Elezioni amministrative a San Marco dei Cavoti. Parla Antonio Costantini Politica

Clima preelettorale decisamente acceso e movimentato a San Marco dei Cavoti ove inizialmente sia il sindaco uscente Giovanni Rossi e sia l’ex primo cittadino Francesco Cocca avevano inaspettatamente annunciato il loro ritiro dalla scena per dedicarsi al lavoro e alla famiglia, dicendosi entrambi stanchi di una pluriennale e sfiancante lotta tra le rispettive opposte fazioni.

Nel comune fortorino - ove il consiglio comunale si rinnova in un complesso contesto finanziario e amministrativo legato al pre-dissesto e al varo di un piano di riequilibrio - si erano così preannunciate nuove ipotesi con la possibile discesa in campo di giovani in parte vicini al M5S, di una lista legata al PD e di un terzo gruppo denominato “San Marco punto e capo” e animato da esponenti della società civile, ma a poche ore dalla presentazione ufficiale dei candidati lo scenario si è ribaltato; il sindaco uscente Rossi, infatti, ha deciso di ripresentarsi, mentre i giovani hanno preferito rinunciare e, solo alcuni di essi, sono entrati a far parte della seconda lista che sarà in campo, guidata però non più dallo storico avversario - il medico primario Francesco Cocca il quale ha effettivamente mantenuto la promessa di non ricandidarsi - bensì dall’ufficiale comandante della Guardia di Finanza Roberto Cocca.

Il dottor Giovanni Rossi nel comizio di fine mandato il 31 marzo u.s. aveva posto l’accento su un paese ormai «stanco e disgustato e diviso per questo modo di fare politica» nonché sulla propria «compagine amministrativa che nel tempo si è disunita», ragion per cui, per la formazione della nuova lista “San Marco col cuore” ha selezionato una squadra quasi totalmente rinnovata chiamandone a far parte anche Antonio Costantini quale capogruppo di “San Marco punto e capo”, e tre dei suoi componenti.

Dirigente Scolastico a riposo - in servizio a San Marco dal 2010 al 2014 nonché al Convitto Nazionale di Benevento e Salerno - il preside Antonio Costantini classe 1945 è una figura chiave in questa tornata elettorale poiché, già anni addietro alla guida della Pro Loco e della Confraternita di Misericordia di cui nel 1993 favorì l’istituzione, intende ora dedicare il proprio impegno alla comunità e in rappresentanza di essa nella sua interezza, al di là delle visioni strettamente politiche.

Da alcune indiscrezioni della stampa è trapelato che Costantini ambirebbe al ruolo di vicesindaco e dunque su questa nuova sfida gli abbiamo rivolto alcune domande:

Da cosa è stato determinato questo suo esordio nella scena politica sammarchese?

Avevo immaginato con alcuni amici di costituire una lista il cui nome, “San Marco punto e capo”, già racchiudeva la volontà voltare pagina e di farlo in un nuovo clima di serenità generale dopo un ventennio di lotte tra due opposte correnti che peraltro, per ammissione dello stesso sindaco uscente Rossi in un recente incontro con i cittadini, non ha mai prodotto risultati apprezzabili. Ciò non significava tuttavia porsi in contrasto con altri gruppi o movimenti, bensì essere alternativi ad essi, lasciando anzi le porte aperte a tutti così come evidenziato nel nostro primo manifesto. Avremmo voluto, insomma, una lista nuova e diversa, animata dal solo impegno civile e non da altri scopi, meno che mai dall’alimentare vecchie faziosità.

Poi cosa è accaduto?

Inizialmente abbiamo riscosso molti apprezzamenti dalla gente, mentre non sono giunte le adesioni attese da altri gruppi. Dunque l’unica strada sarebbe stata quella di correre da soli e ci abbiamo provato almeno finché si è avuta palese e netta la sensazione che sarebbero mancate, di fatto, alcune persone realmente disponibili a candidarsi nella nostra lista. Per disinteresse, per paura o per timore di non saper fronteggiare un complesso contesto amministrativo, molti hanno infatti preferito attendere gli sviluppi di situazioni in embrione oppure già in essere, piuttosto che impegnarsi direttamente.

Quando la situazione andando avanti si è complicata ulteriormente, si profilavano allora due possibili strade: o abbandonare del tutto il nostro proposito per incompletezza di adesioni, oppure valutare un’eventuale proposta di avvicinamento da altri gruppi pur sempre tenendo fede al presupposto della precisa volontà di non entrare in contrasto con alcuno.

Nessuna porta ci è stata aperta finché, ormai agli sgoccioli della fase preparatoria, ci è giunta dal sindaco uscente Rossi una proposta di collaborazione che abbiamo voluto prendere in considerazione dal momento che egli intendeva porsi come capolista di una squadra quasi totalmente nuova. Rinunciare anche a questa possibilità avrebbe significato precludermi ogni fattiva possibilità di impegnarmi per San Marco, ed ecco perché ho deciso di supportare la lista, ma a patto che i candidati fossero proposti tanto da noi quanto dal sindaco ricandidatosi per il secondo mandato.

Nella nuova squadra guidata da Rossi quali sono le novità e quale sarà il vostro ruolo?

Nella lista “San Marco nel cuore” ci sono alcuni componenti che in passato hanno già avuto ruoli amministrativi o comunque saldi rapporti con la politica e la loro esperienza sarà indubbiamente importante. Io, invece, guido al suo interno un gruppo che potrei definire comunque “alternativo” in quanto - sia pure in una sorta di continuità che si sente però il bisogno di rinnovare radicalmente - rappresenta esclusivamente la società civile, la gente comune. È appunto a loro che chiedo il voto impegnandomi ad essere riferimento per tutti i miei concittadini con la presenza costante in Comune e con il dialogo tra istituzioni e cittadino, forte della mia esperienza pregressa in altri settori e del tempo che avrei a disposizione.

Che programma proporrete agli elettori?

Il programma elaborato inizialmente per il gruppo che mi vedeva come capolista era rivolto appunto ai bisogni reali della popolazione e alla valorizzazione delle risorse turistiche di San Marco. Sono due punti che per lungo tempo sono stati trascurati e che devono tornare in primo piano. Il candidato sindaco Rossi ha recepito e sottoscritto in toto questo programma e io spero che gli elettori mi diano i necessari consensi per portare a termine questi progetti nella nuova giunta che andrà a formarsi.

La fusione è un compromesso o un’occasione?

Questa fusione, se i patti e ancor prima le finalità non saranno disattese, non pregiudica il mio impegno e i miei iniziali propositi, che sono e restano ispirati a un nuovo modo di amministrare finalizzato solo all’interesse collettivo e soprattutto scevro da ogni genere di lotte con l’avversario già a cominciare dall’imminente campagna elettorale. Sarò dunque il rappresentante, il portavoce o anche l’interlocutore di tutti coloro che, nella lista e non, intendono dare un contributo fattivo e concreto, interrompendo una volta per tutta quei dannosi e polemici legami con il passato che hanno diviso e danneggiato la nostra piccola comunità.

ANDREA JELARDI