Del Basso De Caro: ''Il compito che ci attende è difficile ma non impossibile'' Politica

E’ ancora possibile secondo lei, quando nella prossima primavera si rinnoverà il Consiglio Regionale, evitare che il Sannio sia nuovamente penalizzato?

E’ una cosa assolutamente da evitare, anche se il pericolo c’è dal momento che i tempi sono stretti per poter cambiare l’attuale Legge Elettorale e lo Statuto. Sotto questo profilo, ed in questa direzione si sta fortemente impegnando il nostro rappresentante Mino Mortaruolo, che ha già chiesto l’aiuto di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Regionale, ma soprattutto dei sindaci sanniti e delle varie istituzioni. E’ chiaro che soltanto con un grande impegno collettivo lo scopo potrà essere raggiunto. C’è bisogno in questo particolare momento della mobilitazione di tutte le forze politiche, dimenticando le singole appartenenze. E’ una lotta che riguarda tutti, perché la nostra provincia merita di avere una adeguata rappresentanza nell’assemblea regionale. Il nostro futuro passa anche per un aumento in seno al Consiglio Regionale perché non possiamo continuare ad essere i figli più poveri della Campania.

Il problema, però, esiste anche a carattere nazionale dopo il taglio del numero dei parlamentari voluto dal Movimento 5 Stelle…

Come da lei giustamente sottolineato, è ancora più evidente dal punto di vista della rappresentanza parlamentare una possibile penalizzazione del Sannio. Il drastico taglio dei parlamentari ridurrà in maniera consistente gli eletti di una provincia piccola come la nostra che oggi, per una fortunata incidenza, sono ben sei, di cui quattro eletti nelle liste plurinominali interprovinciali (al Senato Lonardo e Ricciardi ed alla Camera Maglione ed io). Nella norma costituzionale appena novellata la tutela è stata ribadita per la Valle d’Aosta e per il Molise, e mi sembra necessario che nella Legge Elettorale in itinere, che dovrà accompagnare il taglio dei parlamentari, simile tutela venga allargata anche per le province più piccole, come la nostra, che ha una popolazione inferiore a 300.000 abitanti. E queste province non sono poche. Mi sembra giusto che proprio le province più piccole siano presenti in modo opportuno in ciascun ramo del Parlamento da almeno un deputato ed un senatore. In tal senso farò la mia parte, ma è evidente che occorre una condivisione di tutte le forze politiche per una battaglia che difenda soprattutto la democrazia rappresentativa. Il compito che ci attende è difficile, ma non impossibile se ciascuno farà il proprio dovere, ma soprattutto si impegnerà.