato nel volontariato e nell’associazionismo, alcuni professionisti e imprenditori che hanno scelto di restare a San Marco - ovvero Angelo Casciano, Remo Cavoto, Massimo Cocca, Patrizia Cocca, Marcella Soriano e Michele Parletta - nonché i tre commercianti Marco Castellucci, Michele La Vista e Antonio Pomarico.

Ciascuno di loro assumerà precise responsabilità e si farà portavoce e interprete delle esigenze delle categorie che rappresenta, ma ancor prima dei bisogni di tutti i cittadini dedicando loro il proprio tempo. Vorremmo però che questo sia un impegno reciproco esortando la comunità a sottoporci anche quotidianamente esigenze e problematiche e a dedicarsi in prima persona al paese quale bene comune.

A tale proposito tra le nostre idee di breve attuazione ci sarà la “Banca del Tempo” ove ciascuno potrà mettere a disposizione degli altri le proprie competenze e, appunto, il proprio tempo. Io sarò il primo a dedicare il mio tempo a San Marco, senza delegare ad altri quelle che sono mie effettive mansioni e responsabilità.

Ho al mio fianco, come accennavo prima, soprattutto una squadra unita, salda e coesa poiché, al di la di ogni illazione e supposizione pur comprensibile nell’agone elettorale, posso dire che il nostro comune denominatore è soltanto amare il paese con senso del dovere. Non ci sono, com’è stato pur detto e scritto, regie occulte. La mia età e la mia professionalità, così come quelle dei componenti della squadra, non sono infatti inclini né a questi compromessi, né a mediazioni di altro genere. Peraltro non mi appartengono le guerre o le sfide con gli avversari perché preferisco affrontare la competizione con l’ottimismo e il sorriso e soprattutto in ossequio alla democrazia. I cittadini decideranno serenamente e liberamente per chi votare. Io sono e resto amico di tutti, anche di chi sceglierà di dare la preferenza all’altra lista.

Non si può, in conclusione, non toccare il dolente tasto dell’economia e delle tasse….

La situazione è innegabilmente complessa, come è ben noto. A chi amministra spetta il compito non facile di affrontarlo e risolverlo, ma è certo che queste problematiche non possono tradursi in immobilismo, né tantomeno ricadere sui cittadini. Prima di elaborare il nostro programma abbiamo pertanto vagliato tutte le possibilità che potranno essere di supporto a esso, e le idee in cantiere a breve termine sono dunque realistiche e fattibili. Al tempo stesso il primo impegno sarà quello di ridurre le tasse locali che, attualmente, sono alle aliquote massime pur senza corrispondere ai cittadini un servizio adeguato. Partiremo dunque dal potenziamento dei servizi e da un riequilibrio dei costi che in generale sono troppo elevati e per molte famiglie non sostenibili.

È un dibattito politico, quindi, particolarmente animato quello che in questi giorni caratterizza l’agone elettorale a San Marco dei Cavoti dove Roberto Cocca, il capolista della Lista 2 “San Marco un bene in Comune” pone come linea guida della propria campagna elettorale l’ascolto della voce dei cittadini e, conseguentemente, la capillare presenza, propria e della squadra, in tutti i quartieri e le contrade con una fitta agenda di incontri fino al 26 maggio e che fino ad oggi hanno ottenuto un buon riscontro. «Sono stati e saranno appuntamenti improntati nell’ottica di un rapporto sempre spontaneo, cordiale e diretto - conclude - non solo con me, ma anche con tutti i candidati che in queste occasioni si confrontano direttamente con gli elettori. Intendiamo tutti assieme impegnarci, proporre idee e soprattutto dare risposte concrete. Perché è giusto che le lamentele vengano sempre e solo dai cittadini, ma guai se venissero da chi amministra».

ANDREA JELARDI