Fratelli d'Italia, Paolucci è critico con Forza Italia e Lega Politica

A livello nazionale Fratelli d’Italia dovrebbe rappresentare la “terza gamba” del centrodestra, anche se i rapporti, soprattutto tra Forza Italia ed il partito di Meloni vanno avanti tra alti e bassi. Ma nel Sannio la posizione è po’ diversa, come si capisce dalle risposte di Federico Paolucci, leader di Fratelli d’Italia, ad alcune domande che gli abbiamo rivolto.

Ad iniziare dalla prima risposta che ci ha dato, sulle prospettive per l’Italia dopo la nascita del nuovo Governo giallo-rosso, si capisce che nei confronti di Salvini non è molto tenero

Sono incerte - ci dice - le prospettive politiche dell’Italia, comunque la mia opinione è che il Conte bis durerà fino alla fine della legislatura, anche se con cambi di casacche e misure schizzofreniche. Ci troviamo innanzi all’ultimo atto della politica moderna, senza una precisa linea a monte. E questo Governo adotterà misure di volta in volta a seconda degli umori del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, ma anche delle richieste dell’Europa. La decisione di Salvini di aprire la crisi? Per me è stata tardiva, ma forse non aveva scelte. Comunque, sono dell’idea che ha pagato la sovrapposizione con il “caso” Russia, ma soprattutto la scelta di dare vita ad un Governo con i 5 Stelle. Un ibrido “matrimonio” che non poteva durare a lungo”.

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Ma quali prospettive ci sono per la nascita di un nuovo centrodestra, casomai formato da Lega e Fratelli d’Italia, considerato che Forza Italia potrebbe andare avanti in ordine sparso?

Tutto dipende dall’assetto istituzionale, che non può riguardare soltanto una nuova Legge Elettorale. Ne abbiamo cambiato quattro in dieci anni, ma nessuna fino ad ora ha garantito la governabilità. La “destra” sarà vincente nel futuro se non si soffermerà alla contingenza del governo giallo-rosso, ma se saprà porre con forza la questione dell’assetto istituzionale del paese. La questione del presidenzialismo, o semipresidenzialismo, è l’unica che può dare al paese un nuovo rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, ed è l’unico alveo nel quale si può anche definire la questione dell’autonomia. Altrimenti si continuerà a navigare a vista.

Comunque, Berlusconi continua a ripetere che soltanto un centrodestra unito ed a tre può vincere…

Con Toti siamo già a quattro. Per me Forza Italia è un grande punto interrogativo, ed il nervosismo di Berlusconi ne è la riprova. Non ha senso scagliarsi contro gli alleati, come ha fatto nell’ultima intervista, dove ha lanciato strali contro il sovranismo, e vantando di aver sdoganato i “fascisti”. E’ stata una caduta di stile, che non può consentirsi un uomo che ha rappresentato, nel bene e nel male, 25 anni di storia nazionale. Il difetto suo e della sua corte è di non aver capito che l’epoca della cosiddetta Seconda Repubblica è finita, ed avrebbe fatto bene ad assumere una posizione più paternalistica verso i giovani leader, come chiedeva, in sostanza, Toti, anziché restare ancorato nel fortino.

Ma come si sta strutturando Fratelli d’Italia nel Sannio, ed è possibile una presenza ufficiale nei due Enti più importanti, Comune capoluogo e Provincia?

Più che di struttura parlerei di linea politica. Siamo impegnati ad aggregare sui temi dell’ambiente, delle aree interne e del rapporto energetico con l’Irpinia. Crediamo che il Sannio da solo non ce la può fare ad esprimere tutte le potenzialità che ha, e che è necessario fare squadra con chi ha le nostre stesse esigenze e caratteristiche.

Ma come sono qui da noi i rapporti tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia?

Forza Italia nel Sannio è l’Udeur di Mastella. Senza Mastella Forza Italia non esiste. La Lega, poi, ha avuto un atteggiamento poco lineare. Ha prima detto che non gli interessavano gli “accoordicchi” al Comune ed alla Provincia, poi ha cooptato esponenti di maggioranza in tutti e due i consessi. Oggi la Pedà è in maggioranza con Mastella, e Mucciacciaro con Di Maria. Noi andiamo avanti per la nostra strada, ed è questa la differenza.

Qual è il suo giudizio sull’attività di Mastella e Di Maria?

Sono due situazioni apparentemente simili. Mastella si è aggrovigliato in un meccanismo che non governa. E non ha un’idea di città per il futuro. Oramai sono anni che non si discute del ruolo e delle prospettive del capoluogo. Le ultime amministrazioni che hanno guardato, in chiave prospettica al futuro di Benevento, sono quelle di Pietrantonio, Viespoli e D’Alessandro. Erano anni, quelli, in cui si discuteva, si programmava, si progettava. Da allora è iniziato il declino. Per Di Maria la situazione è un po’ diversa. Non risolverà tutti i problemi, ma sono sicuro che centrerà alcuni importanti obiettivi.

Nel prossimo anno ci saranno le Regionali in Campania, e sembra che Fratelli d’Italia già si sia espressa per un candidato - presidente. Questo può essere concordata con l’intero centrodestra?

Penso proprio di sì. Le Regionali rappresenteranno un momento di possibile svolta per la Campania, ed il nome che noi proponiamo, Cirielli, ha le carte in regola per fronteggiare De Luca, anche a casa sua cioè Salerno. Inoltre potrà rappresentare le aree interne, che De Luca ha completamente dimenticato, facendo grandi disastri, soprattutto nella Sanità. Ora, con fiducia, attendiamo le risposte della Lega e di Forza Italia.

GINO PESCITELLI