Inchiesta Consorzio Agrario, Maglione (M5S): ''Avevamo ragione. Ora fuori i responsabili'' Politica

Ancora una volta dobbiamo dire di aver avuto ragione. Tutte le preoccupazioni relative alla gestione del Consorzio Agrario di Benevento erano fondate e l’intervento dell’autorità giudiziaria della scorsa settimana lo ha solo confermato”, così il deputato e portavoce Pasquale Maglione, commenta l’inchiesta della Procura che ipotizza alcune gravi accuse a danno dell’organizzazione.

Uno stato passivo di circa 35 milioni di euro e una decina di persone indagate a cui vengono ipotizzati reati di vario genere: reati fallimentari, abuso d’ufficio e falso. Questo lo scenario delineato da un’indagine cui sono seguite diverse perquisizioni sia nelle varie sedi del CAP che in alcune abitazioni private. Un atto della procura atteso e frutto del lavoro svolto dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e del sostituto Patrizia Filomena Rosa, cui va il nostro ringraziamento. Alle indagini si aggiunga che il Ministero dello Sviluppo economico, sempre attento alle nostre sollecitazioni, segue con molta attenzione queste vicende e già lo scorso novembre, dopo l’ennesima bocciatura del concordato, ha avviato la revoca dell'esercizio provvisorio dell'impresa, con il conseguente rinnovo dei commissari liquidatori, così come previsto dalla norma. A oggi la procedura è ancora in atto perché ritenuta la più coerente, dato anche il coinvolgimento della Procura. Personalmente ho ritenuto opportuno confrontarmi con il gabinetto del Ministro, proprio alla luce di queste notizie affinché si abbiano tutti gli elementi per capire se proseguire con la procedura in corso o scegliere altre strade.

La prossima settimana - anticipa il portavoce M5S - presenterò un’interrogazione riportando tutte le dinamiche relative al CAP, non ultima il sequestro di un punto di rifornimento di carburante agricolo situato nel comune di Morcone. In questi mesi, mi sarei aspettato un bagno di umiltà da parte di chi sta portando alla rovina l’intero Consorzio, ma oggi posso dire, senza paura di essere smentito, che ha prevalso l’autoreferenzialità a discapito della salvaguardia di un potenziale di ricchezza per il territorio.

Chiaramente - prosegue Maglione - il tempo sarà chiarificatore, ma il management attuale certo non si potrà dire estraneo alla vicenda, tutt’altro. Posso infine rassicurare in virtù del continuo confronto con gli uffici del ministero che se si dovesse procedere alla cessazione o al fitto di rami d’azienda, il Commissario potrà farlo solo ed esclusivamente attraverso un bando pubblico e non certo attraverso percorsi diretti. Insomma, l’epoca dell’autoreferenzialità è finita e tutto dovrà essere fatto alla luce del sole”.