Il silenzio non trasmette amore Politica
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Ho assistito qualche giorno fa alla celebrazione di un matrimonio e sono rimasta colpita dall'omelia del sacerdote, piena di spunti e riflessioni. Innanzitutto mi e' piaciuta l'idea di benedirsi (non mandarsi a benedire) reciprocamente quando al mattino si esce e quando ci si ritira. In tal modo si porta con sé per tutto il giorno la benedizione dell’altro e ci si ricorda che l’altro aspetta il tuo ritorno. Mi sono ricordata che mia nonna, quando il marito o i figli o chiunque usciva di casa esordiva: “A Maronna t’accumpagna”. E l’ho sentito ripetere da papa Francesco.
Il sacerdote, poi, ha ricordato un modo di dire: “I figli si baciano di notte mentre dormono”. E’ sbagliato, perché i figli devono sapere che i genitori li amano, bisogna dirglielo, bisogna accarezzarli, baciarli. Allo stesso modo bisogna dire al coniuge: ti voglio bene, ti amo. Il silenzio non trasmette amore. E poi, alle parole, bisogna far seguire i fatti. Le coccole non devono mai mancare. Non bisogna essere avari nell’esternare i propri sentimenti. Sempre. Tutti i giorni.
Io dico che un uomo, e questo vale anche per la donna, è speciale se continua a corteggiare la propria donna o il proprio uomo, nonostante l’abbia già conquistata. Il matrimonio non è un punto d’arrivo o, come dice qualcuno, la tomba dell’amore, ma è un punto di partenza, è l’inizio di un percorso insieme, felice ma anche difficile. Mi viene a mente questa poesia di Neruda che racchiude l’immagine ideale della coppia:
Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia...
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
ELISA FIENGO

18/09/2014